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Una storia di GeorgeDebilatis

CHARIOT

Storia della famiglia che scomparve

301 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 18 gennaio 2020 in Horror

Tags: #abbacinata #la #lungo #strada

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Avevano caricato la bara di papà sul vecchio calesse,
dalle molle quasi sfondate e, in sette, s'erano messi
al trotto per portarlo dal vecchio reverendo Ramsey,
e poi all'obitorio stantio del remoto paese, venti miglia
più a sud.
Fin dall'inizio avevano notato che qualcosa non andava
nel carro del sole che li precedeva, e spargeva fetido
calore in quella mattinata di luglio: tepore di carogne
e nitore di Morte campagnola, così disgustosa, da

apparire fuori luogo in ogni avvallamento del terreno
ossuto e terroso.
I sei figli di Waldo Kloist e la giovane moglie, appassita
anzi tempo, e ancora cosparsa delle vecchie macchie
del vaiolo.

Porter, il più grande, aveva detto che il sole pareva in corsa
con loro per chiudere il giorno al più presto, ed evitare di
assistere alla parata di Waldo, deceduto in peccato mortale.
E tutti, malgrado l'afa incipiente, s'erano sentiti raggelare.
Porter era il matto di famiglia, ma quando si metteva a
concionare saggiamente faceva venire i brividi.
Roger lo aveva zittito con un cazzotto in bocca, ed Helena
e Arlo lo avevano preso a calci insultandolo.
Betsy e Caleb, i più piccoli, avevano osservato la scena
spaventati.
E intanto che il viaggio procedeva l'astro si faceva sempre
più vicino, fin quasi a scottarli tutti. Cora, la giovane moglie
s'era tutta nascosta sotto un lenzuolo bianco.
Roger aveva alzato il pugno contro quella palla di fuoco,
minacciandola con parole sacrileghe.

Fu al crocevia con la casa del reverendo Ramsey che i Kloist

sparirono per sempre dalla faccia della Terra.
Doveva essere il momento in cui il sole scaldava la superficie
del pianeta con maggiore accanimento. Al posto del carro
trovarono un buco largo 50 metri e profondo 25.
Un meteorite strano dissero gli esperti, la mano di Dio disse
qualcun altro.


RELOAD I


Ancora si protraeva la voce nel circondario la voce che il carro del sole
avesse prosciugato, cancellato in pochi istanti quello dei Klein, mentre
passava dall'incrocio per le Fattorie degli Stolbek e quella del dottor
Grossman. Molti guardavano dall'altra parte quando glielo chiedevi ma,
a mezza bocca, ammettevano che sì, quella mattina di dieci giorni prima
era stata particolarmente calda, e che molti avevano visto il barroccio

dei Klein passare lento, e attorniato da una strana cappa di luminescenza,
mentre portavano il cadavere del vecchio Lawrence Klein alla sua dimora
perpetua, verso la chiesa di Uptonville.
Tutti sapevano che il vecchio Waldo moriva in peccato mortale, per avere
generato con sua sorella almeno tre dei suoi sette figli. Ma la moglie ufficiale,
Cora, non aveva voluto saperne di quelle ciance, e con tutta la sua forza
aveva preteso che il marito venisse sepolto in terreno consacrato.
Proprio questa messinscena blasfema stavano andando ad allestire i Klein,
dopo avere caricato il corpo putrescente di Waldo sul trabiccolo, ed

essersi messi in moto.
Quei pochi che li incrociavano distoglievano lo sguardo, e si facevano il
segno della croce, tentando di allontanare le narici il più possibile lontano
dal lezzo che avvolgeva quella spedizione deforme.
Erano tutti i a bordo: i figli Edward, Arlo, Helena, Betsy, Caleb, Suzana e
Porter. E in più v'era la sorella carnale di Lawrence Klein, Wendy, chiusa
in un angolo, che borbottava come una demente e roteava la testa, avanti
e indietro. Cora, la moglie ufficiale, frustava i due ronzini con energia e

rabbia, quasi volesse scappare all'eccessiva luce di quel luglio, denso
come una mela con i vermi.
I figli avevano fatto in tempo a litigare e a darsele di santa ragione, secondo
Ruth Darrell, che li aveva visti passare dal punto di mescita prima delle

dieci nel mattino. Li aveva visti con i suoi occhi gettarsi dal carro, e prendersi
a cazzotti e calci, maschi e femmine. Era un piccolo equipaggio malsano,
secondo lei. Fino all'incrocio con le fattorie degli Stolbek e del dottor
Grossman.
In quel punto qualche giorno dopo avrebbero trovato delle assi calcinate,
e mezza ruota di barroccio bruciacchiata. Null'altro del mezzo.
V'era chi giurava, forse stordito dal whisky artigianale della Signora Darrell,
che il carro del sole quel giorno avesse preso una strana angolazione, e si
fosse piegato a ustionare la terra, proprio nel punto maledetto in cui
transitavano i Klein e il loro carico, mefitico e condannato.
Da quel momento in poi della loro tribù non era rimasto altro che una
sorta di lastra raggrinzita e sfigurata, in mezzo alla strada per Uptonville,
nei pressi della Foresta di Blister. Una piastra più dura di qualsiasi lega,
che, ancora adesso può essere vista (chissà per quale ragione, suggerita,
indubbiamente, al curato locale all'orecchio, dal Demonio) nella chiesa di
Rochester, a 18 miglia da questo posto.
Vi è chi dice che le loro anime dannate, in qualche maniera siano state

fuse dentro al maledetto ammennicolo. Senza possibilità assoluta di Ritorno.


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