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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TUTT'ALTRE STORIE

"UNA NOTTE MAGICA"

INVITO A PARTECIPARE AL 148° COMPLEANNO DI MARCEL PROUST

187 visualizzazioni

8 minuti

Pubblicato il 08 giugno 2019 in Recensioni

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Copertina del libro di J.Yves Tadié - ristampa NET
Copertina del libro di J.Yves Tadié - ristampa NET


In occasione del 148° compleanno di Marcel Proust, LaRecherche.it invita a partecipare all’antologia proustiana 2019: "Una notte magica"


Tema: Quel che avvicina non è la comunanza delle opinioni, è la consanguineità degli spiriti.


Tutti sono invitati a partecipare inviando il materiale, attinente al tema sopra descritto, alla e-mail [email protected], entro e non oltre il 30 giugno 2019. È possibile partecipare con poesie, racconti, articoli, brevi saggi, disegni, fotografie o altro.

I testi dovranno essere in uno dei seguenti formati: rtf, doc, docx, odt (non sono accettate opere inviate in formato pdf); le immagini dovranno essere in uno dei seguenti formati: jpg, tif, png. I curatori si riservano di pubblicare solo le opere che riterranno valide e attinenti al tema. Bando e info a riguardo sul sito larecherche.it.


Tra tutti i ricordi mondani, veri o fittizi, che videro Proust protagonista, di cui si continuò a chiacchierare a lungo anche dopo la sua scomparsa, ce n’è uno di cui solo pochissime persone sono a conoscenza. Proust invitò un gruppetto eterogeneo di amici e conoscenti ad un misterioso incontro in un padiglione nel fitto della vegetazione del Bois de Boulogne, a mezzanotte. Quale fosse l’intento di tale invito non è dato sapere, forse un ultimo saluto a persone care, o forse semplicemente un incontro per il semplice piacere di passare qualche ora insieme, lontano dalla frenesia e dai pettegolezzi dei salotti.

Le persone, che ricevettero l’invito scritto a mano, come di consueto da Proust, su di un cartoncino, sono: Albert Bloch, Gilberte Swann, la Ragazzina povera (che il Narratore si porta a casa dopo la fuga di Albertine), la Lattaia intravista dal treno, Robert de Saint Loup, Charles Swann, Andrée, zio Adolphe, Aimé.


Quello che successe quella notte è andato ormai perduto, ma ognuno può immaginare quali fossero state le conversazioni, gli sguardi, i segreti celati o sussurrati, o può provare a raccontare lo stato d’animo dei partecipanti al misterioso convegno. Ciascuno può immaginare di essere stato presente e riportarne le sensazioni in poesia, prosa, immagini fotografiche o disegni.


Recensione di Giorgio Mancinelli

Jean-Yves Tadié, “Proust, le dossier”, Il Saggiatore 1985 – (ris. NET 2003).


Si dice che non si conosce uno scrittore se non attraverso le sue opere, e che, ancor meglio, lo si può comprendere attraverso l’apparato critico che solitamente accompagna le sue opere, ciò che solitamente avviene post mortem dell’autore. Ma questa, che potrebbe essere una massima valutata sull’operato di ogni scrittore, continua ad avere delle profonde lacune se non è seguita da note biografiche che ne illustrano gli aspetti segreti e i risvolti nascosti nella sua scrittura. È questo il caso del libro di ‘critica letteraria’ dello scrittore Jean-Yves Tadié che, al tempo della prima edizione per Gallimard di ‘Alla riceca del tempo perduto’, era docente di letteratura francese alla Nouvelle Sorbonne a Parigi. Successivamente in Italia sono stati pubblicati altri due suoi saggi: ‘Il senso della memoria’ (Dedalo 2000); e ‘Vita di Marcel Proust’ (Mondaori 2002), che invito tutti ‘Gli amici di Proust’ a leggere per l’analisi accurata di tutto quanto c’è da sapere su quello che, a ragione, è stato definito: ‘il più grande scrittore del XX secolo’: Marcel Proust.

Si tratta in realtà dell’ ‘analisi critica’, pari a una lezione di ‘anatomia’, del testo della Recherche appunto, con escursioni appropriate negli altri scritti (romanzi incompiuti, racconti, lettere ecc.) di Marcel Proust, incentrata nella suddivisione dei diversi generi letterari in essa riscontrati, ricca di riferimenti biografici, cronologia, bibliografia e quant’altro possa incuriosire il lettore in fatto di estetica, cultura del tempo, storia ecc. Ancor più molto spazio è lasciato all’individuazione critica dei personaggi, l’infinita galleria di ritratti (più o meno definiti) che agiscono nell’opera letteraria in cui è facile perdersi, vuoi per il numero dei volumi di cui si compone, vuoi per la corposità del testo ricco di descrizioni dettagliate e una certa ostentazione dell’autore nel far prevalere alcuni aspetti psicologici che li riguardano direi, più che da vicino, dal loro ‘profondo’ onirico, preferenzialmente poetico, che non va sottovalutato.

Trascrivo dalla Premessa:
Attraverso uno studio complessivo delle caratteristiche della sua scrittura viene messa (qui) in evidenza la rivoluzione che Proust ha portato all’interno del romanzo con la sua geniale commistione di elementi comuni alla narrativa, alla saggistica, alla poesia e ad altre arti quali l’architettura, la pittura, la musica. inoltre il libro tiene largamente conto delle seimila pagine di cahiers che precedettero la redazione definitiva della Recherche e dedica un ampio spazio alla critica proustiana, ripercorrendo i vari metodi di analisi e i risultati, a volte contraddittori, cui sono pervenuti. (..) Come, ad esempio, la sintesi di ciò che a tutt’oggi può essere conosciuto e detto sulla sua opera e sulla sua vita.

Ma non è tutto, il volume dopo una presentazione generale riferita alla genesi e alla struttura dell’opera nei suoi risvolti culturali ed estetici, analizza le rilevazioni critiche della storia, la visione della società e l’elaborazione del tempo in cui è immerso il romanzo. Per poi spostarsi sui personaggi che esamina ‘uno per uno’ a cominciare dalla figura del Narratore (alias Marcel Proust) rivelandone più spesso il lato ironico-comico dissacratore della società del tempo. Cui fa seguito l’ ‘anatomia’ cui riferivo sopra, dei generi letterari toccati (rivoluzionati) da Proust nel romanzo, e che l’autore Tadié fa rientrare nella gamma comprensiva di stili, quali: comico-tragico, avventuroso-erotico, onirico-poetico, addirittura quale libro di ‘immagini’ che riprende da tutte quelle situazioni descrittive, quindi per immagini, ricreate dalla fantasia dello scrittore. La seconda parte riguarda invece, com’è detto nel sommario: l’analisi delle (altre) opere principali, la cui lettura si rende necessaria per una più approfondita conoscenza di Marcel Proust; rispettivamente:

‘I piaceri e i giorni’
‘Il Jean Santeuil’
‘Le cronache’
‘John Ruskin : le traduzioni e le prefazioni’
‘I Pastiches’
‘la critica letteraria’
‘Il Contro Sainte-Beuve’

E ovviamente della sua ‘monumentale’ opera : ‘Alla ricerca del tempo perduto

Interessanti sono i capitoli che compongono la terza parte di questo copioso ‘vademecum proustiano’: a partire dall’apparato critico riferito alla stampa fin dalla sua prima apparizione delle sue opere, e le risposte degli scrittori che con Proust si sono confrontati nelle diverse epoche. Inoltre ad una ricca bibliografia, la corrispondenza tenuta, gli studi e le sintesi delle varie discipline toccate da Proust. Insomma, ce n’è di che rifarsi gli occhi e le orecchie, per quanto ritengo che una riedizione di un libro enciclopedico come quello qui preso in esame, e malgrado le economie editoriali, non possa essere ridotto a un paperback striminzito di carta e di spazi, dove il corpo del testo è ridotto a un minimo legibile da presumere l’uso della lente d’ingrandimento, in pagine senza bordi che non permettono annotazioni, tantomeno l’uso di stickers segnarighe.

Descrizione: Archinto Editore

Analizzando il ricco rapporto, ampiamente misconosciuto, che unì i due scrittori dal 1910 al 1922 e che Proust sovraccaricò di desiderio, di gelosia e poi di sospetto, questo saggio tratta più in generale della complicità tra creatori, dell’ammirazione e del sostegno che possono darsi, dei desideri di imitazione che talvolta li attraversano ma anche dell’incomprensione estetica e della rivalità professionale che spesso li allontanano – al punto di augurarsi la morte simbolica dell’altro. In filigrana, anche, le domande poste dal romanzo autobiografico e quindi dall’«autofiction », con tutta la sua parte di vendette e di «omicidi», il rapporto con i modelli che hanno ispirato i grandi protagonisti della Recherche (Charlus, la duchessa di Guermantes) e la trasformazione del Narratore nel personaggio di una fiction, senza più alcun punto in comune con il suo autore. Quel Marcel Proust che il giovane Cocteau aveva conosciuto, snob, brillante ma impotente e che, nel giro di vent’anni, ha visto trasformarsi in icona letteraria, qui si rivela anche un temibile assassino, un autentico personaggio uscito dalle pagine di un romanzo di Dostoevskij.

Claude Arnaud, romanziere, critico e saggista francese. Tra le sue opere un’importante biografia di Cocteau pubblicata da Gallimard e il saggio Qui dit je en nous? che gli è valso il prix Femina.

Un inedito di Marcel Proust.
Un inedito di Marcel Proust.

Descrizione. Archinto Editore.

Il volume raccoglie quattro lettere e un telegramma inediti conservati negli archivi del Principato di Monaco e inviati nell’estate e autunno 1920 dal quarantanovenne Proust al giovane Pierre de Polignac, che nel marzo di quell’anno aveva sposato la principessa Charlotte de Monaco, divenendo così duca di Valentinois. Nella più lunga delle quattro lettere Proust offre al duca qualche consiglio letterario e gli chiede di sottoscrivere un’edizione di lusso del volume All’ombra delle fanciulle in fiore. Come spiega Jean-Marc Quaranta nell’illuminante saggio che segue le lettere (il volume è integrato da una lettera a Montesquiou già pubblicata), lo scambio epistolare, governato da un tortuoso cerimoniale, rappresenta per lo scrittore un luogo d’invenzione romanzesca, che costringe i destinatari a faticosi esercizi di ginnastica sentimentale per assecondarne o respingerne la tentacolare invadenza. Non tutti gli interlocutori sono disposti a prestarsi a tale corvée. Tra questi il duca di Valentinois che, stanco dell’invadenza di Proust, ignora la richiesta di sottoscrizione, spingendo lo scrittore a troncare ogni relazione. A fare le spese di questa rottura sarà il conte di Nassau, personaggio della Recherche ispirato al duca di Valentinois, che diventerà oggetto di un ritratto perfidamente malevolo.

Lettere inedite di Marcel Proust
Lettere inedite di Marcel Proust

Descrizione. Archinto Editore.

Rimaste inedite per molti anni, queste lettere raccontano il rapporto tra il ventiquattrenne Proust e il diciassettenne Daudet (figlio di Alphonse); parlano di amore, di amicizia e rispecchiano il mondo della Recherche, anticipandone personaggi e situazioni.

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