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Una storia di Maricapp

Questa storia è presente nel magazine Racconti brevi e Poesie improvvise

Ma anche il sabato non scherza

Dopo la maledetta domenica

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2 minuti

Pubblicato il 20 maggio 2019 in Altro

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Metodo infallibile, ma da non imitare, per cancellare, se non già fatto, le brutte persone, le cattiverie gratuite, i pensieri molesti, le nostalgie stupide.

Uscire, come sempre di sabato, con mia figlia.

Chiacchierare. ridere felici di essere insieme sull'utilitaria nuova colore Nel Blu Dipinto di Blu (è indicato proprio cosi' dalla casa automobilistica) mentre fuori piove, il vecchio pavè è lucido e scivoloso, le rotaie brillano ed il Naviglio Grande scorre pacifico punteggiato da mille gocce.

Si va a pranzo nel nostro ristorante preferito, poi dal parrucchiere e dopo, forse, una passeggiata allegra sotto lo stesso ombrello.

All’improvviso la coda dell’occhio scorge un grosso Suv sulla destra che avanza veloce, supera senza fermarsi lo stop e…

E tutto rallenta. Il tempo si ferma. Ti senti impotente, non puoi fare nulla, il grosso muso avanza, io mi giro verso mia figlia e tento di abbracciarla per proteggerla mentre la grossa auto con un tonfo sordo si precipita contro il fianco destro della nostra macchina.

Un attimo, un solo attimo che vale una vita.

Ma poi ti rendi conto di non essere finita contro il tram che fortunatamente è lontano, di non aver carambolato contro le altre vetture, di non essere precipitata nel Naviglio e di poter uscire dall'auto, mentre il traffico si blocca.

Scendi e non hai niente, non senti niente, ci sei , ci siete e questo basta.

All'ospedale ti rivoltano, te e tua figlia, io ho la pressione alta, lei scoppia a piangere per la tensione ma ti importa solo che stia bene.

Poi lei ha ecchimosi su tutta la parte destra ed il collo ha preso un brutto contraccolpo.

E tu, tu dici io ho mal di schiena ma ce l'ho sempre ed ho mal di testa

ma è la pressione, tranquilli: datemi una pastiglia e passa.

Ma non passa perchè hai rotto una vertebra , incrinato un'altra ed il collo non va bene.

E cosi' finisce il mio sabato con l’uscita serale dall’ospedale, schiena che fa male, l’elenco delle medicine e l’armatura medioevale in ferro, o forse era uno strumento di tortura, non so.

Una domenica qualunque la passi con un corsetto di ferro, un collare al collo dolorante e nel limbo degli antidolorifici e cosi' sarà per almeno un mese e mezzo.

La prendi bene perchè in fondo poteva essere davvero un incidente molto grave.

Sei viva, tua figlia è viva e puoi ancora anche se con fatica camminare.

E va bene cosi'.

Al diavolo tutto il resto.


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