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Una storia di BeppeGVida

Hollywood - Cinecittà

viaggio a Hollywood

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2 minuti

Pubblicato il 22 maggio 2020 in Avventura

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Il designer opera, in una certa misura, libero da schemi. Si prefigge per disciplina professionale l’obiettivo. Il designer (autore del progetto) può essere chiunque operi nel campo “del sapere”. Design, per dirla con Giulio Carlo Argan, significa in italiano progetto. Perciò coloro che hanno un progetto o che fanno “progetto” possono essere designer…
Io avevo in animo di fare una collezioni di arredi e suppellettili per gli interni e esterni della casa includendo tessuti, lampade oggetti ornamentali. L’idea era di dare una reinterpretazione per una innovata lettura del periodo detto “Telefoni Bianchi”. La denominazione spontanea la porto il cinema di Camerini di Blasetti. Eravamo alla metà degli anni 30 inizio 40). Alle spalle avevamo il déco nato altrove e con presenza massiccia in Italia anche nella versione “Stile Littorio” di cui Marcello Piacentini ne era il decano.
Volevo documentarmi – come feci in Italia qualche mese prima visionando film del periodo – analogamente con i film americani. Chiesi a Gina che era di casa alla 20th Centuri Fox di accreditarmi al presidente. Lei lo fece e partii per Los Angeles. Ero convinto di trovare a Hollywood ciò che vi era a Cinecittà: decine di botteghe artigiane di alta qualità e ogni sorta di oggetti che potevano aiutarmi per trovare il bandolo dal quale l’ispirazione.
All’aeroporto di Los Angeles mi aspettava Maddalena Mauro docente d’italiano in un’università di eccellenza americana.
Lei sapeva di me quanto io sapevo di lei; Gina Lollobrigida ci aveva informati entrambi. Maddalena mi accompagnò per l’intero periodo che rimasi a Hollywood.
La sera stessa incontrai Mrs. Teresa Stanfill (moglie del Presidente della 20th Centuri Fox). All’indomani la visita agli stabilimenti cinematografici. Prima della deludente visita cercavo di perfezionare il titolo della collezione che aveva già un nome “American Line Dinamic Dream” Avevo l’ottimismo di che ha certezze quindi quando avvertii che era meglio Cinecittà disarmai…
Mi diedero per lenire la mia delusione un prontuario operativo di un intero mese. Vidi con stupore la catene di montaggio ideata da Ford. I teatri numerati (come da noi a Cinecittà) con le date e l’ora che dovevano trovarsi liberi e riportati imbiancati come al momento della presa in uso. Ogni ciclo era indicato… Non mancava un giorno. Le scenografie servite, quelle noleggiate restituite; quelle di allestimento distrutte. Rimanevano strade e case fisse degli anni 30 ma i magazzini dove pensavo di trovare qualcosa di utile, nemmeno l’ombra. Passai giorni a vedere film del periodo americano e mi feci un’idea approfondita delle cose in uso da noi nelle quali si rispecchiava la nostra borghesia…

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Venne il momento che pensai di rivisitare lo stile Biedermeier 1815 – 1850 farne una collezione come “American Line Dinamic Dream” e mi misi in moto: dopo un anno circa era pronta la collezione denominata “Mariano”, website nel website Mister Luna vi racconterò come e cosa sviluppai…

Beppe G. Vida


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