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Una storia di Balarm

Questa storia è presente nel magazine Le storie di Balarm

Le botteghe di Balarm

Storie inventate...ma vere!

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5 minuti

Pubblicato il 14 febbraio 2019 in Didattica

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La bottega dell’Orafo

Io e il mio compagno Myku pensammo di aprire un’oreficeria, la chiamammo j orjewera, facevamo tanti bracciali per gli Emiri, ci pagavano tanto così ci potevamo permettere tanto cibo, poi, un giorno due Emiri che erano invidiosi dei nostri bracciali fecero chiudere l’attività. Ma noi non volemmo abbandonare la nostra arte che era anche il nostro amato mestiere; e quindi caparbiamente riaprimmo la bottega, stavolta con la protezione dell’emiro Giafar, vicino al suo Palazzo della Zisa, ed oltre a produrre bracciali creiamo anche anelli e piatti cesellati in oro.


I fratelli Astronomi

Chi non conosce a Balarm Muḥammad ibn Jābir e suo fratello Jabir, astronomie matematici Arabi? Siamo fieri di aver scoperto, dal nostro osservatorio a Balarm tante stelle e definito le caratteristiche solari, osservando immagini dettagliate del Sole, della Luna e dei pianeti; infatti dalla nostra città si vede benissimo il cielo e così abbiamo apportato un enorme sviluppo dei lavori in astronomia, come la costruzione di uno strumento di grandi dimensioni ,con il quale abbiamo effettuato delle osservazioni nell'anno 950. Qui a Balarm queste osservazioni sono state numerose perché il cielo è sempre limpido, luminoso e splendente. La notte possiamo vedere la bellissima luna che illumina il palazzo del carissimo emiro Jaefar.

Questa è una nostra rappresentazione delle varie fasi lunari.


Le sorelle pittrici e il loro laboratorio d’arte

Buongiorno a tutti coloro che stanno leggendo questo articolo, siamo Sirina e Merika annunciamo l’apertura del negozio Sirerika. Io e la mia compagna di lavoro siamo arabe ma viviamo in questa splendida città siciliana che noi arabi abbiamo colonizzato da pochi anni e con questo negozio volevamo farvi conoscere le nostre tradizioni. Vi aspettiamo con ansia; ci saranno mostre di quadri e spiegazioni di come assemblare un quadro, siamo maestri nel mosaico e ovviamente venderemo anche ceramiche di tutti i tipi. Ci saranno artisti molto conosciuti. Il nostro negozio lo abbiamo inaugurato un giorno di luna piena, di cicale rumorose e di odore di gelsomino dell’agosto del ‘940.

Quindi questo negozio per noi è davvero importante perché ci ricorda le nostre origini. Vi mostriamo due ritratti fatti a dei nobili cittadini.


L’importanza dei libri

Mi chiamo Falafian, ho 10 anni, quando ero piccola ero fissata a giocare con le mie migliori amiche ma un giorno vidi in una bottega vicino casa un signore che stava costruendo un oggetto composto da un grande ammasso di fogli, io pensai che era una cosa inutile e ritornai a giocare. Il giorno dopo, alla madrassa, il maestro disse “domani portate un libro da casa”, io mi sono stupita, il maestro si riferiva a quell’oggetto che avevo visto in quella bottega di vicolo dei delfini. Dopo la scuola chiesi a mia mamma di comprarmi un libro, così andammo in quella bottega dove scrivono libri. Entrando abbiamo incontrato il libraio AfUF, il quale mi ha preso un libro che si chiamava “le avventure del drago Margiù”. Arrivati a casa ho cominciato a leggerlo, immergendomi subito nella storia, ho letto fino a prima di cena, non mi sono data una pausa, ormai mi ero persa nella storia e non riuscivo più ad uscire fino a che mia madre mi sgridò e mi disse “Non puoi continuare a leggere fino a domani mattina, domani hai scuola, e devi andare a letto presto, hai capito spero che non si ripeta più” disse. Sono andata a cenare e i miei genitori non mi parlarono per tutta la serata, mi sentivo a disagio e pensai “Forse sono stati loro a nascondermi i libri per tutto questo tempo e hanno evitato che io li scoprissi perché pensavano che io non riuscissi più a trattenermi dal desiderio di leggere”; ero in imbarazzo, quindi senza neanche mangiare (anche se avevo una fame da coccodrillo) me ne salì in camera e mi misi sotto le coperte a pensare perché i miei genitori mi nascosero i libri per tutto questo tempo. Per me i libri sono importanti.

Ma questa è solo una parte del libro, spero vi sia piaciuto e spero che piacerà anche a Jafar; spero che abbiate capito l’importanza dei libri, vorrei scriverne uno per il compleanno di Jafar.


Le Profumiere e la bottega di Balarm

‘’ BENVENUTI NELLA NOSTRA BOTTEGA’’

‘’ QUI TROVERETE I MIGLIORI PROFUMI DI BALARM!’’ ‘’ SALVE, DESIDERA UN’ ESSENZA ALLA LAVANDA O ALLA MARGHERITA?’’ .

‘’BEH, IN REALTA’ MI MANDA L’ EMIRO GIAFAR E VI POSSO ASSICURARE CHE VUOLE QUALCOSA DI PIU’ ELEGANTE!!!’’

‘’AD ESEMPIO?’’ ‘’VUOLE QUALCOSA DA REGALARE A SUA FIGLIA PER IL SUO DODICESIMO COMPLEANNO!!!’’

‘’OK… FAREMO IN MODO CHE ARRIVI IL PROFUMO IL PIU’ PRESTO POSSIBILE ‘’

IL PROFUMO SCELTO DAL SEGRETARIO DELL’EMIRO ERA UNA FRAGRANZA FATTA CON LA GENZIANA E CON UN RETRO FRAGANZA DEL MUGHETTO. LAVORAMMO TUTTA LA NOTTE PER FARE IL PROFUMO ED IL GIORNO DOPO ERA GIA’ PRONTO.IL GIORNO DOPO LO RITIRO’ DINIRETTAMENTE L’ EMIRO, ED ENTUSIASTA RINGRAZIO’ LE VENDITRICI DICENDOGLI: ‘’O CHE FRAGRANZA MERAVIGLIOSA, SONO VERAMENTE SODDISFATTO ‘’E VOLLE PROMUOVERLE CON UNA MEZZALUNA D’ORO, E DA ALLORA LA LORO BOTTEGA DIVENTO’ LA MIGLIORE DELLA CITTA’ DI BALARM INFATTI L’EMIRO SI RECAVA PER ACQUSTARE ESSENZE PROFUMATE SOLO IN QUELLA BOTTEGA!!!LE SORELLE GLI RIMASERO GRATE A VITA! E LA LORO BOTTEGA CONTINUO’ AD ESISTERE PER MOLTE GENERAZIONI GRAZIE AI LORO FIGLI E NIPOTI, ED E’ UNA DELLE BOTTEGHE PIU’ IMPORTANTI.

LA STORIA DI SHARILUT E JUZIF

Sharilut e Juzif erano due ragazzi nati nel 910 d.c.. Nel 924 decisero di aprire una bottega, però con molti sforzi i due non ci riuscirono. Sharilut scoraggiata dall’avvenimento si rifugiò nel cucito. Sharilut, cosi appassionata, chiede a Juzif se avessero potuto prire una bottega di sartoria; trovarono un venditore disposto a vendere la mercanzia prodotta, e dopo qualche mese i due cominciarono ad avere clienti, avevano ricevuto un ordine anche dall’emiro!: fare un vestito per le nozze di sua figlia Rashil. Sharilut faceva i vestivi e ricamava, e invece Juzif consegnava, però anche lui imparava pian piano a ricamare. Nel 936 Sharilut trovò un fidanzato di nome Rubirtu, in realtà lui era cattivo e voleva distruggere il loro negozio, questo Rubirtu fece allontanare Sharilut dal lavoro e cosi Juzif diventò povero. Lo sconforto lo aveva portato alla disperazione, ma la sorte venne incontro a Juzif perchè Rubirtu morì dopo poco a causa di una malattia sconosciuta e così Sharilut e Juzif tornarono a svolgere il loro lavoro di tessitori e ricamatori.

E vissero tutti e due felici e contenti come amici per sempre.



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