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Una storia di paulolden

Bambini prodigio

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2 minuti

Pubblicato il 12 febbraio 2019 in Humor

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Asilo Santa Maria di Misericordia. Sono le tre del pomeriggio circa. La suora ha disposto le seggiole a cerchio (sono gli anni del Metodo Montessori, e anche le suore sono in vena di esperimenti). Ci sediamo tutti, composti e un po’ intimoriti dalla penombra. La suora è giovane, non brutta. E’ quel tipo di suora che noi bambini muoriamo dalla voglia di vedere come sono i capelli là sotto. Chi dice lunghi e biondi, chi corti e neri, chi sostiene che le suore lo sanno tutti che si rapano a zero.


Io non lo so come ha i capelli, so solo che adesso ha iniziato a parlare e nessuno di noi capisce dove cavolo vuole andare a parare. La lezione improvvisata verte sulla differenza tra uomini e animali. L’animale non ha anima, l’uomo invece sì. L’animale segue l’istinto, l’uomo invece può avvalersi della ragione e della fede per controllarsi. L’uomo è intelligente, l’animale invece no.

E’ lì che non mi quadra. Mi guardo intorno: tutti zitti ad ascoltare. Però non mi convince. Perché nessuno parla?

Allora parlo io. “Suora, non è vero che gli animali non sono intelligenti. Io quando guardo il mio cane negli occhi lo vedo che è intelligente. Meno intelligente di me, però intelligente lo è. Io lo vedo che lui pensa, sogna e tutto quanto.”

Lui segue solo il suo istinto, dice lei. Ma io non ci credo. Lei mica lo conosce il mio cane. Prima di sposare Dio, era meglio se guardavi un cane negli occhi. Questo lo penso, ma non glielo dico. E penso anche che i miei compagni sono cretini, perché nessuno può credere che uno sveglio come Dio ha fatto solo gli uomini intelligenti, e gli altri animali invece li ha fatti come robot comandati dall’istinto. Sai che noia che gli veniva al Padreterno a guardare un mondo così tutto il tempo, per l’eternità.


Così io per quarant’anni ho pensato di essere stato fin da piccolo molto sveglio, perché a quattro anni sapevo già articolare discorsi molto complessi, e sviluppavo già un pensiero autonomo e capacità riflessive sopra la media.

Però adesso mi viene il dubbio che tutta quella cosa con le sedie in cerchio e il discorso sull’intelligenza e sull’istinto la suora l’aveva messa in piedi perché aveva beccato un bambino e una bambina che si guardavano il pisellino e la patatina l’un l’altro nel cortile. Deve essere proprio andata così, a pensarci bene. E io ci ho messo quarant’anni a capirlo.

E comunque non so gli altri, ma sicuramente il bambino e la bambina erano già parecchio più svegli di me.


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