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Una storia di Brividogiallo

Il giardino dei fiori proibiti

A certa bellezza non puoi reagire. Ti incanta la pelle.

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7 minuti

Pubblicato il 09 febbraio 2021 in Thriller/Noir

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Chi sceglierebbe per il giorno del suo matrimonio, un abito total black?

Clarissa, naturalmente.

Sicuramente non è il colore più adatto per un abito nuziale ma non c'è dubbio che a lei stia d'incanto.

Completamente di pizzo, con le spalline sottili, largo decine di metri di stoffa che al minimo accenno di vento, le fasceranno il corpo sinuoso.

Clarissa non ha voluto acconciature, sarebbe un peccato nascondere i lunghi e setosi capelli neri dietro qualche ridicolo fiore per poi far scendere solo qualche ricciolo insignificante.

Li ha voluti sciolti perché sono talmente belli e luminosi, con quei riflessi viola, che le danno l'aspetto di una dea.

Clarissa non ama orpelli, accessori che esaltino il suo fascino.

Si è concessa solo un nastrino di pizzo nero al collo, con al centro una pietra color zaffiro, come i suoi occhi.

La si potrebbe senz'altro definire una donna gotica, apparentemente distaccata dalla vita, non è legata o trattenuta da alcuna regola stereotipata, ama praticare la creatività e la libertà nel modo più puro.

La bellezza e la natura sono componenti essenziali della sua vita ma, finora, mai nessuno è riuscito a cogliere l'essenza di questa donna misteriosa e affascinante.

Agiata ereditiera, vive in una splendida villa a picco sul mare nei pressi di Aberdeen, nel cuore della Scozia.

Durante un party ha conosciuto Ethan McNeal, un ricco possidente terriero, proprietario di mezza Aberdeen, che, dopo aver scambiato alcune parole con lei, ne è rimasto incantato e si è ripromesso che sarebbe stata la prossima donna della sua vita.

McNeal è un uomo di successo, dotato di fascino anche se, dal punto di vista culturale, non può paragonarsi alla sua futura sposa ma, con la sua concretezza e il suo pragmatismo, completa quell'interpretare la vita sotto una visione onirica di Clarissa.


È finalmente arrivato il giorno del matrimonio che si svolgerà nel giardino della villa di Clarissa.

Lei è splendida nel suo abito di pizzo nero, le lunghe mani bianche con le unghie laccate dello stesso azzurro della pietra che ha al collo e nient'altro, nessun bouquet verrà lanciato, Clarissa evita accuratamente ogni tradizione che lei ritiene sciocca e banale.

Unica concessione, un arco di marmo che si è fatta recapitare e che è adornato di rose azzurre e che è stato posto alle spalle del piccolo altare.

Dà un'ultima occhiata allo specchio per assicurarsi che tutto sia in ordine e, accompagnata da suo fratello maggiore, esce dalla villa per recarsi all'altare.

Ethan è già lì, elegantissimo nel suo frac color antracite e, come omaggio alla sposa, una rosa azzurra all'occhiello.

Parenti e amici sono tutti in attesa, seduti su bianche sedie in ferro battuto.

Ed ecco anche Clarissa, al braccio di suo fratello.

Durante la breve cerimonia, Clarissa appare calma, con una luce di serenità negli occhi mentre lo sposo non riesce a trattenere la sua emozione .

Segue un raffinato rinfresco, gli invitati si riuniscono in gruppi, parlano con un tono di voce moderato mentre apprezzano le raffinatezze che vengono servite.


Sono passati pochi mesi dal loro matrimonio e, dopo un lungo viaggio di nozze in Polinesia, hanno fatto ritorno a casa.

Precedentemente avevano stabilito che avrebbero vissuto nella villa di Clarissa, dove lei ha il suo studio d'arte.

È un'apprezzata pittrice e si diletta anche nella scultura.

Chiama il suo autista e gli chiede di portarla a fare un giro con la macchina lungo la strada che costeggia la scogliera, che si trova ad almeno cento metri più sotto.

Gli fa prendere la cabrio perché ha voglia di respirare a pieni polmoni l'aria fresca e salmastra e vuole sentire il rumore delle onde fragorose che si infrangono sugli scogli alti appuntiti.

Percorrono la strada che, dal Museo Marittimo porta a Portlethen Village, dove si ferma per fare alcuni acquisti.

Tornata a casa, Ethan le fa trovare un bicchiere di Jameson e la fa sedere davanti al camino acceso per riscaldarla.

Lui la guarda e non può fare a meno di ammirarla.

È splendida con le guance un po' arrossate, i capelli leggermente spettinati e quel fisico perfetto inguainato in un vestito di velluto nero. A quarantaquattro anni, Clarissa può eclissare donne molto più giovani.

"Quando arriverà Aidan?" chiede Clarissa a Ethan

"Sabato prossimo, tra cinque giorni. Abbiamo tutto il tempo per rendere la sua camera accogliente."

Aidan è il figlio di primo letto di Ethan. La sua prima moglie, Sheena, morì in circostanze misteriose quando Aidan aveva appena quattro anni.

Da allora Ethan, rifiutò di rifarsi una vita, nonostante quando Sheena morì, aveva solo trentuno anni.

Aveva provato ad iniziare un paio di relazioni ma alla fine nessuna era andata in porto perché sembrava che il cure di Ethan si fosse chiuso per sempre. Fin quando non conobbe Clarissa.

Per lei si tratta del primo matrimonio.

Sul suo passato si sa molto poco anche perché vive ad Aberdeen solo da due anni e non ama parlare di sé e di quel che è stato.


È una splendida mattina di sole e Clarissa é scesa in giardino per dedicarsi alle sue piante, attività che la rilassa e che ogni volta la lascia stupita nel vedere cosa sia capace di fare la natura.

Sta raccogliendo un po' di fiori da mettere nel vaso del tavolo da thè.

Torna in casa, posa i fiori sul tavolo della cucina e toglie dal mazzo i fiori a forma di campanula bianca.

Gli altri li sistema nel vaso.

Prende poi i fiori bianchi e li porta nel capanno degli attrezzi, dove apre un piccolo cassetto ed estrae un coltellino affilato.

Taglia i gambi, divide le corolle a metà ed estrae i semi che si trovano all'interno, li stende su un foglio di carta di alluminio posto sopra una stufa e attende leggendo un libro seduta su una poltroncina di vimini.

Dopo un'ora, spegne la stufa, aspetta che i semi, ormai essiccati si freddino e li versa dentro un piccolo mortaio. Li pesta per bene fino a farli diventare quasi polvere poi versa questa polvere in una bustina che chiude con dell'adesivo.


La casupola è piuttosto diroccata e malmessa ma Clarissa non si aspettava nulla di diverso.

L'altisonante nome con cui si fa chiamare, The Big Rufus, fa pensare a chissà chi.

In realtà è solo un giovane la cui unica abilità è quella di saper guidare da vero professionista e vive facendo numeri molto pericolosi in vari circhi della Scozia. Qualche volta viene chiamato come stuntman per girare scene d'azione in qualche film.

Clarissa indossa un cappotto nero con cappuccio, modello domino e grandi occhiali scuri.

Tuttavia non si può dire che sia irriconoscibile, anche per chi l'ha vista solo due o tre volte. La sua figura eccentrica e anacronistica è inequivocabile.

"Allora, tutto come pattuito?"

"Per me va bene. Ottocento sterline per far volare da un dirupo un morto dentro una macchina sono sufficienti. Non mi sporco nemmeno la coscienza."

"Alle ventitré da me. Carica la persona in macchina poi sa lei quel che deve fare."


Ore ventidue.

Ethan e Clarissa sono in salotto. Lui sta per alzarsi e preparare due bicchieri di whisky ma Clarissa lo precede.

"Ci penso io tesoro, resta seduto."

Va al mobile bar e versa il liquore in due bicchieri. Tira fuori da una tasca la bustina con la polvere preparata il giorno precedente e la versa in uno dei due bicchieri, perfettamente identici tra loro.

Per non sbagliarsi porta prima ad Ethan il bicchiere contenete la polvere e glielo mette tra le mani, poi porta il suo e lo posa sul tavolino.

Si volta per andare a prendere una sigaretta dalla scatoletta d'argento, quando proprio sul bordo del bicchiere di Ethan si posa una mosca.

Lui la guarda con ribrezzo poi mette il suo bicchiere sul tavolino e prende quello di Clarissa.

"Almeno occhio non vede, cuore non duole." pensa Ethan

Lei torna al tavolino e si siede. Lui sta già bevendo a piccoli sorsi.

Lei lo guarda e gli sorride ma, ad un'attenta osservazione, si noterebbe che sono soltanto le labbra a dilatarsi in un sorriso, i suoi occhi no, hanno ancor di più quella freddezza azzurro brillante che li caratterizza.

Prende il bicchiere e butta tutto giù in un solo sorso.

"Alla tua salute mio caro." dice sempre sorridendo con quello strano luccichio negli occhi.










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