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Una storia di Qwe123

Un brutto incidente

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4 minuti

Pubblicato il 23 settembre 2020 in Humor

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Era stato un brutto incidente. L’asfalto bagnato, il buio, un colpo di sonno, chissà.

Ed era stato un notturno viaggiatore a rendersi conto di quell’auto fuori strada. Poi,

ambulanza, pompieri, ospedale, rianimazione. Si trovava, da un po’, “addormentato”

in quel letto numero 9, dedicato ai soggetti in coma “farmacologico”: così lo avevano chiamato i sanitari. Ma così non era, o meglio, non era piu’. Perche’ quando i medici si erano accorti che i parametri vitali miglioravano ed avevano deciso di alleggerire la sedazione, con

l’intento di indurre il risveglio, lui aveva pensato invece di rimanere ancora per un po’ in quel limbo di mezzo. Non per davvero, ovvio. Solo per vedere l’effetto che avrebbe fatto sugli altri.
La prima mattina, la quotidiana visita dei medici con il primario si prolungo’ ben oltre il necessario: nessuno pareva capacitarsi del motivo per cui lui non reagisse. Tac e Risonanza cerebrale non evidenziavano danni; i riflessi erano presenti, anzi vivaci. Un medico avanzo’ l’ipotesi che proprio quei riflessi così reattivi potessero essere il segnale di una patologia: ma

quale? Volendo spingersi oltre nel valutare il caso clinico, gli diede un vigoroso pizzicotto sulla gamba, onde verificare la reazione ad uno stimolo doloroso. E quella reazione la vide, o meglio, la sentì. Perche’ lui, di rimando, sferro’ un vigoroso calcio che finì, ahimè, per colpire giusto giusto i genitali del malcapitato esecutore della manovra. Il quale, preso alla sprovvista, emise un sonoro: uuhhmm...e ritenne che quanto accaduto fosse la conferma di una patologia ancora indefinita, fors’anche grave. Ed allora, ogni giorno, via con ulteriori indagini, e via con altri dubbi. Lui sopportava con pazienza tutto questo affaccendarsi attorno al suo letto, ridendosela per quelle facce sgomente che lo guardavano con attenzione ma anche con circospezione. Una mattina una giovane dottoressa chiamata in consulenza si soffermo’ a lungo ad osservarlo, intuendo che c’era qualcosa di strano in quel sonno tanto

prolungato senza evidenti motivi. Ma mentre lei guardava con scrupolo i dati della cartella clinica, confrontandoli con l’aspetto un po’ anomalo di quel malato, una solerte infermiera

pose fine alle sue riflessioni. Se la dottoressa aveva finito di visitare, le disse gentilmente, che si accomodasse fuori: era il momento delle pratiche igieniche, e pure il giorno del cambio catetere. Dopo il via vai della mattina, il pomeriggio del lunedì, mercoledì e venerdì era in genere dedicato a quello che lui chiamava”fitness in camera”: un’oretta di massaggi e mobilizzazioni, piacevolmente eseguiti da una garbata fisioterapista. Il martedì e giovedì erano invece destinati all’aspetto psicologico: il compito di sollecitare il versante affettivo dei ricordi era stato dato ad un giovane psicologo studioso degli effetti cognitivi ed emotivi dei post- trauma. E per non far mancare nulla, il sabato, giorno in cui le attività sanitarie erano meno frenetiche, veniva il cappellano, per la consueta preghiera: perché si sa, la medicina e’ fondamentale, ma anche un po’ di divina provvidenza non guasta! Da ultimo, visto che lui era stato assessore comunale, anche il sindaco si era scomodato per una visitina. Dopo vari giorni di questo teatrino, comincio’ ad averne abbastanza: ma come uscirne? Gli venne in mente un piano strepitoso: stava avvicinandosi il Natale e come di consueto, il giorno della vigilia ci sarebbe stata la visita nei reparti alla presenza dei sanitari e di qualche autorità cittadina. Sarebbe stato il momento giusto. Quando arrivò la data ed il plotone di persone entro’ in camera, lui si fece trovare seduto sul letto, sorridente ed ordinato.

Buongiorno dottori. Salve, signor sindaco. Ossequi, don Guido.

Per poco non stramazzarono tutti a terra. Nessuno profferì parola. Non si capiva neppure se fossero contenti. Ma avrebbe scommesso che ognuno di loro aveva un pensiero ben preciso.

E’ un miracolo, diceva la faccia attonita del prete.

Quel nuovo farmaco iniziato alcuni giorni fa è un vero portento, pareva leggersi nelle espressioni dei medici.

Mentre lo psicologo rifletteva: stimolare la mente, e’ il vero motore per la ripresa della salute.

Anche il sindaco aveva pochi dubbi: quel risultato, lo si doveva anche al lavoro fatto dall’amministrazione comunale per la sanità.
Tutti parevano aver avuto la conferma dell’importanza dei propri ruoli.

Certo, nessuno si era ancora premurato di chiedergli come stava. Giusto per cortesia.

Giusto per far contento anche lui. Perche’, tutti loro erano stati lodevoli, ma vivaddio, anche lui ci aveva messo del suo!


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