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Una storia di GeorgeDebilatis

IN ATTESA DEL TUO PICCOLO MONDO MODERNO

CLAUDIO GIGLI E IL SUBURBIO DELL'ANIMA

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5 minuti

Pubblicato il 12 febbraio 2020 in Avventura

Tags: #Parlami #ancora #di #amore

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Una parola su Claudio Gigli: ha terminato da da quattordici anni

i suoi studi a sociologia, però non vuole intendersene di laurearsi.

Penso sia una regressione psicologica, una fondamentale
ignoranza dei meccanismi della nostra società, così articolata.
Continua a restare prigioniero di una facoltà dalle dinamiche
profondamente mutate e mi parla con tenacità dei 35 kb della
sua tesi, e di come sarà salutata al momento dell'uscita.
Vive come una trottola, avviluppato su sé stesso e trova il
tempo di parlarmi di figa: quanta ne avrà quando sarà celebrato,

un po' come se tutto girasse intorno a questo fatidico evento.
Gira il Mondo, gira.

Non è un bell'uomo: precocemente ingrigito, e con un giro vita
perlomeno sconcertante. Eppure è sicuro che la tesi gli procurerà
uno scatto in avanti; gli aprirà porte da tempi immemorabili
decisamente sbarrate. Lui ha quarantaquattro anni.
Io lo ascolto con quel certo non so che... Assecondo le sue
frottole come Gesù Cristo davanti alle tante chiacchiere dei
suoi fedeli, anche se rido dentro di me all'eccessiva importanza
regalatami.

Sì, il Mondo vagola alla ricerca dei suoi bastioni, e io mi trovo
esattamente al centro, sprovveduto e annichilito, con tante
cose da farfugliare, troppe da creare, e poche da provare.


Rivedo Gigli dopo tre mesi. L'avevo minacciato di denuncia.
Cazzo, Mi è stato a ruota per un casino di tempo, arrivando
ad aspettarmi fuori casa, mi ha fatto da stalker, e ha riflettuto
così a lungo, afferma solenne. Senza costrutto, né risultato.

Io non so cosa pensare di Gigli.
Ve lo ripeto, comunque, poiché è utile, e insegnerete
certe belle cose ai vostri marmocchi. Classe 69, da 14
anni in tesi con un mostro di relazione che farà cadere
dalle sedie la commissione.
Ricordo male? 37 (35? Cazzo) KB prodotti durante notti
folli e insonni. Avanti e indietro fra Bolzano e Trento.


Realtà è che lo conosco da vent'anni anni, e in questo
periodo non si è smosso di un pelo grigio, è sempre il
solito Gigli, capace di non mangiare per due giorni,
ma gran divoratore di caffeina e sigarette: aspirante
barbone con situazione indicibile a casa (Padre insegnante
terrone di Catania, insegnante di TEDESCO a BOLZANO,
madre, di qui: più modestamente educatrice in una scuola

materna, due fratelli, rispettivamente ingegnere e perito
chimico) lui, Gigli Claudio: enorme parlatore e fanfarone;
suicida in potenza (non capiterà mai); pronto per missioni
impossibili contro le istituzioni e le Glorie accademiche,
arruffato, incazzato, combattente, svalvolato geniale
da croce di ferro con fronde intrecciate al merito
accademico.

Sbadiglio mentre mi porta lontano lungo via Brennero...

"Vedi, non ho tutti i dati. mi hanno tarpato le ali, boicottato.
L'altro giorno ero alla biblioteca provinciale e..."
"Claudio" gli rispondo: "Hai messo le spore al quella stamberga
di biblioteca provinciale, biblioteca, regionale, biblioteca agli
studi sociali, biblioteca di stocazzo... Fai questa puttana
di tesi, poi festeggiamo."
"Sì, certo. Deve solo dare gli ultimi ritocchi, Ancora una
riflessione su Pruner e l'Alta Valsugana. E..."

L'Alta Valsugana... Sarà, penso, mentre l'autobus ci trascina

da una fermata boccheggiante all'altra. Stasera siamo
a casa di Davide, un altro naufragato ma (e qui sta la
grossa differenza) con passera al seguito.
Gigli si gratta la barba ispida: "Anch' io avrò la gnocca, Joe,
vedrai appena ho finito la tesi e mi trovo una posizione...
La frego a Davide, perché no?"
Certo, annuisco. E rido. Mentre vorrei fumarmi una stecca
di erba da 28 centimetri. Sudo all'inguine, e lo detesto.
La zona industriale scivola via: cartelli, vetrine sfondate, segni
di frenata brusca, odore di limoncello e patatine, cielo strabasso.
Trento fottuto nord. Gardolo.

"Certo" confermo mentre l'autista ci guarda perché è da tempo
che siamo gli unici ospiti del suo mezzo. Finalmente arriva l'ultimo
stop e scendiamo. Case plurinucleari e bar atroci, indiani

che si trascinano al seguito quattro pargoli e un quinto in
passeggino, ragazzotti ubriachi guardano da sopra le spalle,
e sputano qualche metro più in là, a parabola. Con stile.

Là davanti all'ipermercato, quello enorme che è ancora aperto,
e, vicino alle portiere delle opel corsa dei pachucos nostrani
aperte, stanno in fauna gruppetti misti di lazzaroni insonnoliti
e grotteschi; come talpe sotto nitrito di amile.

Mi avvio con Claudio verso Davide, che sta tirando calcetti
a una lattina di birra. "Bello rivedersi, proceduto bene il viaggio?"
"Complicato" gli rispondo "ma accettabile. Saturo di sviluppi."
Lui mi osserva facendosi ombra con la mano sugli occhi:
"Sai, ho smesso di bere. è un voto. Fino a quando Gigli non
si laurea e mia madre non guarisce dalla fibrosi cistica."

è un cazzo di fine giugno, e istintivamente prevedo che sarà
infinito.

36 gradi alle otto di sera. Porca troia. Claudio in trance avvicina
i pachucos salvadoregni. Percepisco subito l'odore di capelli
bruciati fin da dove mi ero fermato un attimo, a recuperare
una san miguel da litro. Mi giro di scatto e corro verso il
capannello.
Stanno mettendo sotto il laureando, e ho la sensazione che
tra poco gli daranno fuoco, mentre la sua cartella, con la
preziosissima chiavetta (Introduzione al suo futuro) fa un volo
oltre gli spartitraffico e atterra in un aiuola, piena di scarti e
stronzi freschi di cane.
Tiro fuori la mio OPINEL con manico in faggio: lama da dodici
centimetri. Cristo. Scatta rapida perché la tengo che nemmeno
un cardinale lo infiorano tanto... l'ho battezzata MARY.
Dietro, a venti metri e appena visibile, Davide ride e ride.
I Pachucos mi ributtano contro Gigli, e serro immediatamente
l'attrezzo da sfregio. Poi alzo le mani a guisa di tregua.
Loro rientrano nella corsa, portandosi dietro i tatuaggi

sulla faccia e le teste pelate.
"Curati questo Babbo Natale." Mi sfottono toccandosi le palle.
"E fagli sta laurea. Ma fagliela tu, hermano."


(TRENTO NORD - giugno/ luglio 2012. Ore approssimative 22.10)


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