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Una storia di AlessandraBrandini

Questa storia è presente nel magazine Spunti di scrittura: #pioggia

LA TRIBU' DEI PIEDI SUDICI

#pioggia

254 visualizzazioni

17 minuti

Pubblicato il 06 novembre 2018 in Humor

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Tanto tempo fa, viveva in una vasta prateria una piccola tribù' di indiani: la Tribù' Dei Piedi Sudici.

Vi starete chiedendo perché si chiamavano così, voi cosa ne pensate?

Forse perché indossavano sempre delle calze o delle scarpe nere? No, no,....

Allora, penserete, perché si dipingevano i piedi con la pittura nera per confonderli tra le rocce scure quando andavano a caccia. No, no,...

Non vi viene in mente nient'altro?

Allora ve lo dico io: si chiamavano Tribù Dei Piedi Sudici perché... non se li lavavano mai. Ma proprio mai!!!

Non era perché non avessero l'acqua, ma piuttosto perché erano una tribù incline ad altre attività più interessanti, secondo loro, dell'igiene personale. Già' proprio così, ai nostri amici piaceva molto di più' giocare con l'arco e le frecce, fare le corse con i cavalli, arrampicarsi sugli alberi, farsi tanti scherzi, ballare e cantare,insomma poiché lavarsi non era per loro un'attività divertente, ne facevano volentieri a meno.

Questo riguardava sia i bambini che gli adulti, sia i maschi che le femmine.

Vi dirò di più, i nostri amici erano talmente orgogliosi dei loro piedi sudici che ogni anno, prima della stagione delle grandi piogge, nel villaggio si svolgeva una grande festa: l'assegnazione dell'oscar del “PUZZONE”.

Veniva assegnato il premio per l'uomo con i piedi più sudici e puzzolenti, quello per la donna, e anche quello per il bambino con i piedi più sudici e puzzolenti.

E poi c'era il premio speciale: quello per l'intera famiglia con i piedi più sudici e puzzolenti di tutte.


Questa è la storia dell'anno in cui la famiglia vincitrice di questo ambito premio fu la famiglia del capo tribù: TORO SDRAIATO, accompagnato da sua moglie MUCCA IN PIEDI, e dai suoi due figli: TORELLO SCATENATO, e MUCCHINA BRIACA.

Fu un successone, Toro Sdraiato e sua moglie si erano preparati scrupolosamente quell'anno, infatti per più di un mese erano andati tutti i giorni a passeggiare per almeno tre ore nella prateria, percorrendola in lungo e in largo, calpestando tutti i “ricordini” lasciati dai cavalli e dai montoni che vi scorrazzavano allegramente qua e la.

Ma chi aveva portato la famiglia alla vittoria erano stati sicuramente i due bambini: due autentici terremoti ambulanti, che pareva non riuscissero a mantenersi in posizione verticale per più di un'ora. Uno perché era talmente frenetico anche nel camminare che non riusciva a fare dieci passi senza che uno dei suoi piedi urtasse l'altro mandandolo lungo disteso per terra, l'altra invece, perché era talmente sbadata che inciampava anche nei ciuffi d'erba, proprio come se fosse ubriaca, spiaccicandosi al suolo in continuazione, e tutti e due almeno una volta al giorno finivano con l'impiastricciarsi completamente cadendo proprio sopra ai famosi “ricordini animali”, così che non solo i loro piedi ma anche tutto il resto della loro persona diffondesse nell'aria e soprattutto nel naso di chi li incrociava un persistente e indimenticabile “odorino”.

Naturalmente dopo la premiazione i vincitori esposero i loro piedi sudici alla pubblica “odorazione”, e tutti i componenti del villaggio si disposero, appunto, in fila indiana per rendere omaggio a tali meraviglie.

Dopo la cerimonia di premiazione e il rito dell'odorazione, il capo tribù dichiarò aperti i festeggiamenti ufficiali: fu imbandito un banchetto, furono organizzati giochi, canti e balli accompagnati dal suono dei tamburi.


Ma, mentre al villaggio erano in corso i festeggiamenti, un gruppetto di tipi poco raccomandabili, praticamente quattro avanzi di galera, stavano attraversando la prateria in sella ai loro cavalli.

Uno era alto alto, un altro era basso basso, il terzo era secco secco e l'ultimo grasso grasso.

Tutto quel frastuono attirò la loro attenzione, e così si avvicinarono di soppiatto al villaggio per vedere cosa stesse succedendo.

Nascosti dietro ad alcuni cespugli videro l'intera tribù scatenata in festeggiamenti. C'era chi si abbracciava, chi rideva, chi mangiava e chi beveva, sembravano tutti impazziti di gioia.

- Ma che avranno da divertirsi tanto ? - Chiese il bandito secco secco.

- Non lo so Chiodino. Forse la caccia è stata abbondante. - Rispose quello alto alto.

- Non credo, Perticone. Mi sembrano dei festeggiamenti esagerati solo per una battuta di caccia.

- Io festeggerei così solo se fossi diventato ricco. - aggiunse quello basso basso.

- E ti sembra possibile, Mezzometro? Come potrebbero essere diventati ricchi?

- Potrebbero aver trovato un tesoro. - continuò quello grasso grasso.

- Un tesoro? Qui nella prateria? Guardati intorno, Ciccio, qui non c'è altro che erba.


Nel frattempo il cielo si era coperto di nubi grigie, segno che la stagione delle piogge era arrivata, e proprio in quel momento si udì un tuono.

Tutti gli indiani ammutolirono, smisero di ballare, di cantare e persino di suonare i loro tamburi, e alzarono lo sguardo al cielo. Il capo della tribù si diresse proprio al centro del villaggio, dove c'era una grandissima buca vuota.

Vi entrò e si mise lì a braccia conserte, come se aspettasse qualcuno o qualcosa. Ad uno ad uno, tutti gli altri lo seguirono, in silenzio, tranne i suonatori di tamburo, che si disposero a cerchio intorno alla buca.

Un altro tuono scosse la terra, e alcune gocce di pioggia cominciarono a scendere sulla prateria.

- Che sta succedendo? - chiese il bandito basso basso.

- Non lo senti, sta iniziando a piovere, ma già tu sei talmente basso che forse da te le gocce non sono ancora arrivate.- Gli rispose quello alto alto, sbellicandosi dalle risate.

- Spiritoso, che piove me ne sono accorto anche io, ma mi riferivo al villaggio. Cosa stanno facendo?.


Nessuno dei suoi compagni seppe rispondere, e tornarono a spiare gli indiani, cercando di capirci qualcosa.

Intanto la pioggia a poco a poco si fece più insistente, finché si scatenò un gran temporale, come spesso succedeva da quelle parti, nella stagione delle piogge.

A questo punto i tamburi ricominciarono a suonare, sempre più intensamente, quasi ad accompagnare il ritmo della pioggia che ora scendeva fitta fitta.

Gli indiani, che erano ormai tutti dentro la grande buca, ricominciarono a ballare e a cantare a squarciagola. Non era un vero e proprio ballo, facevano piuttosto, delle giravolte, saltellando nella buca.

I banditi, si guardarono tra di loro sempre più perplessi, non riuscivano proprio a capire né il perché di tanta gioia, né di che ballo si trattasse.

Pioveva così tanto, che nel giro di pochi minuti, la grande buca si trasformò in una pozza piena di acqua, e i saltelli degli abitanti si fecero più frenetici: i loro piedi scalpicciavano nell'acqua schizzando da tutte le parti, e in breve erano tutti completamente bagnati dalla testa ai piedi.

Piano piano, i loro corpi e in particolare i loro piedi cominciarono a perdere la sporcizia che avevano accumulato, e nel giro di pochi minuti, la loro pelle tornò pulita.

Allo stesso tempo tutta la sporcizia, colò e si mescolò all'acqua della pozza. E di sporcizia ce ne era così tanta che a poco a poco l'acqua divenne sempre più scura, quasi nera.

I banditi che avevano assistito alla scena da lontano, non avevano capito bene cosa fosse successo, avevano visto solo che al suono dei tamburi tutti avevano iniziato a saltellare nella buca e in breve tempo, questa si era riempita di un liquido scuro.

- Ho capito!! - Esclamò il bandito grasso grasso.

- Cosa hai capito, Ciccio?

- Perché sono così contenti e cosa stanno festeggiando.

- Cioè?

- Lo dicevo io che si poteva festeggiare così solo se si era diventati ricchi. Hanno trovato il petrolio!!!

- Il petrolio? - chiesero all'unisono i suoi compari.

- Si, si. Proprio il petrolio. Non avete riconosciuto quella melma nera di cui si è riempita la buca? E' senz'altro petrolio, evidentemente gli indiani con tutti i loro salti, riescono a farlo uscire in superficie.

- Ma allora hai ragione, festeggerei anche io se fossi al loro posto. - Ammise quello secco secco.

- Ehi, Chiodino, sai che hai avuto una bella idea? Potremmo essere noi quelli ricchi che festeggiano.

- E come?

- Impossessandoci della pozza, e quindi del petrolio. Facile,no?

- Facile? A te sembra facile, Perticone, sfrattare quella tribù dal loro villaggio e prendere possesso della pozza? Non hai visto quanti sono?

- Sono troppo impegnati a festeggiare per accorgersi di quello che gli succede intorno, e poi direi che hanno anche bevuto un bel po'. Scommetto che i loro riflessi sono un po' rallentati.

- Io sono d'accordo con Perticone. A me non sembrano poi così tanti, e comunque in questo momento sono tutti dentro a quella pozza, e disarmati. Noi invece abbiamo i fucili, e anche se siamo solo in quattro possiamo circondarli e catturarli in un batter d'occhio.

- Bravo Mezzometro. Te si che sei uno stratega.

- Grazie Perticone.

- Allora voi altri due ci state o no?

- Te che ne dici Ciccio?

- Non lo so Chiodino. Potrebbe anche funzionare. Effettivamente, oltre a noi non mi sembra che nessun altro sia armato da queste parti. Ma si, che diamine! Siamo o non siamo dei banditi scaltri e temerari? E allora all'arrembaggio!!!

- Caso mai all'attacco, visto che all'arrembaggio lo dicono i pirati, e qui di mare e di navi neanche l'ombra!

- Come sei pignolo, Chiodino! Allora cosa stiamo aspettando?

- Benissimo, allora andiamo, avviciniamoci al villaggio. Dividiamoci in due gruppi: io e Mezzometro avanzeremo da destra, e voi da sinistra.


I due gruppetti si mossero silenziosi e in breve furono al limite del villaggio. Gli abitanti della tribù intanto continuavano a saltellare felici nella pozza, ignari di quello che stava succedendo intorno a loro. Finché ad un tratto, il capo tribù smise di saltellare e gridò:

- Fermi tutti! Immediatamente gli altri si immobilizzarono ed ammutolirono. Non capirono subito il perché, ma poi seguendo lo sguardo del loro capo, anche loro videro i banditi, che, fucili alla mano si trovavano praticamente ai quattro punti cardinali, riuscendo così a tenere tutti sotto tiro, sia quelli dentro la pozza che i suonatori di tamburo che si trovavano sul bordo.

- Chi siete? E cosa volete? - Chiese Toro Sdraiato.

- Tutti dentro! Anche i tamburini!. - ordinò quello alto alto.

Il capo tribù fece cenno ai suoi suonatori di tamburo di obbedire, e anche loro si calarono nella pozza insieme agli altri.

- Chi siete? E Cosa volete? - ripeté Toro Sdraiato.

- Vogliamo la vostra pozza. Perciò da questo momento siete nostri prigionieri.

- La nostra pozza? E posso sapere perché la volete?

- Non fare il finto tonto. Sai benissimo perché la vogliamo. Da oggi tutto quel petrolio sarà nostro e quelli ricchi saremo noi.

- Petrolio? Ma di che petrolio state parlando? Questa nella pozza e solo acqua sporca.

- Taci. Pensi che siamo dei fessi? Ma a noi non ci freghi amico. Da oggi invertiremo i ruoli: noi diventeremo i ricchi e voi degli squattrinati.

- Già, ben detto Perticone. Diglielo, che da oggi saremo ricchi e ci compreremo tanti cavalli.

- Perché tanti cavalli, Mezzometro?

- Perché a me piacciono. Voglio comprarne di tutti i colori: neri, bianchi, marroni, pezzati e ho sentito dire che ne esistono anche a righe, e poi ce ne sono anche a macchie e sono altissimi, con un collo così lungo che possono mangiare le foglie direttamente dagli alberi. Potrei salirci sopra e finalmente guardare tutti dall'alto in basso.

- Ignorante, non sono cavalli ma zebre e giraffe. Non compreremo niente del genere. - aggiunse quello grasso grasso.

- Ah, no? E cosa vorresti comprare allora Ciccio?

- Vorrei...comprare un ristorante. Anzi tanti ristoranti. Così potremo mangiare ogni giorno in un ristorante diverso.

- E' un idea stupida. Io non saprei cosa farmene dei ristoranti. Non useremo i nostri soldi per questo. Piuttosto potremmo comprare una foresta con tanti alberi, da cui ricavare il legno per costruire letti lunghissimi, dove quelli come me potranno dormire allungando le gambe e non tutti rannicchiati.

- Ma certo un affarone!!! Ti sembra che in giro ci siano molti spilungoni come te?.

- Allora cosa suggerisci Chiodino?

- Direi di comprarci un lago. Io adoro starmene in acqua a galleggiare, ma ogni volta che mi tuffo nelle acque del fiume, sono così secco e leggero che la corrente mi trascina via e rischio di annegare. Invece le acque del lago se ne stanno lì immobili, e potrei restare a mollo per ore senza correre nessun pericolo.

- E questa ti sembra una bell'idea? A me piace di più la mia. Compreremo tanti cavalli!!!

- No, compreremo tanti ristoranti!!!

- Tanti alberi!!!!

- Ho detto un lago!!!


I quattro furfanti cominciarono a litigare, lasciando le loro postazioni intorno alla pozza e dando vita ad una rissa vera e propria, dimenticandosi degli indiani che li guardavano incuriositi da dentro la pozza.

Il primo ad accorgersi che nella foga della rissa, i furfanti avevano appoggiato a terra i fucili, fu Toro Sdraiato. (Non per niente era il capo!)

Parlando sottovoce ordinò ad alcuni dei suoi uomini di recuperare i fucili, così piano piano, strisciando silenziosi, quattro tra i più coraggiosi uscirono dalla pozza e si impossessarono delle armi, puntandoli questa volta contro i banditi che continuavano a darsele di santa ragione.

A questo punto, a poco a poco anche tutti gli altri uscirono dalla pozza.

Solo quando i quattro si furono pestati ben bene, si resero conto di essere disarmati e circondati da praticamente tutta la tribù. Non ve la sarete mica presa, - disse quello secco secco, cercando di giustificare il loro comportamento - stavamo solo scherzando. Non è vero amici?

Si, si. Abbiamo visto che qui c'era una festa e volevamo partecipare anche noi, facendovi uno scherzetto. - Aggiunse quello basso basso.

- Siamo dei burloni.

- A me non sembra. - disse Toro Sdraiato. - Adesso ditemi veramente perché avete attaccato il villaggio.

- Vi abbiamo visto sguazzare nel petrolio ed eravate così felici, che abbiamo pensato che non avreste avuto niente in contrario se anche noi ci fossimo uniti ai vostri festeggiamenti. In fondo ne avete così tanto di petrolio che potreste darne un po' anche a noi. Anzi, voglio proporvi un affare. Noi siamo quattro onesti commercianti e se voi siete d'accordo potremmo fare una bella società insieme. Voi lo estraete saltellando nella buca, e noi ci occupiamo della vendita, e naturalmente poi i guadagni ce li dividiamo a metà.

- Perticone ha ragione, gran capo, guardi che noi siamo gente per bene. Si può fidare.

- Io di onesto in voi vedo ben poco. Ma voglio riflettere sulla vostra proposta, pertanto convoco il consiglio del villaggio.

Detto questo, il gran capo, si ritirò nella sua tenda insieme ad alcuni tra gli anziani della tribù.

Ne uscirono dopo qualche minuto, ridacchiando.

- Io, - sentenziò Toro Sdraiato, rivolgendosi verso la sua tribù, - insieme al consiglio degli anziani, ho deciso di non entrare in società con questi “gentiluomini”, ma visto che sono tanto interessati al contenuto della pozza, gliela lasceremo svuotare.

- Ho capito bene? Ci lasciate svuotare la pozza? E non volete niente in cambio?

- A noi il contenuto della pozza non interessa. - Ribadì Toro Sdraiato.

- Possiamo parlarne tra di noi un momento? - chiese quello alto alto, che ormai faceva da portavoce.

- Fate pure - concesse Toro Sdraiato.

_ Non ci poteva andare meglio di così. Questi sono proprio fessi. Il petrolio che c'è nella pozza basterà a farci ricchi, e poi quando ne vorremo ancora basterà tornare con i rinforzi e cacciarli definitivamente dal villaggio e impossessarci una volta per tutte di questo ben di Dio.

- Questo si che è un gran piano. Mi sa che siamo capitati proprio nella tribù dei fessacchiotti!!! Questi non sanno quanto si può diventare ricchi con un giacimento di petrolio come questo.

-Ssssshhh!!! non farti sentire Ciccio. Non vorrai che cambino idea e si tengano il petrolio!

- No, no. Hai ragione Perticone. Piuttosto pensiamo a come portare via più liquido possibile.

- Lascia fare a me Chiodino. Vedrai come me lo lavoro questo fesso di un capo.

- Grande capo, siamo molto offesi dal fatto che lei non ci voglia come soci. In un altro momento per un affronto così l'avremmo sfidata a duello, ma visto che siamo gente per bene, abbiamo deciso di far finta di niente e accettare la sua offerta. Svuoteremo noi la pozza, vi chiediamo solo la cortesia di prestarci dei contenitori dove travasare il liquido.

- Ma certamente, tutto quello che volete. Portate a questi gentiluomini dei bidoni vuoti. - ordinò Toro Sdraiato. - Bene, ora che avete anche i contenitori potete iniziare a svuotare la pozza.

- Beh, grande capo, non dimentica qualcosa?

- Cosa?

- Non possiamo certo farlo a mani nude.

- Ma che sbadato! Avete ragione, a mani nude sarebbe quasi impossibile. Moglie mia, per favore vai nella nostra tenda e prendi quattro dei nostri cucchiai, i migliori mi raccomando, per questi signori. Intanto voi potete accomodarvi nella buca. Prego non fate complimenti.

- I banditi che erano un attimo confusi, non mossero un passo, ma continuarono a guardare il grande capo perplessi.

- Vi prego scusate la mia maleducazione, sapete non sono abituato ad avere gente del vostro rango. - aggiunse Toro Sdraiato. - Presto, qualcuno aiuti i signori ad immergersi. E mi raccomando trattateli come si deve!

- Quattro indiani, tra i più grossi, afferrarono i banditi e li portarono sul bordo della buca, poi li gettarono dentro con dei bei calcioni nei fondo schiena .

- Ehi, che modi! - gridò quello grasso grasso, cadendo in acqua con una gran panciata.

- Ma che roba è questa? - disse quello secco secco annusando il liquido nel quale era caduto a testa in giù. - Non mi sembra petrolio.

- Non è petrolio, Chiodino. E' ...acqua sporca!!!! - disse quello basso basso che annaspando nell'acqua che gli arrivava fin sopra al mento, ne aveva ingerita un po'.

- Acqua sporca? E il petrolio dove è finito?

- Ve l'avevo detto che non c'era il petrolio. Adesso forza, dovrete svuotare la pozza usando questi - Disse ridendo Toro Sdraiato, e gettò loro quattro cucchiai - naturalmente non uscirete di lì finché tutta la pozza non sarà vuota.

Tutta la tribù esplose in risate di scherno all'indirizzo dei banditi. Solo questi ultimi non ridevano, ma anzi ricominciarono a litigare tra di loro:

- Maledizione, Ciccio. E' tutta colpa tua! Sei tu che hai detto che era petrolio. - Disse quello secco secco assestando un colpo di cucchiaio sulla testa di quello grasso grasso.

- Non dare la colpa a me, Chiodino. L'idea di attaccare il villaggio è stata di Perticone. - rispose rendendogli il colpo di cucchiaio sul naso.

- Gia' Perticone, è tutta colpa tua. - Aggiunse quello basso basso colpendo quello alto alto con una cucchiaiata sulle ginocchia.

- Ahia, nano malefico! Ti affogo, quanto è vero che mi chiamo Perticone!

- Credi che ci metteranno molto a svuotare la pozza? - Chiese il piccolo Torello Scatenato al padre.

- Se continuano così moltissimo. Anche perché la stagione delle piogge è lunga e sta già ricominciando a piovere, e nonostante i loro sforzi per svuotarla, ad ogni temporale la pozza si riempirà di nuovo. Vedrai che impareranno la lezione, e prima di derubare di nuovo qualcuno ci penseranno bene.


La giornata stava per finire, e gli indiani, tranne alcuni valorosi che rimasero di guardia intorno alla buca dove i banditi toglievano l'acqua a cucchiaiate, tra un litigio e l'altro, si riunirono intorno ad un grande falò e Toro Sdraiato chiese ai piccoli della tribù:

- Cosa avete imparato oggi?

- Che ad essere disonesti si fa una brutta fine. - rispose suo figlio Torello Scatenato.

- Giusto, e che altro?

I piccoli indiani si guardarono tra di loro, ma nessuno seppe rispondere.

- Allora ve lo dico io. Abbiamo imparato che … Bisogna lavarsi! L'igiene è una cosa importante! Se ci fossimo lavati regolarmente, oggi non avremmo corso il rischio di perdere il nostro villaggio. Pertanto, io Toro Sdraiato, dichiaro che da oggi la nostra tribù dedicherà un po' più di tempo a questa pratica, e inoltre indico da quest'anno un nuovo premio: il “Premio Lindo”. Lo vincerà chi quel giorno sarà il più pulito e profumato.

Tutta la tribù riconobbe che il capo aveva ragione, e seppure un po' a malincuore accettarono la sua decisione di lavarsi più spesso.

- Oh, marito mio. Tu si che sei un uomo saggio.- disse Mucca in Piedi abbracciando il marito.

- Lo so, non per niente sono il Capo! - rispose ridendo Toro Sdraiato.














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