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Una storia di utente_cancellato

“Che fantastica storia è la vita”

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4 minuti

Pubblicato il 08 ottobre 2018 in Avventura

Tags: #vita #day #avventura

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Sole, pioggia, fiocchi di neve, io e le Adidas sfidiamo le intemperie meteorologiche ogni giorno.

L'università e la palestra sono il mio mondo a cui si aggiungono quelli che io chiamo i miei satelliti, organismi più piccoli, ma non meno importanti : una persona speciale, il cibo, lo shopping, i libri e la fotografia.

E così vado veloce, sfrutto ogni minuto, io che amo la musica e alzo il volume quando sono in macchina, io che metto le cuffie quando sono in metro e io lo so che qualche volta l'anziano che si siede accanto a me, un po' mi odia per quelle note musicali che anche lui è costretto ad ascoltare. Ogni minuto in cui posso staccare la spina dal cervello e rilassarmi, prendo il mio iPhone fidato e apro la musica, e immagino, una delle cose che mi riesce meglio.

Il mio compagno di vita, così lo chiama mia mamma, ma per me è semplicemente il mo telefono, uno scrigno quasi, non tanto per il valore materiale che ha, quanto più per tutte quelle immagini che racchiudono i momenti che voglio ricordare con più affetto e per le mie note, sì perché io amo scrivere e tutte le volte che mi sento ripetere che sto sempre a muovere le dite sullo schermo, taccio e vado avanti a scrivere, perché la maggior parte delle volte è questo che faccio. Nativa digitale, ma pur sempre legata a inchiostro e carta, la mia seconda compagna fidata è la mia agenda, amo i numeri, amo le date, amo ricordare. Sono così, una ragazza semplice con molte ambizioni e altrettanti progetti. Il sogno di diventare professoressa e la pura passione per la ginnastica artistica sono il motore di ogni singola azione: la voglia di imparare ancora, di mettersi in gioco e di migliorarsi, sempre.

Stringhe allacciate, la campanella dei quindici minuti accademici e i tic tac delle lancette scandiscono qualsiasi momento, l'ora di preparare un esame, il minuto per non perdere la metro e arrivare in ritardo e nel frattempo farsi la coda, così in palestra bisogna solo infilarsi la tuta e non sprecare tempo.

Una vita da ventenne impegnata e felice la mia, un amore semplice e complicato, il cinema in un freddo sabato invernale e l'aperitivo delle domeniche di maggio.

Ah dimenticavo, mi chiamo Claudia e oggi son qui per raccontare qualcosa, qualcosa di leggero con un pizzico di brio.

Ora sono questa, ieri ero un pochito diversa, probabilmente più immatura e meno responsabile.

Oh, che vortice di emozioni Enrico. Beh sì, penso che un grazie se lo meriti proprio. Enrico è il mio ragazzo da circa tre anni, una girandola di cromie, un caldo abbraccio, un bacio in fronte. Ricordo tutto ciò che riguarda lui, le mattine gelate a guardare la neve scendere fuori dal finestrino, i miei starnuti primaverili, le sue pennichelle onnipresenti. Enrico è stata la bomba da bagno del sabato pomeriggio, un panino e nutella senza la preoccupazione dei brufoli. E poi se proprio ci teniamo a sottolinearlo, oh è proprio carino, mi ci perdevo le mezzore a guardarlo e beh, ora mi ci perdo le intere ore.

Non è stato un fulmine a ciel sereno, ma un piccolo sole, perché ha saputo dare una luce in più alle mie giornate. Di noi e della nostra storia si potrebbe continuare a parlare per pagine, capitoli, enciclopedie, ma fermiamoci qui. Quel che è da segnare è la sua presenza quotidiana, il suo amore da ventenne.

Ventuno e quaranta, ho un sonno tremendo, sarà colpa dell’agitazione per l’esame di stamattina, ma io ieri non ho dormito una cippa lippa e mi ritrovo qui, come le nonne, anzi nemmeno come loro visto che la mia sta sveglia fino a quando non finisce Ballando con le stelle, con le palpebre semisocchiuse.

E poi oggi mi è successa una cosa bellissima, che vale la pena di raccontare, anzi due cose belle.

In università sono andata In macchina e ho parcheggiato in Castello, la località più vicina da raggiungere, ma anche quella che mette maggiormente a dura prova la fisicità di qualsiasi essere umano visto il numero di scalini da percorrere, e scendendo ho incontrato un artista che dipingeva in un angolo uno scorcio prospettico. Ma che meraviglia ! Una tranquillità e serenità che pochi altri mi sanno trasmettere. Lui assorto nei suoi colori, canticchiava allegramente e poi la ciliegina sulla torta è stato il “Buongiorno signorina”. Un pollice in su a te, o artista, che hai saputo far cominciare egregiamente la mia giornata. La seconda cosa bella, il mio gatto che ha appoggiato le sue zampe sulle mie spalle, una zampata di fiducia e di ricerca di attenzioni, proprio verso di me.

Che fantastica storia è la vita !




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