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Una storia di Arcanosenzanome

Ingranaggi Vitali

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3 minuti

Pubblicato il 23 aprile 2021 in Horror

Tags: #abusidipotere #horror #ilviaggio #metaforico #onirico

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Sono dentro la stanza di un manicomio, è umida e fredda; dei ricordi che non sono i miei, iniziano ad affollarmi i pensieri.


“Il marchingegno elettronico che ho sulle ginocchia, serve per creare la luce nel buio delle menti; devo cercare di premere i tasti nella sequenza giusta, senza sbagliare! Quando si accende la luce rossa lo devo spegnere! Non sono i miei ricordi, ma è come se gli avessi vissuti veramente!”.


La finestra emana una cupa luce giallastra, all’interno dell’antica stanza; batto i tasti velocemente, generando una piacevolissima luce biancastra, nell’antro oscuro che mi inghiotte. Il tempo scorre piacevolmente, non mi era mai successo qua dentro, è la prima volta: di solito è un luogo di tristezza. Delle ombre tremolanti, entrano nella stanza sbattendo di proposito la porta, interrompendo bruscamente il mio viaggio verso al cambiamento.

Le ombre volteggiano davanti al dispositivo,


Sembra valere molto per me! Come se fosse la mia unica salvezza! La luce in fondo al buio, quella che mi aiuta a sopravvivere in questo manicomio! Le ombre vogliono portarmelo via!”


fissano quello strano marchingegno:ha molti ingranaggi che sembrano sistemati in modo casuale; girano creando delle scintille, escono come delle scie. Una delle ombre si avvicina, con un gesto fulmineo, mi porta via il marchingegno «perché lo state facendo? » l’ombra si avvicina a me, vuole mostrare tutta la sua forza «non siamo tenuti a darle una risposta!».


Come farò ad uscire sano da qua?


Sono solo e abbandonato, la stanza è minuscola; un anima gemente divide quel loculo di dolore con me; il tempo sembra essersi fermato, sento le giornate come carta vetrata, mi grattano l’anima flagellandomi: infliggendomi una lenta e costante tortura.

Cerco di chiedere quando me lo ritornano, la risposta mi lascia senza fiato «secondo noi, stavi violando le regole imposte dal manicomio! È restato acceso anche se la luce era rossa! Non possiamo ridartelo!» la rabbia mi nutre i muscoli che si tendono «ho sempre seguito le antiche regole di questo posto! Non ho mai trasgredito! Non portatemi via l’unica salvezza che ho!» una voce seccata fende l’aria «non siamo tenuti a darvi spiegazioni!».

I numeri passano, lentamente, le giornate sono logoranti: mi alzo, giro per la stanza stretta e mi siedo, vivo in un loop infernale.

La mia mente è vuota, senza luce, senza speranza; chiedo urlando, nell’apposito tubo arrugginito, che mi venga ridato: la risposta non cambia


non sono tenuto a darle un motivo!”


Sull’oblò appare una figura strana, sembra Erma; con il suo viso baffuto, mi guarda producendo un alone di vapore, sul vetro ingiallito: la porta si apre sbattendo di nuovo con violenza.

L’ombra di Erma è ferma nell’ingresso, il riflesso di due occhi malefici risplende nell’oscurità, è consapevole che sarà difficile portarmi via la luce.

Con voce rauca «ti va di riavere il tuo giocattolo? Potresti scrivere una lettera di scuse al direttore del manicomio! Dove prometti di non fare più niente di male! E stai sicuro che riavrai quell’affare!» sta provando a persuadermi di nuovo «non ti darò mai la mia luce! Non devo delle scuse a nessuno! Non stavo facendo niente di male! E voi mi avete tolto l’unico oggetto che può alleviare le mie pene!» Erma intristita per la poca collaborazione inizia ad urlare e scalpitare «se non vuoi fare così...Dovrai provare a fare domanda, urlando nel tubo! Non sono sicuro che te lo ritornino!».

Passano numeri sopra numeri, le mille richieste fatte, non hanno alcun valore; mi ritrovo in un inferno popolato dalla desolazione più assoluta; le tenebre inglobano la mia mente, ho bisogno di luce.

Dopo parecchi numeri, questa infame tortura, cessa di flagellarmi; mi ritornano il marchingegno, dopo 400 numeri.

L’odio generato da quella visione, produce una reazione a catena nella mia mente, come un lungo domino, un pensiero fa cadere l’altro: una folle corsa verso la trasformazione.


Cosa sono tutte queste visioni? Perché riesco a vedere la storia passata delle anime?”.


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