scrivi

Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine STORIE INTERESSANTI

Treno Nauseante - 1a parte

80 visualizzazioni

8 minuti

Pubblicato il 08 settembre 2020 in Avventura

Tags: #mistero #thriller #treno #trip #viaggi

0

7 Dicembre 1981. Marsha era emozionata: lavorava per quel quotidiano da appena sei mesi ed era molto felice che il Direttore avesse scelto lei per quel compito. C’era eccitazione nell’aria a livello generale, per quel viaggio inaugurale riservato ai giornalisti.

Lei ed i colleghi erano già tutti seduti: solo un paio di sedili erano ancora liberi ed i ritardatari (due trasandati uomini di mezza età che avevano deciso di sfruttare fino all’ultimo secondo disponibile per fumare) giunsero pochi istanti dopo.

L’interno della carrozza era un po’ spoglio: probabilmente nella mente di chi lo aveva progettato avrebbe dovuto dare una sensazione hi-tech, ma quelle pareti gialline, quei sedili in tweed un po’ grinzoso e mal aderente, i ripiani per le valigie che sembravano cappelliere aeronautiche alle quali erano stati asportati gli sportelli e il poco spazio a disposizione la facevano pensare ad un che di Sovietico…

Il Tupolev Tu-144, lo splendido “gemello diverso” sovietico del Concorde (di lui più veloce): ecco cosa le ricordava quell’abitacolo!!!

Il tweed non ha niente di sovietico, ma il fatto che le fodere mal si adattassero ai sedili le ricordarono le sedute del jet supersonico, anch’esse con fodere afflitte dallo stesso problema.

Solo 4 anni prima suo padre aveva avuto l’onore di provarlo (lamentando una rumorosità interna del tutto intollerabile per un normale essere umano) e ora lei sentiva pienamente per la prima volta nella sua vita di potersi considerare la degna erede di quel rispettato giornalista di nascita Russa ma Inglese di adozione.

Accanto a lei sedeva Ian: non lavoravano assieme ma si conoscevano molto bene, essendo stati compagni di studio molto affiatati alla London School of Journalism.

Lui le domandò a cosa stesse pensando poiché notò il suo sguardo un po’ perso nel vuoto, e lei gli spiegò il parallelo con suo padre sul “Konkordski”…

-Tuo padre era sull’aereo civile più veloce che sia mai stato realizzato; tu su un treno...-

-E’ un treno che potrà viaggiare il 40% più velocemente di tutti gli altri, senza modificare le linee o costruirne di nuove come hanno fatto in Giappone e Francia!!!-

-Capirai: in Italia l’ETR 401 è in funzione da 5 anni, ed il suo pendolamento attivo funziona benissimo!!!-

-Ma quello può viaggiare al massimo il 30% più velocemente ed ha un sistema giroscopico completamente analogico; questo è governato dai computer!!!-

Ian estrasse dalla sua vissutissima ventiquattrore in cuoio un portasigarette in alluminio spazzolato e lo aprì: aveva intenzione di prendere una sigaretta e l’accendino, ma Marsha gli indicò uno dei tanti simboli che ricordavano il divieto di fumo su quel treno quasi sperimentale e allora lui rimise tutto a posto con un’espressione molto scocciata, sibilando:

-Ricordati queste mie parole: l’Advanced Passenger Train fallirà perché punta tutto sull’elettronica, non abbastanza matura per gestire una cosa così complessa come la cassa a pendolamento attivo di un treno ad assetto variabile...-

Marsha fece una smorfia di disappunto e rispose lui con un tono di voce canzonatorio: -Certo, e se non ci fosse stata Bertha Benz che il 5 Agosto 1888 prese i figli e li caricò sulla prima automobile della storia, inventata dal marito, sciroppandosi 105 km per andare a trovare la madre ed inventando nel tragitto le pinze freno, andremmo ancora in giro con i cavalli perché la gente, fino a quel viaggio, diceva che “le automobili non avrebbero mai funzionato”!-

-Scomodare addirittura Bertha Benz...-

-Era per il paragone con la gente che, fino ad allora, era convinta che le automobili avrebbero fallito e non avrebbero mai preso il posto dei cavalli… Comunque è la mia eroina personale ed ho voluto citarla...-

-Tu saresti una novella Bertha Benz, quindi????-

-Per carità!! Si starà rigirando nella tomba! Non volevo dire questo!-

Marsha si guardò intorno e si rese conto di essere l’unico individuo di sesso femminile in quella carrozza: per una frazione di secondo fu pervasa dalla sensazione che, forse, un po’ aveva il diritto di sentirsi come Bertha Benz…


Il treno partì: avrebbe dovuto portarli da Glasgow a Londra in poco più di 4 ore.

Durante i primi minuti Marsha pensò che effettivamente quel convoglio fosse molto confortevole: la sua insonorizzazione era ben superiore a tutti gli altri mezzi simili sui quali aveva viaggiato, e l’aria condizionata creava un microclima semplicemente perfetto.

Una hostess davvero di bell’aspetto passò subito con un carrello, offrendo drink ai giornalisti invitati per quell’importante test ride: quando arrivò da Marsha e le chiese con gentilezza se desiderasse qualcosa da bere, lei rispose che avrebbe preso solo acqua con ghiaccio.

Ian la prese in giro: -Hanno una scelta di alcolici molto vasta ed offrono loro: non ci credo che prendi solo dell’acqua!!!-

-Ma siamo appena partiti!!!-

-Appunto: iniziamo alla grande, su!!!!- e a quel punto il reporter dai capelli rossi si rivolse direttamente alla hostess, la cui targhetta riportava il nome “Marie”, con un modo di fare scortese: -Doppio whisky on the rocks per me e per la mia collega che ha bisogno di sciogliersi un po’: lasciamo perdere l’acqua...-


Poco dopo Marsha si ritrovò a fissare il bicchiere colmo di whisky che aveva appoggiato sul tavolino (quello di Ian era vuoto): quando ebbero raggiunto una velocità piuttosto alta e si trovarono sulla prima curva “impegnativa” quel drink si comportò in modo particolare…

In modo molto strano, in effetti.

Il treno entrò nella curva e la ragazza che i colleghi continuavano a chiamare “Compagna” per via delle sue origini Russe percepì la spinta della forza centripeta verso l’esterno della curva (in realtà noi la percepiamo come spinta verso l’esterno, ma non è esattamente così) e, subito dopo, la cassa del treno che si spostava rapidamente verso l’interno della stessa: il whisky nel bicchiere si mosse gradualmente verso una direzione per poi spostarsi in modo rapido ed ancor più considerevole nell’altra.

Avrebbe voluto chiedere ad Ian o agli altri due tizi che occupavano gli altri due sedili disposti faccia a faccia con loro e divisi da quel tavolo se ci fosse qualcosa di strano, ma lasciò perdere.

Ian richiamò sgarbatamente Marie e si fece riempire nuovamente il bicchiere; Marsha bevve un bel sorso dal suo.

-Brava ragazza: è un buon inizio...-

Quello spaccone del suo ex compagno di studi non poteva saperlo, ma Marsha aveva bevuto un po’ di whisky giusto per abbassare la quantità contenuta nel bicchiere, in modo che non rischiasse di uscire fuori dai bordi.

Continuò a controllare il comportamento del liquido nel suo bicchiere e a stare attenta alle sensazioni che provava in ogni curva ma nel giro di poco ebbe una certezza: l’APT piegava solo a curva iniziata. Possibile che il sistema ipertecnologico che avrebbe dovuto rivoluzionare il trasporto su rotaia nel Regno Unito e ridicolizzare il sistema giroscopico italiano dovesse comportarsi in quel curioso modo?

-Quando entri in curva con una moto pieghi all’ingresso, non nel mezzo della stessa! Il Pendolino italiano pendola verso l’interno della curva addirittura prima della curva!!!- rifletté

Ian sbottò: -Abbiamo la carrozza coi motori e i sistemi di controllo in mezzo al treno e lo divide a metà: questo layout è idiota...-

-Su questo ti do ragione al 100%: la carrozza centrale è inaccessibile e questo pone un interrogativo a livello di sicurezza, spezzando davvero il treno in due. Oltretutto ci vogliono due capotreno ed il doppio delle hostess e dei carrelli portavivande...-

-Già...e in però io lo dicevo perché volevo sgranchirmi le gambe ma il tratto da fare è molto più breve!-

In quel momento l’APT si inserì a gran velocità in un’altra curva dal raggio relativamente stretto: quando la cassa piegò verso l’interno lo fece così bruscamente e così in ritardo che il whisky di Marsha uscì fuori dal bicchiere (nonostante ne avesse bevuto un po’ per evitare ciò) e gran parte dei presenti reagirono con esclamazioni stupite o vagamente allarmate.

-Che cazzo è stato?- -Non capisco! Continua a fare così...- -Cioè fa così in ogni curva?- -Piega in ritardo, da quando siamo partiti! Non te ne eri reso conto???- -Sarà già guasto??? Che ti avevo detto? Puntare tutto su un’elettronica così complessa da sembrare uscita da un film di fantascienza spinta è stato un err...OH, CAZZO...-

Altra correzione d’assetto palesemente in ritardo: a Marsha quasi parve di trovarsi su una moto che sfrecciava su un tornante!!!! Si voltò indietro in cerca di Marie e la chiamò: il suo movimento repentino, unito ai “divertenti” comportamenti del treno, la fece sentire disorientata...

-Desidera qualcos’altro da bere o qualcosa da mangiare, Signorina?-

-Ehm no, grazie...volevo chiederle perché il treno fa così?-

Marie rispose subito con un “Così come? Che vuol dire, Signorina?” cercando di farle sembrare che cadesse dalle nuvole perché era tutto perfetto; ma quegli occhi verdi tradivano inquietudine!!!

-Piega in ritardo!!!! Il treno piega in ritardo!!! E’ strano, molto fastidioso e anche un po’ spaventoso!-

Marie stava per rispondere, probabilmente con un finto rassicurante “Il treno si comporta in modo del tutto normale”, ma tutti i presenti nella carrozza si accodarono a quanto appena detto dall’unica loro collega donna presente e dettero lei ragione: tutti i passeggeri di quel vagone percepivano chiaramente che la cassa piegava in netto ritardo, e sembrava quasi di trovarsi in un mare agitato!

Un signore che pareva uscito direttamente da un racconto di Sir Arthur Conan Doyle prese la parola dopo aver invitato tutti gli altri a fare silenzio e a non sovrapporsi: -Non so se è un guasto del sistema di pendolamento attivo di questa carrozza o se tutto il treno si comporta così; ma noi qui ci troviamo a vivere sensazioni davvero spiacevoli ogni volta che percorriamo una curva!-

Marie rassicurò i giornalisti dicendo loro che sarebbe immediatamente andata a chiamare il Capotreno.

Una nuova curva. La velocità quella volta fu davvero molto alta.

Il vagone piegò verso l’interno con un ritardo che sembrò ancora più esagerato, e con uno scatto ed una forza tali che Marsha sbatté la testa contro una delle protuberanze laterali del suo poggiatesta e addirittura qualcuno urlò.

Guardò Ian ed era molto pallido. -Hai paura????- -Non so se debbo averne...ma ti giuro che sto per sentirmi male...-

Qualcuno vomitò: suoni inequivocabili testimoniarono ciò…

CONTINUA...


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×