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Una storia di CristinaNigro

Ritorno a scuola

Risvolti di una pandemia

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1 minuti

Pubblicato il 06 aprile 2020 in Fantascienza

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Ma la cosa più assurda era che a scuola non si poteva più copiare.

Le nuove regole per le l distanziamento sociale impose anche nelle aule che i banchi fossero distanziati . Quando improvvisamente le scuole vennero chiuse avevamo salutato i nostri compagni di banco certi di averli ritrovati al più presto invece al ritorno in classe scoprimmo che la metà dei nostri amici in aula non c’era più. Eravamo stati divisi perché in un’aula ormai ci si entrava in 10 e ognuno di noi aveva un banchetto singolo con il ripiano sul bracciolo. Niente più note perché chiacchieravamo , niente più battute cretine e scherzose perche le mascherine ci impedivano di essere naturali e spontanei e niente più compiti in classe ritirati perché colti a scopiazzare. E niente ricreazione giocando tra i banchi o correndo in corridoio e niente più merende rubate . Niente più mani che si sfioravano alla nascita di nuovi amoretti. E se durante la quarantena ci eravamo accorti di quanto ci mancasse la nostra odiata scuola, ora finalmente tornati avevamo scoperto una nuova realtà . Ci rimaneva soltanto di guardare fuori la finestra una realtà che in apparenza sembrava come l’avevamo lasciata consapevoli però che tutto ormai era cambiato . Ma la cosa più triste fu che dovemmo imparare a sorridere solo con gli occhi almeno finché non avremmo dovuto coprire anche quelli.


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