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Una storia di Giuseppeonta

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L'esame più difficile

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3 minuti

Pubblicato il 25 settembre 2018 in Storie d’amore

Tags: #universit #amore #carpediem

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La conoscevo ormai da qualche anno, per la precisione dal primo di università, anzi dalla prima lezione, quando durante la pausa della lezione di filosofia del diritto si avvicinò per chiedermi se avessi l’accendino.

Io in realtà l’avevo notata già da prima, appena entrata, con i suoi capelli lunghi e ricci appoggiati su una giacca blu e una camicia celeste. Sotto indossava jeans e Converse, e mi sembrò un bel mix per la prima giornata all’università.

Laura mi colpì subito perché era una ragazza alla mano: si presentava all’università con dei panini enormi o con delle frittate di maccheroni che spesso divideva con me. In pausa pranzo.

Diventammo molto amici. Studiavamo e ripetevano insieme nell’aula studio dell’università. Parlavamo di tutto, c’era molta confidenza tra noi. Io avevo frequentato diverse ragazze negli anni dell’università, e credo che anche lei avesse avuto le sue frequentazioni, ma non ci raccontavamo mai le nostre storie d’amore o di sesso. Era un argomento tabù, o forse eravamo entrambi troppo discreti.

Per tutti gli altri eravamo la coppia perfetta, due persone affiatate. Noi ci scherzavamo su, e non prendevamo mai la cosa sul serio.

Poi in una calda serata estiva andammo a ballare in un locale sulla spiaggia per festeggiare la fine della sessione d’esami. La mattina avevamo affrontato un esame pesante: “Diritto privato”. Il mio voto fu 26, il suo 28. O forse il contrario. La sera ci vedemmo con altri amici dell’università in un locale sul mare.

Prima di entrare bevemmo in un bar dove i drink costavano di meno, e quando entrammo eravamo tutti già abbastanza su di giri.

La musica era alta, i drink volavano. Esagerammo tutti, ma quella sera ci andava di festeggiare.

Laura quella sera era particolarmente in tiro, con vestitino a fiori, che, mentre ballava e saltava, si alzava lasciando scoperte gran parte delle gambe.

Non fui il solo a notarla, ovviamente. Molti si avvicinarono a lei per ballare. Lei ballava con tutti ma poi tornava sempre al nostro tavolo. Poi si allontanò, incontrò un tipo che la invitò a ballare e dopo un po’ erano avvinghiati e si baciavano.

La scena doveva lasciarmi indifferente, in teoria eravamo soltanto amici. Ma non fu così. Continuai a bere per non pensarci: la scelta peggiore in questi stati d’animo.

Dopo un po’ mi arrivò un messaggio di Laura: “Io non torno a casa con voi, me ne vado con un amico”.

Dopo un po’ però la incontrai al bagno, non le chiesi spiegazioni, né altro, però la vidi strana, come se si aspettasse che le dicessi qualcosa.

Il giorno dopo mi inviò un altro messaggio: “Lo so che pensi chissà cosa, ma con quel tipo ci sono stati solo quei baci mentre ballavamo e nient’altro. Anche se lui sarebbe andato ben oltre dopo in auto”.

Io le risposi che non era una cosa per cui doveva darmi spiegazioni.

Lei allora mi disse: “Io mi sarei aspettata almeno una reazione da parte tua. Che mi avresti fermata”.

Ci vedemmo la sera dopo.

“Insomma ho dovuto fare la cretina con quel ragazzo in disco per farti ingelosire un po’? Per farti capire che se tieni a una persona, vai a prendertela!”

Da quel momento siamo insieme. Sono passati 10 anni, e quando ci chiedono come è nata la nostra storia d’amore, non sappiamo mai da quale punto iniziare.

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