scrivi

Una storia di Mistral

Dolore, giacca color tabacco e perdono.

64 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 08 gennaio 2020 in Altro

Tags: #Dolore #perdono

0

Ricordi la mia giacca di pelle color tabacco? Per me non è solo una giacca, forse non ti ho mai detto che è stato il primo acquisto che ho fatto con lo stipendio della marina. Dio se ne andavo orgoglioso. Riscattavo la mia libertà, fermamente desiderata, dolorosamente conquistata.

Sono passati diversi anni e quella giacca s’è spellata... consunta. Perde pezzi in giro per casa ed in auto ogni volta che provo ad indossarla, i miei genitori, tutti mi chiedono di buttarla. Ma io come faccio?! Tutto ciò che di buono e felice ho realizzato nella mia vita è legato a quel periodo, a quei posti ed anche a quella fottutissima giacca che non riesco a lasciar andare.

Ho scoperto che per molti sono un buon amico, per altri un ottimo amante, per alcuni una pedina da aggiungere alla propria scacchiera “hai un buon potenziale” mi dicono. Eppure la cosa migliore che so fare è scappare, quando le cose stanno diventando troppo seriose. Non mi fido... non mi fido mai di chi mi sorride troppo. Mi fido solo di quello che sento. Ma io, sono capace ancora di sentire?

Mi scuso con i lettori che sto tediando con questo inutile sproloquio, mi dispiace rubare importanti minuti della vostra vita, ma tutto quello che troverete in queste righe, è dolore! Il dolore di un uomo che rimpiange la sua giovinezza, quando gli errori compiuti avevano un peso minore, quando tutto veniva risolto con una birra e quattro risate e non si era costretti ad isolarsi alla propria vista ed a quella di chi ci circonda per fare amicizia con il proprio dolore.

Ho peccato. Ho peccato di arroganza e di ignoranza, pensando che le fatiche ed il dolore sopportati non sarebbero tornati come un boomerang. Pensavo che andare avanti, andare lontano mi avrebbe liberato dal mio demone. Pensavo, come un ragazzino. E ora è l’uomo che si trova a pentirsi ed a dover risolvere quello che il ragazzino ha fatto.

Sono solo. Di nuovo. E non mi perdono ancora per quello che ho fatto.

Non voglio il tuo ma il mio perdono. Per aver causato lo stesso male di cui sono stato vittima.



Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×