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Una storia di Sergio85

L'orologio

95 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 28 novembre 2019 in Horror

Tags: #horror #racconto #versi #morte #tempo

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Mentre pulivo in soffitta un po' mogio,
Trovai di mio padre un vecchio orologio.
Riposto in una custodia imbottita
L'ha avuto al polso finché è stato in vita.
Lo conservo con tanto affetto,
Glielo regalarono quand'era bimbetto.
Quante avventure avrà vissuto con lui,
I periodi migliori e quelli più bui.
Avrei voluto che parlare potesse,
Di certo avrebbe tutto il mio interesse.
Nel partorire questo mio pensiero
Regolai l'ora e assurdo ma vero,
Una visione m'invase la mente
E un miracolo avvenne immantinente:
Vidi il mio babbo in età da bambino
Giocare nel parco facendo casino.
Estrasse una lente d'ingrandimento
In un giorno di sole senza alcun vento,
La puntò verso un'innocente formica
Dandole fuoco come fosse nemica.
Al che ebbe termine l'apparizione
Ed io sbigottito e un po' in confusione
Pensai che in fondo non è così strano,
Molti fanciulli fan tal gioco malsano
E senza averne consapevolezza
Son responsabili di qualche sciocchezza.
Ripetei dunque l'esperimento,
Avevo comunque raggiunto il mio intento
Di vedere indietro nel suo passato
Quel magico gioco era appena iniziato.
Osservai allora un'altra sequenza
Risalente all'incirca all'adolescenza:
Furioso sbraitava urla disumane
Mentre picchiava un povero cane.
Il terzo tentativo pensai di evitare
Ma la curiosità mi fece avanzare.
Nell'ultimo caso era ormai adulto
E quel che comparve mi diede un sussulto,
Con gli occhi iracondi e l'aria paonazza
Stava invero seppellendo una ragazza!
Nel terreno dove ora un acero sorge
Del cadavere nascosto nessuno s'accorge.
Chi sospetterebbe che nel suo giardino
Ci fosse la prova che sia un assassino?
Nel suo passato bramavo conforto,
Adesso son lieto che invece sia morto.
Ciò che ha compiuto quell'essere infame
Non dovrebbero esser oggetto d'esame.
Distruggo l'orologio in ogni suo pezzo
Ho già per mio padre abbastanza disprezzo,
Di scoprire altro ho un po' paura,
Che ci siano altri corpi addirittura,
Perché so per certo che quel furfante
Nel prato di casa ha interrato altre piante.
Per quanto ai tempi fosse stato il mio mito
Il suo pollice verde mi ha sempre stupito.

Sergio Poli (altri racconti su "Destini Avversi" su Facebook)


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