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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine PICCOLI OMICIDI QUOTIDIANI

BLA, BLA, BLA … CIACK SI GIRA … E SI RI-GIRA!

(... si torna al Cinema).

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6 minuti

Pubblicato il 04 maggio 2020 in Giornalismo

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Si torna a Girare per il Cinema.
Si torna a Girare per il Cinema.

Diciamocelo: il cinematografo nasce come cartoon animato, questo in pochi lo sanno o lo deducono; il fatto però poco considerato è che ‘anche i cartoon hanno un’anima’, cioè quella che noi gli attribuiamo, ma che non eguaglia quegli altri finti cartoon che vediamo sbucare dagli schermi televisivi e che si esercitano a fare gli umani, quando in realtà sembrano non avere nulla di umano, spesso nascosti dietro le ‘mascherine’ che, se vogliamo, li rendono un po’ meno brutti di quanto in realtà sono, e cioè inguardabili e, soprattutto, inascoltabili.


«Ognuno ha la faccia che ha, ma qualche volta si esagera.» (Totò)


Mi riferisco a quanti, e sono in molti, in special modo gli economisti, i politici, gli imprenditori che mettono al primo posto gli interessi economici davanti alla salute e addirittura alla vita degli altri comuni mortali, quasi essi appartengano a una razza superiore, avulsi cioè dagli attacchi di una pandemia che, è il caso di dirlo “Grazie a Dio” non guarda in faccia nessuno. Ancor più guarda dietro le ‘mascherine’ e ne discopre le ‘false’ anime nere che vi si nascondono.

Gli attori tornano a fare Cinema.
Gli attori tornano a fare Cinema.

Siamo alle solite, improvvisamente noi italiani (con qualche riserva) siamo diventati tutti virologi-ghe, sanitari-e, istitutori-trici, ed anche tutti improvvisatori-trici, cinematografari-trici, attori-ci di noi stessi, tutti con una ‘verità’ in testa,(ma guai a rivelarla); tutti con mille soluzioni in tasca che non diciamo e non diremmo a nessuno, (se non dietro laggio o addirittura dietro baratto), pronti a scendere in campo solo se i nostri colori (leggi volgari interessi) avranno uno spazio (tutto nostro) da occupare.

O almeno in questo mondo tutto funziona così, con i 'falsi cartoon' che ci mostrano un mondo sempre più nero, (che più nero non si può), dove in cambio sembrano accontentarsi di poco: di presenziare a questo o a quel talk-show dove poter dire la loro (che è sempre quella di qualcun altro); di mostrare la copertina del libro appena uscito (che spesso deve ancora uscire e presumibilmente scritto da altri); di cambiarsi di giacca dalla mattina alla sera come si cambia casacca politica (o magari una felpa sponsorizzata).

Ma il ‘bla, bla, bla’ continuo oramai ha fatto il suo tempo, è servito solo a creare maggiore confusione e, come se non bastasse, a ingarbugliare le acque, permettendo a tutti di affermare cose e dire il contrario un attimo dopo averle pronunciate; di chiedere che vi fosse un’unica voce e un’unica autorità (presumibilmente governativa) che disponesse l’andamento delle priorità che, guardacaso ‘ora che si è affermata’ non va più bene a nessuno. Si potrebbe azzardare che in realtà s’intendeva una ‘sola ducesca autorità’ di ‘pieni poteri’ all’insegna di una irripetibile resurrezione (visto che si era in procinto della Pasqua), accaduta solo in un caso estremo e ‘speriamo’ rimanga l’unico. Che di falsi profeti in patria ne contiamo già a migliaia. Ciò detto assistiamo ogni giorno affacciarsi alla TV falsi patrioti (che risorgono dalle loro stesse ceneri), falsi eroi che si mescolano con quelli veri (che hanno perso la vita per la comunità) e, non in ultimo sventolano falsi problemi che, guarda caso, utilizzano solo per farsi propaganda.


Tornando al cinematografo (un settore che non sta lavorando), mentre i falsi-attori si preparano una nuova maschera espressiva: silhouettes (per le donne), pupazzi gommosi (per gli uomini) perché le mascherine non bastano più a nasconderli-e, per sfuggire all’opinione pubblica del dopo e gettarsi nel ‘consumo di massa’, in quel terreno che hanno preparato durante la quarantena e che sperano (anzi ne sono convinti) darà i suoi frutti. Senza però aver fatto i conti con gli umani veri, quelli che segregati in casa sono stati capaci di stringere la cinta, di vivere in solitudine, di rinunciare per la sanità pubblica ai propri piccoli sentimenti emotivi di anziani, di pensionati, di casalinghe e di mamme, pronti al sacrificio in attesa che il mondo riprenda a ‘girare’, magari cantando …

“O bella ciao, ciao, ciao…”, “Gira e rigira la ruota…” , “Gira se la vuoi girà …”, e mentre è tutto un vortice di speranze fin troppo deluse, non si vuole pensare al dopo. Tuttavia, malgrado molti dubbi si hanno dalle istituzioni, i nostri ‘cartoon’ (diventati maschere orrende del male) si sperticano a spaventarci, anziché addolcire la pillola amara che sappiamo di dover ingoiare. Ma lo fanno apposta, in modo che l’opione si sposti a loro favore, (c’è sempre un capo espiatorio) contro qualcuno che sta dalla parte opposta alla loro, tuttavia senza dare suggerimenti a come risanare certe situazioni che in un passato recente, loro stessi hanno contribuito a creare.

Cinema, le sale vuote.
Cinema, le sale vuote.

Ma possono smentirsi? E proprio adesso che possono cogliere la palla al balzo attribuendo ogni colpa agli altri? Certo che no. Il loro motto è sempre stato ‘cogli l’attimo’, riuscite a immaginate una quarantena di quanti attimi è fatta? Detto fatto, si appropriano della scena, fanno loro le peggio cose che potrebbero allietare l’esistenza e le stravolgono in atti vandalici, in attentati alla Costituzione del paese, al diffondersi di un nuovo terrorismo, quando i veri terroristi sono proprio loro, i nuovi cartoon con le ‘maschere’ dei salvatori della patria.


Come dice un vecchio detto, di quelli che non sbagliano mai: “quando sono troppi galli a cantare non si fa mai giorno”, oggi forse possiamo ripartire, cioè torniamo a quel “Ciak si gira!” del titolo che vuole essere di buon auspicio, anche per il Cinema che speriamo torni ad aprirsi ad operare e ai Cinema (intesi come locali) tornare a riaprire le porte al suo inestimabile pubblico. Questo perché il pubblico del Cinema è indubbiamente più aperto d’animo, più disponibile verso gli altri, più interessato agli eventi, a quegli accadimenti sociali e comunitari ed anche mondiali e universali che, al pari delle mostre, delle visite a luoghi d’interesse culturale e/o artistico, rivela avere un’anima, dei sentimenti sani, che sa utilizzare al meglio.

Locandina Venezia Festival
Locandina Venezia Festival
Locandina Cannes Report
Locandina Cannes Report
Locandina Venezia Festival
Locandina Venezia Festival

Al contrario dei 'cartoon bastardi! ' , il popolo del cinema da sempre ha saputo apprezzare il cinema d’animazione, non ha mai smesso di riconoscere che la vita, questo immenso set cinematografico, gli ha sempre permesso di vedere al di là del visibile; di dare un’anima alle cose di cui è fatto questo nostro mondo; di aver accettato la sfida che ci ha permesso di arrivare fin qua, e che tutt’oggi ci rappresenta nel mondo della tecnologia più avanzata, della scienza che ‘sicuramente’ riuscirà a sconfiggere la pandemia in atto, beh, tutto questo – come è scritto in un bellessimo libro sul cinema a cura di Gino Frezza (*) – Non può essere mai scambiato per «un riflesso del reale: è ostentatamente, sfacciatamente, il riflesso di un riflesso. Ma il cinema non scompare per questa doppia rifrazione."



Locandina di Cineuropa
Locandina di Cineuropa

Ma io dico no, in quanto chiamati a rappresentare “quello che non accade mai”, noi amanti del Cinema, sappiamo distillare l’essenza (vera) della realtà nel suo implabaile accadere. A guardare con uno sguardo in più “.. ciò che l’umano immagina nella sua disperata, contraddittoria relazione con l’altro da sé, di gurdare nell’angolo più remoto del bosco, nella solitudine cosmica, nella mancanza di contatto, con gli occhi sgranati di un ‘cartoon autentico', a differenza di un ‘falso cartoon’ divorante e sterminatore, accecato dall’avidità di essere ciò che non è mai stato, né potrà mai diventare.


Diciamocelo: la TV non potrà mai sostitursi al Cinema. Vale la massima che dice: “Solo all’umano è dato di essere umano”, alla fine i ‘cartoon bastardi ’ si autodistruggeranno e si tornerà a colorare le pagine animate di “Fantasia”.

Note:

(*) Gino Frezza, “Fino all’ultimo film” L’evoluzione dei generi nel Cinema – Editori Riuniti 2001


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