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Una storia di Jelena

Questa storia è presente nel magazine Trecentosessantacinque

Otto su dodici

319 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 17 settembre 2018 in Storie d’amore

Tags: #amore #mancanze #mesi #sentimenti

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Quando mi chiedono che fine tu abbia fatto rispondo che non ne ho idea.

In realtà so benissimo dove sei e cosa fai.


Sei in quel pezzetto del mio cuore che si è come atrofizzato,

sei nella lacrima che scende di notte quando fuori tutto e silenzioso e dentro tutto è assordante.

Sei in quella cosa che ho dimenticato di comprare al supermercato, quella per cui sono uscita e poi ho lasciato lì, tra gli scaffali e le cose in offerta.

Sei nelle mani che tremano quando ripenso alla tua pelle che si mescolava con la mia, in una danza sbagliata, che feriva gli altri senza che nemmeno se ne accorgessero.

Sei in una chat mai cancellata, nascosta tra le cose archiviate, tra le cose che ci sono ma non si vedono.

Perchè è così che fa meno male.


Sei in questi otto mesi trascorsi senza di te,

sono stata meglio

ma sono stata anche peggio.

Sei in quel respiro che fa fatica a nascere appena mi sveglio,

sei nella stanchezza di una settimana intera,

sei nei periodi in cui tutto mi sembra orribile

ma tu, di certo, non saresti in grado di aiutarmi.

Sei nelle prime giornate autunnali,

che muiono ogni giorno un minuto prima,

fino a quando il buio divora quasi interamente la luce.


Mi chiedono dove sei,

ed io abbasso gli occhi,

ti vedo nei miei passi ma no so dove portano i tuoi.

Mi chiedono dove sei,

ed io mento,

perchè le bugie fanno anche bene se prese a piccole dosi.

Pian piano nemmeno le senti più,

il cervello è assuefatto e finisci per crederci davvero.

Non lo so dove sei nel mondo,

lontanissimo o vicinissimo da me non fa differenza.

Il cuore è quello che è,

a volte viaggia inarrestabile ed altre si chiude in una gabbia.


Sei in queste righe che scrivo puntuali ogni mese,

sei nel foglio bianco che non so più riempire di te, credendo quindi di essere guarita, che se non ho più nulla da dire sul tuo conto allora forse te ne sei andato davvero.

E invece torni sotto forma di inchiostro, vieni assorbito dalla carta e non te ne vai più.

Indelebile cicatrice.


Chiedono dove sei e so sempre cosa non dire,

per fortuna non chiedono di me,

dovrei rispondere che sono con te.






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