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Una storia di Indiescozz

La ragazza dagli occhi di smeraldo

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7 minuti

Pubblicato il 06 luglio 2020 in Avventura

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Era una giornata di sole, un freddo vento gelido anticipava l’imminente inverno.

Gli alberi iniziavano a perdere le foglie e le ore di luce lasciavano il posto alle ore di buio.

Nel nord della Romania gli inverni possono essere molto rigidi, Dariya lo sapeva bene, era la sua terra, il suo mondo.

Non aveva visto altro nella sua vita, non poteva viaggiare, la sua famiglia era molto povera.

Viaggiava con la mente, con la sua immaginazione, era l’unico modo per evadere dalla sua triste realtà.

Figlia di poveri contadini, viveva nella periferia di una grande città, tra le montagne, dove i prezzi delle case erano molto bassi.

Era la seconda genita, il padre, Marcus, traeva dalla terra tutte le risorse che gli potessero dare il cibo necessario a sfamare la propria famiglia.

Coltivava la terra, allevava il bestiame, un uomo di poche parole ma un instancabile lavoratore.

Gli anni passati a coltivare i campi e il duro lavoro portarono ad incurvare inevitabilmente la sua schiena.

I suoi occhi, nascosti dietro a due folte sopracciglia, trasmettevano malinconia.

Dariya invece era molto bella, aveva lunghi capelli biondi e i suoi occhi di color verde smeraldo, la rendevano incantevole.

Aveva appena finito le scuole superiori, sapeva già che avrebbe dovuto rinunciare agli studi universitari, non era fortunata come le sue amiche.

La madre morì quando lei era ancora piccola, il posto di “donna di casa” le era stato affidato di diritto, tristemente quella divenne la sua quotidianità.

L’unico svago era quello di scendere in città con la sua bici scassata per fare alcune commissioni.

Durante quel tragitto si poteva rilassare ed evadere da quella routine fatta di faccende domestiche.

Era ambiziosa, ma sapeva bene che le sue possibilità erano limitate.

Non permettendosi di studiare il suo destino sembrava quasi segnato.

Donna di casa prendendo le veci della madre o sposare un ricco imprenditore straniero come avevano fatto alcune sue coetanee di scarse ambizioni.

Ma lei non era così, nonostante la sua scarsa cultura era molto intelligente e non voleva rassegnarsi a quel futuro.

Un giorno, mentre stava attraversando il bosco in sella alla sua bici decise di fermarsi per un momento, non lo faceva mai, la sua vita era sempre frettolosa e piena di incombenze per la sua famiglia.

Decise di prendersi un attimo solo per lei.

Si sedette su una fredda roccia e si fermò.

Il silenzio del bosco avvolse i suoi pensieri, mille parole, mille stati d’animo attraversarono la sua mente, fu in quel momento che decise di scrivere.

Prese dalla borsa un quaderno, e fu come un fiume in piena, i pensieri si tramutarono in parole e ordinatamente venivano impressi in quei fogli bianchi.

Era felice.

Passarono le ore senza accorgersene, ma non riusciva a fermarsi solo il dolce calar del sole le ricordò che doveva tornare a casa.

Chiuse il quaderno e riprese la sua bici, un sorriso ricopriva il suo dolce viso di gioia, si sentiva libera come non lo era mai stata.

Quella roccia era diventata il suo riparo nel mondo, si fermava ogni giorno e scriveva.

Tramite le sue storie dava un senso alla sua vita, tramite i suoi personaggi inventati poteva vivere quelle avventure ed emozioni che nella vita reale non riusciva ad avere.

Arrivò l’inverno più duro e la neve ricoprì ogni cosa, compresa la sua roccia, ma lei non si fermò sfidò le temperature più rigide per rifugiarsi nel suo angolo di paradiso.

Capii che voleva fare la scrittrice, era quello il suo futuro.

Ma come poteva raggiungere il suo sogno?

Non aveva nessuno che potesse aiutarla in questo, conosceva solo povera gente.

Ma lei non demordeva e continuava a scrivere, passavano le settimane e le sue storie cominciavano a diventare fiumi di racconti.

Fin che un giorno, lesse nel giornale abbandonato da suo padre in cucina, di un concorso letterario che si svolgeva in quei giorni in città.

Era la sua occasione!

Nonostante la forte nevicata prese la sua bici e corse in centro città.

Correva giù per la discesa a forte velocità, era sorridente, felice, le sue emozioni non le facevano comprendere la pericolosità di quella folle corsa.

Nella strada c’era molto ghiaccio e la recente nevicata la rendeva scivolosa.

Mancava poco alla fine del bosco, era quasi in città.

L’adrenalina era a mille e l’incoscienza la faceva pedalare sempre più forte, ma proprio all’ultima curva dovette frenare bruscamente, un animale uscì dal bosco all’improvviso.

La ruota davanti scivolò, Dariya cadde rovinosamente al suolo sbattendo la testa.

Rimase a terra priva di sensi per lunghi interminabili minuti, non era una strada molto trafficata.

Il silenzio del bosco ora non era più pace, ma tristezza.

Stava scendendo la sera, il canto di un gufo in lontananza rendeva l’atmosfera ancora più inquietante.

Dopo lunghi interminabili minuti una macchina passò e la soccorse.

Dariya arrivò in ospedale in fin di vita, era in coma, ma il suo cuore batteva ancora.

Fu affidata alle cure di un giovane medico, che appena la vide rimase fulminato dal viso di quella ragazza, non aveva mai visto una donna così bella.

Il medico però era combattuto, tra quell’amore improvviso e la sofferenza per quella creatura in fin di vita in quel letto d’ospedale.

Doveva salvarla, doveva ridarle il sorriso.

Passò tutto il suo tempo libero accanto a lei, era perso di quella ragazza, nella sua vita non aveva provato nulla di simile, anche lui aveva trovato un senso alla sua vita.

Ma i pensieri non gli davano pace, ma dove stava correndo a tutta velocità quella ragazza?

Cosa doveva fare di così importante?

Mentre cercava una risposta a queste domande, la borsa di Dariya cadde dal comodino rovesciando tutto il suo contenuto a terra.

Il medico, Dorian, si prestò velocemente a raccogliere gli oggetti dal pavimento, compreso il quaderno di Dariya.

La curiosità di Dorian prese il sopravvento sull’educazione e decise di sfogliarlo.

Cominciò a leggere le sue storie, ne rimase incantato, quella ragazza riusciva a scrivere in un modo poetico ed incredibilmente romantico.

Era impossibile distogliere lo sguardo da quel quaderno.

Sapeva che non era una cosa giusta da fare, ma non riusciva a smettere, qualcosa dentro di sé gli diceva di continuare.

Girò la pagina per continuare il racconto e un foglio di giornale piegato in due cadde a terra.

Dorian lo raccolse.

Era l’articolo di giornale del concorso letterario, ora era chiaro dove stesse andando con così tanta fretta.

Lesse l’articolo e si rese conto che era l’ultimo giorno per l’iscrizione al concorso.

Nel suo quaderno trovò anche un racconto, non era scritto a mano come i precedenti, ma era battuto a macchina e ben impaginato.

Dariya aveva scelto quella storia per il concorso.

Dorian non ci pensò due volte, uscì di corsa dall’ospedale per andare a quel concorso, era il sogno di quella ragazza doveva farlo per lei.

E così fece, registrò quello scritto a nome di quella ragazza, era ufficialmente in gara!

Passarono i giorni e le condizioni di Dariya lentamente miglioravano, ma i suoi occhi continuavano a rimanere chiusi.

Dorian guardava ogni giorno se fossero stati pubblicati i risultati di quel concorso, ma non c’erano novità.

I giorni passavano e Dorian continuava a dedicarsi a lei, doveva riportarla in vita, era triste a vederla così.

Decise di uscire dall’ospedale a fare una passeggiata, doveva cambiare aria.

Passò davanti ad un’edicola e non poté non notare il piccolo trafiletto nella prima pagina del giornale locale, erano i risultati del concorso.

Acquistò in fretta e furia il giornale, non stava nella pelle, lesse l’articolo e i nomi dei vincitori.

Non poteva crederci, Dariya aveva vinto!

Aveva il cuore che gli batteva a mille, cominciò a correre all’impazzata verso l’ospedale,

doveva andare da lei.

Era emozionato come non mai.

Entrò di corsa dentro la stanza di Dariya e fu in quel preciso istante che lei riprese conoscenza.

Lui poté così ammirare il verde smeraldo dei suoi occhi per la prima volta.

Ne rimase incantato, lei invece guardò quell’uomo trafelato entrare nella sua stanza.

Dariya con un filo di imbarazzo gli sorrise, non dissero una parola sembrava che si conoscessero da sempre...


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