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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine PICCOLI OMICIDI QUOTIDIANI

Il Lepre

(..non lo si incontra mai).

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6 minuti

Pubblicato il 12 gennaio 2019 in Humor

Tags: #Furbi #People #Vicini

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E' lui, il Lepre.
E' lui, il Lepre.

Il Lepre, (..non lo si incontra mai).


Lo vedo correre via quando mi incontra sul portone di casa, o per le scale, forse perché ogni volta fiuta il pericolo a cui va incontro. È l’inquilino del piano di sopra, un certo Ryan B. W. che ha ‘la facoltà nascosta della lepre’. Di quelli che per intuito sanno come evitare di fare brutti incontri, e ogni volta scendono le scale quando tu stai salendo in ascensore e viceversa, oppure s’infilano frettolosi nel portone quando stai ancora parcheggiando l’auto. Con la differenza che mentre regolarmente si ferma a guardare nella cassetta della posta di tutti, nessuno escluso, in quell’occasione si dilegua in un attimo nei meandri del condominio, un unico ingresso, una sola scala, cinque pianerottoli compreso il suo. Sì da lasciar pensare che passi attraverso i muri, o che abbia le capacità dell’Uomo Ragno, poiché in un battibaleno scompare.

Tant’è che qualche volta credo di aver avuto una visione poiché, suonato il campanello della sua porta non mi risponde nessuno. Ma come nessuno se una volta in casa sento trascinare i mobili da una stanza all’altra, se si sente finanche tirare lo sciacquone del bagno? Sarà la donna delle pulizie, dice Ann. Che stia traslocando? – mi chiedo, poi mi devo ricredere, poiché non rammento di aver visto il solito furgone dei trasporti davanti al portone. Fatto è che uscendo ad un orario insolito per andare a prendere il giornale, lo incontro a spasso col cane, proprio davanti all’edicola. Mi saluta distrattamente. Oh buongiorno George, sa che non l’avevo vista, è di ritorno da qualche suo viaggio? Veramente sono sempre rimasto qui, è un po’ che non mi capita di partire, ma a proposito …

Mi scusi, mi scusi, devo proprio andare – dice allungando il braccio come se fosse tirato dal suo cane che all’improvviso e, senza una qualche ragione, prende a ‘scappare come una lepre’. Tutto il suo padrone, anche se un poco ritardato – dico tra me. Non è la sola occasione d’incontro che c’è tra noi. Una volta, svegliato nottetempo da alcuni rumori per le scale, apro l’uscio di casa e me lo trovo davanti con una grossa poltrona rovesciata sulla testa. Ah George è lei? No, sono il Fantasma di Canterville. Sa che mi ha spaventato? No, io? Beh, ha aperto la porta così all’improvviso che … Non diciamo bestialità, (con tutto il rispetto per il suo cane, anch’egli presente ma per fortuna senza poltrona), perché lei invece andare in giro di notte in questo modo? Perché c’è qualcosa di strano? No, dico, è normale che di notte si vada in giro con una poltrona rovesciata sulla testa, che so, trovo più normale che lo si faccia col WC, o con la carcassa di un frigo. Perché no, sarebbe un idea.

Ryan ma per favore, sono le due di notte, ammetta che sta tenendo un comportamento alquanto scorretto. È indecente sentirle dire certe fesserie, capirei se piuttosto mi dicesse che sta facendo un trasloco. Chi io? No. E portare una poltrona rovesciata sulla testa cos’è per lei, una tenuta da passeggio? Perché no! Beh adesso devo proprio andare, buonanotte George. Chi l’avrebbe detto, alle due di notte, tenere una conversazione ‘futurista’, anzi futuribile, poiché di questo passo il ritorno al caos primordiale è assicurato.

Tempo addietro è accaduto che rientrando a casa carico di pacchi dopo essere stato al supermercato per il rifornimento mensile, ho caricato tutto in ascensore e ho citofonato ad Ann affinché l’accogliesse al piano. Se non ché avendo dimenticato il portellone dell’auto aperto, sono tornato indietro a chiuderlo, facendo poi ritorno nel giro di qualche minuto. Caso vuole che Madame Rose uscisse in quel momento dal portone accompagnata dal suo cagnolino Fuffi, giuro di non aver mai sentito un nome più appropriato per un piumino da cipria, mi blocca sul portone per dirmi una cosa della massima importanza. Il suo bel lampadario nuovo di murano manda una luce che a dir poco forma un arcobaleno di colori che abbaglia, una meraviglia da vedersi per poterlo credere, mio caro George, dovete venire tu e Ann al più presto!

Sicuramente verremo a vederlo Madame Rose – rispondo, anche se sono certo che avrebbe dovuto ridurre il voltaggio delle lampadine. Fatto è che prendo l’ascensore e salgo in casa, e Ann, vedendomi a mani vuote, mi chiede dove abbia messo le borse con la spesa. In ascensore – dico io. Quindi sono ancora lì da prendere? Non le hai prese tu? No George, quando ho chiamato l’ascensore era vuoto. Fammi capire, sono appena salito e in ascensore non c’era niente, tu non le hai ritirate, vogliamo dire che qualcuno le ha prese? Non posso crederci, anzi guarda non voglio neppure pensarlo. Mi rifiuto categoricamente di pensare che qualcuno possa aver preso le borse nel frangente di tempo che sono andato a chiudere il portellone dell’auto, dimmi che stai scherzando? Ti assicuro che non le ho ritirate George. Aspetta mi sono fermato a parlare qualche istante con Madame Rose a proposito del suo nuovo lampadario, ma lasciamo perdere.

Nel frattempo nessuno è entrato o uscito dal portone, come nessuno ha chiamato l’ascensore … quindi? Ma certo, la lepre, non può che essere stato lui. Di chi parli George, chi è la lepre? Mister Ryan, è stato lui, più veloce di una lepre. Non credo possa arrivare a fare una cosa del genere, e poi c’è che l’ho sentito scendere col suo cane. Io non l’ho incontrato come mai, se ero di sotto con Madame Rose? Salgo immediatamente al suo piano e suono “vivacemente” il campanello della sua porta, e finalmente qualcuno risponde. Mister Ryan non è in casa, torni quando c’è lui – risponde una voce femminile, senza aprire. Voglio lasciare un messaggio urgente – aggiungo. Lo infili sotto la porta.

Non mi rimane che chiedere a tutti gli altri inquilini, se per “sbaglio” hanno trovato (e prelevato) delle borse (colme di spesa) dall’ascensore. Vengo accolto con cortesia da ognuno ma nessuno sa darmi notizia delle borse, più d’uno anche con perplessità e picchi di nervosismo, quasi li stessi accusando di essere dei ladri. Non poco dubbioso rientro in casa sotto lo sguardo sconsolato di Ann che, data l’ora in cui i negozi sono ormai chiusi, mi comunica che vengono a mancare le prime necessità per il week end. Non passa mezz’ora che qualcuno suona alla porta di casa, ma non c’è nessuno, le borse sonò lì, davanti ad Ann che sorpresa le raccoglie e le porta dentro.

Ann chi era? Nessuno. E quelle? Sono le borse della spesa, George. A sì, ora vuoi farmi credere che le borse sono tornate da sole. Dopo qualche minuto, sentiamo il Lepre che rientra in casa col proprio cane, la sua onestà almeno è assicurata, quella del cane intendo. Non so voi, per me è da considerarsi un uomo morto, e questa volta c’è più di una ragione, per il quando e il come, mi aspetto qualche suggerimento.





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