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Una storia di lisa1949

Questa storia è presente nel magazine Spunti di scrittura: #halloween

Incontri casuali

#Halloween anni settanta

336 visualizzazioni

5 minuti

Pubblicato il 31 ottobre 2018 in Avventura

Tags: #Futiro #Halloween #Musica #Plagio #Tarocchi

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L’età dell’adolescenza ti pone di fronte a diverse situazioni, il più delle volte sconosciute.

Sei giovane, carina e credi che il mondo sia una nuvola rosa dove interagire con persone, più meno giovani, ingenue e genuine come sei tu.

Sono le delusioni che, inesorabili, arrivano dopo a plasmarti e ad aprirti gli occhi.


Fine anni sessanta, io minorenne (allora a diciannove anni, ancora) incontravo gente nuova nelle prime discoteche. Luci e musica all’avanguardia. Sui palchi capitava d’incontrare James Brown, come Wess o Rocky Roberts e altri cantanti di fama internazionale.

Si mescolavano agli habitué e subito si diventava amici, proprio come con gli altri avventori che frequentavano il locale.

Si importavano tradizioni anglosassoni e già a quei tempi le zucche e i fantasmi di Halloween imperversavano alla grande, chi poteva si mascherava e partecipava alle feste organizzate dai locali maggiormente “in”.

Per concludere la serata ci si trasferiva in altri ritrovi, dove la musica cambiava colore.

Le note dello swing o del Jazz investivano i gruppi di frequentatori intellettuali, interessati a instaurare dialoghi sofisticati e fuori dal comune, con sottofondo artistico di livello elevato.

Ottobre era un mese incerto, il clima la faceva da padrone giocando, proprio come in questi giorni, tra trombe d’aria, pioggia e giornate di sole

Un locale, lo “Swing” situato nel centro storico della città, conosciuto e frequentato dai maggiori rappresentati dell’arte, ma anche dagli amanti del mistero e dell’occulto, dove la gente aveva l’opportunità di organizzare sedute spiritiche o altro. D’altra parte, Torino, ancora oggi viene menzionata nel coinvolgimento di riti della magia nera, non so se a ragione.

Vi si accedeva dalla strada, scendendo al piano sotterraneo. Luci soffuse, atmosfera misteriosa, calda e molto particolare. Ottimi i cocktail, e una cucina in prevalenza dai sapori piemontesi, veramente prelibati.

Insieme a un gruppo di amici mi ero recata nel locale già un paio di volte e fare mattino non era assolutamente difficile, tanto era trascinante la circostanza

Parlottando di novità, avevamo conosciuto un giovane “Mago” dedito alla previsione del futuro, lettura dei tarocchi e sedute spiritiche, un soggetto affabile e intrigante. Il fatto che si chiamasse “Fausto” attraeva e allettava la mia giovane voglia di conoscere.

«Se vuoi, domani ho organizzato una seduta spiritica: vieni? Sarà un’esperienza indimenticabile» propose una sera. Sebbene mettermi alla prova mi stuzzicasse parecchio, avevo preferito evitare.

«Leggimi la mano, se vuoi. Sono curiosa di sentire cosa percepisci di me, da questi segni strani»

In effetti, i palmi delle mie mani avevano interessato molte persone, per il semplice fatto che sono ricchi di solchi e linee di varie misure: una mano insolita da interpretare.

Fausto mi afferrò la mano sinistra, osservandola a lungo, poi la chiuse assumendo un’espressione alquanto preoccupante.

«Cos’hai visto? Perché questa reazione?» Intorno un gruppo di amici si era accalcato in quel lembo di corridoio che conduceva al ristorante.

«Dimmi, per favore, hai letto cose negative? Ora mi lasci nel dubbio!»

«Non importa, vivi la tua vita tranquilla, pensa a te e cerca di volerti bene» Rispose sconsolato.

In preda a un ansia improvvisa lo supplicai ancora.

«Preferisco sapere ora, di qualunque cosa si tratti »

«Ne sei certa? Quello che ti devo dire cambierà la tua vita da domani in poi»

Nel contempo prese entrambe le mie mani, guardandole con attenzione. Poi mi fissò intensamente: i suoi occhi erano colmi di lacrime. Questo mi turbò moltissimo.

«Morirai di morte violenta lanciandoti dall’ultimo piano di un palazzo» Poi rinchiuse a mo’ di pugno e mie mani e tacque, totalmente concentrato su ciò che aveva appena affermato.

Una stilettata nel petto per me, che nemmeno lontanamente avevo considerato il suicidio. Fausto, però, era stato talmente convincente da farmi sentire scossa da fremiti di paura e angosciata.

«Ascoltami» aggiunse «Io ti aiuterò, ma devi mettercela tutta e cacciare il male che vuole impadronirsi di te»

Non ero in grado di intendere, ormai totalmente plagiata dalle affermazioni del giovane, vivevo in una dimensione irreale.

«Stringi le mie mani e ripeti “io ce la farò” tre volte» Pronunciò con veemenza quelle parole e io, in totale balia della sua volontà, replicai la frase come indicato.

«Ti aiuterò a uscire da questo male oscuro, ma devi volerlo anche tu, con tutte le tue forze»

Prima di andarsene, mi lasciò un biglietto da visita, in caso avessi avuto bisogno di confidarmi.

Mi sentivo un cencio. Avvolta da panico e angoscia, avevo una gran voglia di piangere. Qualcuno dei presenti si era allontanato, altrettanto scosso da quella scena e dalla visione nefasta che mi era stata preannunciata.

Per distogliermi da quella condizione di disagio, gli amici mi condussero al ristorante. Devo dire che le battute dei vari commensali seduti ai tavoli, al momento smorzarono parecchio lo stato di smarrimento in cui mi ero calata.

Era il trentuno di ottobre, ormai notte fonda. Qualche signorina con cappello da strega era scesa allo “Swing” accompagnata da un finto Dracula, ma ammetto che non badai alla coincidenza dei fatti, anche perché si era ancora davvero lontani da quella tradizione forestiera.

Trascorsi giornate di angoscia e a ogni diverbio con mia madre, alla quale avevo raccontato la faccenda, sottolineavo: «Lasciami in pace, tra poco morirò!» rimarcato da un suo: «Fatti furba, è meglio!» Proverbiale, terapeutico e sincero consiglio.

Un paio di settimane per rendermi conto di essere stata vittima di uno scherzo. O forse, di un tentativo di creare una dipendenza psicologica e spillare quattrini a una giovane ingenua convinta di farsi salvare da influssi maligni.

Di Fausto persi le tracce e cancellai presto quei momenti di disagio in cui vissi un vero dramma.

Tuttavia mi rendo conto che, oggi, con l’avvento dei social è ancora più facile catturare ragazzini con modalità similari, per soggiogarne la volontà e portarli a compiere gesti assurdi.

Attenti quindi: ad Halloween solo “dolcetto o scherzetto” mi raccomando!





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