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Una storia di OrnellaStocco

Pablo

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Pubblicato il 16 febbraio 2019 in Altro

Tags: #canilefamigliacani

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Mi chiamo Pablo e sono uno dei tanti sfortunati che nascono e quasi sempre muoiono dietro a una rete metallica. Divido pochi metri quadrati con altri amici. Siamo in venti e per la maggior parte di noi il destino è segnato, qui moriremo se qualche cuore grande e generoso non verrà per portarci via. Mi chiamo Pablo e il mio migliore amico si chiama Teddy, un poco ci somigliamo se non fosse che il mio amico sulla fronte ha una macchia bianca mentre io ce l'ho scura, ma anche per l'aspetto fisico ci somigliamo, abbiamo quattro zampe, una coda, e due grandi occhi scuri che tutti dicono essere da cani buoni. Mi chiamo Pablo e sogno una casa tutta per me.

Vedo le persone entrare e fermarsi davanti alle gabbie, si soffermano per un po', mi guardano e poi esclamano: AH DIVENTA GRANDE! Allora io e Teddy cerchiamo di rimpicciolirci ma noi siamo cani così, siamo grandi, anzi, siamo vecchi e nessuno ci vuole. Alcuni escono con bambini che felici stringono a sé dei cuccioli, allora io e Teddy ci guardiamo e capiamo che per noi non ci sarà mai una casa e una famiglia pronta ad accoglierci. Intanto continuo a sognare prati verdi, dolci colline e boschi con tante foglie che scricchiolano, quanto mi piacerebbe correre su quelle foglie e farle volare in aria. Naturalmente assieme al mio amico Teddy!

Marily Buizza


La mattina mi alzo molto presto, si può dire che alcune volte non dormo nemmeno perché sento gli altri cani abbaiare, magari passa un topo e tutti sentendolo cominciano e io mi sveglio, oramai ho le occhiaie, ma un giorno finirà, qualcuno mi porterà via e mi aiuterà a dormire la notte perché forse avrò paura anche di farlo. Però quello che tutte le mattine mi pulisce la gabbia a me e a Teddy ci piace, ci tratta bene anche se a vote ci schizza un po' con l'acqua ma non lo fa apposta, io lo lecco per fargli capire che gli voglio bene. Mi farebbe piacere trovare una casa dove ci sia una bambina perché le bambine sono brave con noi cani, ci puliscono il pelo, ci pettinano, ci accarezzano e ci portano a spesso, ci curano come se fossimo i loro figli ma mi sa che è difficile noi siamo cani grandi e i genitori di quelle bambine vogliono solo cuccioli che mordicchiano tutto. E allora metto una zampa sopra l'altra come farebbe un cane elegante e mentre vengo schizzato aspetto qualcuno che abbia bisogno di compagnia che mi porti via, accarezzando soprattutto il mio cuore 'canino'.

MarianoSalina

Stamane però c 'è qualcosa nell'aria lo sento...il nostro olfatto sa captare cose oltre il visibile ed io ho una strana agitazione dentro.Mi drizzo sulle quattro zampe come un corridore pronto allo scatto di partenza e Teddy da poco lontano mi si avvicina ,abbaiando al vuoto e visibilmente anche lui allertato.Da lontano vediamo avvicinarsi due sagome umane che chiacchiericciano tra loro insieme a Tony, l'uomo che ci da da mangiare e subito una fiamma nel mio cuore canino s'accende.Ormai nelle gabbie vicine e tutt'un latrare disperato , anche gli altri amici sventurati cercano di attirare l'attenzione:poi una manina piccolina s'intromette nel reticolato della gabbia cercando di accarezzarmi piano. "Si sono qui,sono il tuo fedele cucciolo,portami a casa,non te ne pentirai" I miei occhi parlano eloquenti implorando la bimba di fare la sua scelta : le do un bacetto delicato sulle dita per non farla spaventare e le mie orecchie canine sentono parole difficili da decifrare.

"Ho deciso voglio questo qui, guarda che carino"

Ecco finalmente la mamma giusta anche per me.

Niente frasi del tipo -"é troppo grande "oppure "non ci piace il colore".

C'è qualcuno che finalmente dopo anni di reclusione,nonostante le occhiaie e il mio mento cadente mi trova carino, e forse mi farà fare la ninna al calduccio accoccolato sul lettino ai suoi piedi<<<<<<<e forse mi farà quelle carezze sotto al pancino che mi piacciono tanto e mi fanno sospirare tranquillo e beato.

Non sto più nella pelle, anzi nella pelliccia oramai spelacchiata. Ho trovato una famiglia, ho trovato una casa! No, un momento, come sarebbe: "Ripassate tra due giorni, Pablo prima di essere affidato dovrà fare le vaccinazioni e una visita dal veterinario, voi intanto se volete seguirmi in ufficio per compilare il modulo..."

- Ciao Pablo, ci vediamo tra due giorni!

Camilla, felice per avere trovato un nuovo amico, trotterella dietro ai suoi genitori che a loro volta seguono Tony verso il piccolo ufficio del canile.

Piccola, ti prego, non dimenticarti di me anzi di noi...Teddy, ehi amico, hai visto finalmente esco da qui, da queste quattro reti arrugginite, finalmente potrò stare spaparanzato su un divano e mangiare in una ciotola sempre pulita e andare a passeggio con la mia padroncina e...

Teddy? Teddy! Oh, amico mio, non me ne andrò senza di te, non ti lascerò qui da solo, abbiamo diviso questi pochi metri quadrati, abbiamo diviso la ciotola e quella cuccia vecchia e fredda. Tu verrai con me! quando torneranno per prendermi saprò io come fare. Adesso però fammi un sorriso Teddy, amico mio...

Pablo è il mio cane preso dal canile dopo la morte della mia amata Gipsy. Un cane problematico, traumatizzato da vicende sicuramente poco piacevoli. Era terrorizzato dagli umani, dai suoi simili, dalla TV e da tutto ciò che, secondo lui, era una potenziale minaccia. Persino dalle risate. Per non parlare delle carezze. A distanza di quattro anni è un altro cane, ben integrato in famiglia e nel branco, ubbidiente, anche se con riserva. Va d'accordo con i gatti ed è un buon guardiano. Molto affettuoso, ma non lo riesce a dimostrare perché ancora, tutto sommato, non si fida dell'uomo. Certe tare te le porti dietro per sempre. E si è ritagliato un suo spazio personale all'interno dei nostri cuori.Pablo è il mio cane preso dal canile dopo la morte della mia amata Gipsy. Un cane problematico, traumatizzato da vicende sicuramente poco piacevoli. Era terrorizzato dagli umani, dai suoi simili, dalla TV e da tutto ciò che, secondo lui, era una potenziale minaccia. Persino dalle risate. Per non parlare delle carezze. A distanza di quattro anni è un altro cane, ben integrato in famiglia e nel branco, ubbidiente, anche se con riserva. Va d'accordo con i gatti ed è un buon guardiano. Molto affettuoso, ma non lo riesce a dimostrare perché ancora, tutto sommato, non si fida dell'uomo. Certe tare te le porti dietro per sempre. E si è ritagliato un suo spazio personale all'interno dei nostri cuori.

Francesca Degli Schiavi


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