scrivi

Una storia di Tarkish

Sirio & Co. Investigations

Le storie dell'agglomerato

80 visualizzazioni

13 minuti

Pubblicato il 23 giugno 2020 in Thriller/Noir

0

Un mondo distopico.

Un tempo alternativo.

Una realtà cruda ... un investigatore poco ortodosso accompagnato dal suo fido e improbabilissimo cane. Un omicidio che tutto sembra,tranne "ordinaria amministrazione" ed un tomo che "NON dovrebbe stare in un museo"(semi cit).

"Da Betty la battona"..'Allungano il Grog' pensai leggendo l'insegna."Cyber"..'i famosi cyber cocktail....allucinogeni e realtà virtuale per sballarti fino all'alba...forse finito di lavorare ci faccio un salto'

Capitolo 1 : Lo devo staccare quel maledetto telefono!



E notte nell'agglomerato. Questa in particolare ,sembra la più nera degli ultimi anni. Nei vicoli smunti e lugubri del ghetto rimbombano le note di di una malinconica melodia. Poche note,mascherate dall'incessante gocciolare delle grondaie arrugginite. I fumi provenienti dai tombini avvampano le strette viuzze ,inonnandole di un odore tanto acre da bruciare anche l'anima.
Ecco. L'amara cantilena e appena terminata. Un attimo di silenzio poi una voce femminile irrompe nell'aree:
<La voce amica della buia notte,qui Radio Valhalla e questa voce e della vostra Valchiria Eriana!!....ci giungono notizie di disordini nel ghetto....l'istituto di salute continua i controlli a tappeto nel ghetto.5 morti durante una rissa ....dicono che i vigilanti abbiano aperto il fuoco su dei bambini...>>una lunga pausa. Pochi secondi,che sembrarono ore. Un sussulto sul microfono,'Sarebbe troppo per chiunque'.
<Piove,piove ininterrottamente da tre giorni oramai. Gli esperti dicono che per via di una forte concentrazione di sostanze tossiche nell'area sopra l'agglomerato,il fenomeno piovoso continuerà ancora per qualche altro giorno. Si consiglia di evitare lunghe esposizioni.
Per ora e tutto,la vostra Valchiria tornerà all'alba!Buonanotte e ....buona fortuna li fuori! >>.

<Drin!drin!>>il telefono iniziò a squillare rumorosamente. Mi svegliai di soprassalto. Le 2 del mattino.'Iniziamo male'pensai.<Pronto>>risposi svogliato.<Salve,avrei urgenza di parlare col signor Sirio>>la voce di una donna di mezza età,decisa e dai toni squillanti.<Sono io signora...ma l'orario di apertura dell'ufficio e dalle 8 alle..>>non riuscii a finire la frase che venni interrotto <lo so,e mi perdoni se l'ho disturbata a quest'ora del mattino. Ma ogni minuto potrebbe essere prezioso>>un forte senso d'agitazione traspariva dalla voce,che si era fatta tremante.<Mi dica tutto signora....?>>.
<Ah!giusto ,mi scusi. Sono la Signora Carolyn Stephan,moglie del notaio Icarus Stephan>>balzai giù dal letto.
<la chiamo perché mio marito ...e stato assassinato !>>Un brivido freddo mi scosse definitivamente dal mio torpore.<Signora ,ha chiamato i vigilanti?>>chiesi con tono quasi sarcastico. Sapevo già la risposta.<Beh,come potrà immaginare ,preferirei non mettere in mezzo le autorità....preferirei fare le cose in modo più "discreto">>.'Discreto'.Solitamente quella parola era portatrice di guai.
<Capisco. Verrò immediatamente.>>
'E iniziata veramente male' pensai mentre,ancora disteso sul letto,allungai una mano al pacchetto di sigarette sul comodino. Dalle tapparelle ingiallite della camera si intravedeva una flebile luce intermittente. Dalla strada il perpetuo vociare della notte,con le sue mille anime. Mille storie silenziose ogni notte si susseguivano nei vicoli ,nelle polverose e strette vie ammassate del insano borgo. Una profonda boccata alla sigaretta .Eppoi un altra. Ci misi un po prima di trovare il coraggio di alzarmi.
<Muovi il culo pivello!>>il mantra di ogni risveglio ereditato dai tempi della leva nei vigilanti.
Mi mossi lento verso il bagno.
'Sono uno straccio' pensai mentre passavo la mano sulla barba incolta. I lunghi capelli castani contornati da sporadiche ciocche lucenti come l'argento,legati alla bene e meglio da un laccio di stoffa nera.
Sorrisi al ricordare cosa mi disse mia madre all'ultima riunione di famiglia:"Sirio figliolo!hai 34 anni,e abiti in un bilocale nel ghetto ....con un cane....e...il tuo lavoro poi...andarti a immischiare con i criminali...rabbrividisco...quand'è che metterai la testa a posto ?come tuo fratello Orlando o tua sorella Penelope?".
"E lavorare come contabile nell'azienda di famiglia,sposarmi ,avere dei figli e morire di vecchiaia in un letto nell'ospedale cittadino?preferisco entrare nel ghetto a fucile spianato!"risposi all'epoca facendo impallidire la vecchia.


'Equipaggiamento dell'investigatore dei bassi fondi:sigarette,un taccuino ,una macchina fotografica datata quanto la città stessa,un lungo cappotto color verde petrolio macchiato ,strappato e rattoppato in modo fantasioso,occhiali di vetro grezzo per nascondere le occhiaie e la mia magnum,la cara "contessa"'.

Apro la porta della camera ed ecco che vengo assalito. E Baron,un rarissimo esemplare di lupo siberiano addomesticato ,intelligente, sveglio ma testardo. L'unica compagnia in quel lugubre angolo di mondo.
<ehi ehi!Ascolta,devo lavorare...tu fa la guardia da bravo!>>dissi accarezzandogli il muso. Si mise subito accanto alla porta. Non voleva sentir ragioni.<Lo sai che non puoi venire con me!non mi freghi questa volta!>>.
Abbassò le orecchie .Mi si sciolse il cuore come al solito.<Va bene forza!>>.
Salimmo in macchina,e partimmo anche se a fatica,tra qualche scoppiettio e lo stridere del metallo arrugginito.

Ho sempre amato guidare di notte. La fioca luce dei lampioni,i vapori dei tombini...la leggera nebbia che solerte e placida ,si posava sulle fredde vite dei nottambuli.
Un lampo. Il cielo e nuvolo e tenebroso. Oscurità alimentata dalle alte ciminiere della città,che spadroneggiano sull'orizzonte da ovunque si guardi. Riecheggia il rumore delle porte della chiusa cittadina.
Uscendo dai bassi fondi,l'ambientazione piano piano cambia.
Il limbo. Chiamato cosi perché mondo "di mezzo".Da una parte,la desolazione,la povertà. Dall'altra l'accesso alla diga,che precede i piani più ricchi. Un grande anello intermedio,dove l'eroe si mischia alla feccia,li dove la mafia incontra il duro lavoro degli onesti.
Moltitudini di insegne luminose popolano le vie ancora intrise di vita e di gente. I locali sono lungi dal abbassare le saracinesche.
"Da Betty la battona"..'Allungano il Grog' pensai leggendo l'insegna."Cyber"..'i famosi cyber cocktail....allucinogeni e realtà virtuale per sballarti fino all'alba...forse finito di lavorare ci faccio un salto'.
Sfrecciando nelle strade del limbo,ritornai al pensiero al lavoro a cui stavo andando incontro.

Il notaio Icarus Stephan era famoso archivista,amato e benvoluto da tutti per la sua benevolenza verso i più poveri. Grazie a lui infatti,in molti hanno trovato fortuna. Una chiacchiera qui,una chiacchiera lì,e in breve tempo il vecchio Icarus ti faceva fare fortuna!...ed in cambio??..beh prima o poi in vecchio avrebbe trovato il metodo per riscuotere. Un furbacchione di una cinquantina d'anni,un bel pancione tondo. Sempre ben curato e profumato. Portava spesso un panciotto rosicchiato dal tempo,di un color verde pisello. Affabile ma risoluto negli affari. Insomma...chi mai lo avrebbe voluto morto?
Il suo ufficio non era lontano.

Le gallerie commerciali incastonate dentro la chiusa erano probabilmente il punto di ritrovo preferito dai criminali della città. Un labirintico intrigo di claustrofobici corridoi di pietra grezza. E ad ogni angolo si intravedevano locali e localetti,di ogni forma,colore e genere.
<Baron,stammi vicino ed occhi aperti la dentro!>> dissi accarezzandogli il muso. Un ringhio per dire 'conta su di me'.
Mi diressi subito verso l'ufficio del notaio,nel cuore del labirinto. Nonostante fossero a mala pena le 2 e mezzo,le gallerie erano ancora piene di gente,feccia che tentava di raggirare i poveri passanti. Uomini dal fare losco mi scrutavano dagli anfratti più bui.

<Sirio!ehi !amico mio!>>.
Una voce conosciuta. Mi girai ,e tra la marmaglia riconobbi un vecchio amico. Era Zig "mano pesante",uno zingaro del sud chiamato cosi per il suo feticismo smisurato per la polvere da sparo;un trafficante d'armi,nonché ex commilitone in giovane età.

<Ehi Zig!Vecchio mio!ancora respiri?>> chiesi schietto<Sei fortunato che io non abbia ancora stirato le zampe,bestia!>> disse aprendo le braccia. Poi mettendo una mano nella tasca,tirò fuori una piccola scatolina. Porgendomela sussurrò <Proiettili di mia invenzione!tutto quello che devi sapere....>>si avvicino,parlandomi all'orecchio <con ogni probabilità l'effetto sarà alquanto sgradevole alla vista..quindi occhio a non stargli troppo vicino...provali !te li regalo!>>.'Capito,un proiettile di questi e in grado di far esplodere la testa di un rinoceronte corazzato a 30 metri....'pensai soddisfatto. Proprio quello che mi ci voleva per tirarmi su di morale.
Salutai con un cenno,e mi allontanai .

"Studio Notarile Icarus Stephan".Appena poggiato la mano sulla maniglia per entrare,una folata di vento sferzò i stretti corridoi. Un intenso profumo di nocciole mi invase le narici. Mi girai di scatto,e con la coda dell'occhio scorsi una chioma che scompariva dietro l'angolo. Guardai Baron che era già lanciato all'inseguimento.
Scattai come mai in vita mia oltrepassando rapidamente l'angolo.
Rimasi di stucco nel costatare che stavamo inseguendo un fantasma. In quel corridoio appena raggiunto,neppure un ombra. Guardai nuovamente Baron,e lui ricambiava con tono spaesato. Mi abbassai per confortarlo.<Abbi pazienza...tornerà..>>.

Tirai giù la maniglia. La porta era aperta,quindi entrai .L'ambiente era un tipico ufficietto dei sobborghi. Pareti rivestito di legno di noce scalfito dal tempo e dall'umidità. Un pavimento di cotto ingrigito. Qualche pianta,rigorosamente finta,negli angoli. Lampade e quadri adornavano invece la scrivania del notaio,posta nell'angolo accanto al caminetto .A riceverci,la Signora Carolyn .<Prego si accomodi!>>esclamo con somma signorilità. Era una donna magra,molto alta,all'incirca sulla quarantina. I capelli,di un intenso color corvino, finemente acconciati da nobildonna,raccolti in un vistoso chignon. Un paio di occhialini con montatura d'oro. Uno sguardo gentile e un sorriso appena accennato però non bastarono a coprire i segni del tempo. I solchi delle lacrime,gli facevano da cornice per il viso.
<Il cane e il suo?>> disse abbassando lo sguardo austero. Baron sedeva al mio fianco,e per tutto il tempo non aveva emesso un solo gemito.<Si signora,non si preoccupi,e un cane addestrato alle indagini>> dissi col fare più professionale che riuscii a tirare fuori. Non era proprio vero. I lupi siberiani vengono addestrati alla guerra,non alle indagini.'Meglio omettere questo dettaglio' pensai.
<Ora che abbiamo finito i convenevoli,per favore mi dica cosa e successo >> .Si stizzì per un attimo. Poi prese un gran respiro e iniziò a raccontarmi l'accaduto.
<Vede,mio marito era solito far tardi .Ma all'incirca un ora fa sono scesa a controllare >> indicandomi con lo sguardo una piccola porticina semi-nascosta alla mia sinistra. Probabilmente l'accesso agli appartamenti privati.<Non trovandolo neanche in ufficio,continuai a scendere fino alla cantina,che mio marito usava come archivio .....e fu li che.....>>si ammutolì,soffocando un grido disperato. Baron le si avvicino,sedendosi accanto a lei,sfiorandola con il muso.<Ho capito signora,Se permette ,scenderò in cantina>>

Discesi la tortuosa scala a chiocciola fin dentro le fondamenta dell'edificio. L'aria era pesante,intrisa di olezzo rancido e nauseabondo. La temperatura si era abbassata bruscamente.
Mi ritrovai di fronte ad una pesante porta di freddo metallo semi arrugginita .Un forte vibrazione negativa mi percuoteva le ossa. Un inconscio avvertimento che, se fossi stato meno ligio al dovere,o meno pazzo e voglioso di andarmi a cacciare in qualche guaio,avrei sicuramente ascoltato.
Spinsi la pesante porta con tutte le mie forze. Il nauseabondo odore si era fatto accanito,tanto che dovetti sopprimere un amaro rigurgito.
Il macabro spettacolo che mi ritrovai di fronte rimarrà sempre vivido nei miei ricordi.
La fioca luce della lampadina accesa,probabilmente accesa dalla signora qualche ora prima,illuminava un innaturale e freddo ordine. Il corpo del noto archivista era posto nel centro della piccola saletta. Chino sulle ginocchia,mani giunte e testa a terra. Una lancia gli trapassava il collo,andandosi ad incastrare con le scanalature della irregolare pavimentazione in pietra. Nonostante tutto,non una goccia di sangue in giro.
Il puzzo nauseabondo,che sfilava nelle mie narici quasi a volermi suggerire inaudite malvagità,mi rendeva difficile ogni tipo di ragionamento. Presi il mio taccuino,e mio malgrado cominciai ad annotare ogni particolare.

"Icarus Stephan.
Trovato deceduto nello scantinato. Ginocchia a terra,mani giunte e testa chinata. Data la posizione deve aver implorato pietà.
Che l'archivista conoscesse il suo boia?
La probabile causa della morte risulta essere una lancia di ossidiana finemente lavorata,priva di ogni incisione esterna o ornamento alcuno,conficcata nella parte posteriore del collo. Lacerazione della trachea e della giugulare estremamente probabile. "

Mi avvicinai al corpo del archivista,timoroso e attento a non cancellare possibili tracce a terra. Mi chinai,e con ogni probabilità in futuro,mi pentirò di aver guardato aldilà della scena già cosi macabra.

"La vittima ,prima di quella che pare una vera e propria esecuzione,sembra che sia stata marchiata sul torace. Sul petto,lasciato intravedere da uno squarcio del panciotto (n. B assente ogni traccia di sanguinamento)si può chiaramente distinguere un simbolo che sembra marchiato a fuoco. Il simbolo ricorda una stella, leggermente ellittica,con sette raggi che puntano verso l'esterno.
Inoltre,si nota che la lingua della vittima ,appare di un insolito color verdastro. Dello stesso colore i polpastrelli di ambedue le mani. Sui vestiti della vittima si denota un forte odore che ricorda quello dell'ammoniaca."

Mi grattai il capo. Cosa era successo in quel piccolo scantinato?chi l'aveva ridotto cosi?e sopratutto...una morte del genere avrebbe dovuto inondare la piccola stanza del sangue del poveretto eppure,in quello spazio cosi angusto (infatti non erano più di una decina i metri di suolo calpestabile)non una singola goccia o macchia era visibile.
Un particolare venne a galla quando,per scrupolo,iniziai a fotografare la nauseante scena. Sulle scarpe del povero vecchietto ,si trovava una strana,verdognola e putrescente fanghiglia,origine dell'odore preminente che oramai mi era entrato nelle ossa,facendomi girare la testa. Non mossi il corpo,ma frugai le tasche del panciotto. Un sigaro intatto che mi infilai nel cappotto,un accendino con impresse le iniziali I.S e qualche ricevuta di poco conto.
Quando mi rialzai,l'occhio mi cadde sulla piccola scrivania alla mia destra. Sopra,un grande libro aperto. Su di esso,un pennino d'oro .Mi avvicinai e accesi la piccola lampada a muro che sovrastava la piccola scrivania.
Fui colto da una forte e improvvisa paura. Sul grande libro impolverato infatti,vidi parole in linguaggi a me sconosciuti. Marchi e simboli distrattamente disegnati,rappresentazioni di uomini deformi e di strani rituali che,al mio occhio profano,parevano porsi nel mezzo tra leggende antiche e gli esperimenti di un chirurgo impazzito. Sfogliando delicatamente il tomo,pagina dopo pagina,un forte sensazione di paura mista a stupore mi pervase. Pur non capendo una sola parola del libro,che si presentava fin troppo arcaico per i giorni nostri,più sfogliavo e più ne intravedevo i reconditi misteri. Appurando che,ad ogni cambio pagina,un leggerissimo miasma di ammoniaca si elevava nel aree (proprio come quello del panciotto della vittima)decisi che avrei portato il libro via con me in cerca di risposte. Lo misi nella tracolla,incastrandolo un po a forza visto il suo volume .Risalendo la tortuosa strada a chiocciola con passi furiosi,mi ritrovai di nuovo nella sala dove ero stato ricevuto. Baron intanto si era messo di guardia alla donna,che nel frattempo aveva trovato ristoro sulla poltrona del marito. Se ne stava china sulle braccia a rantolare strane ed oscure parole. Più che un bisbiglio,un sussurro nero carico d'odio.
<Signora>> interruppi le sue meditazioni <Ditemi,avete trovato qualcosa???>> tutto d'un tratto si alzo,agitata e ansimante.
<Avrò bisogno di tempo,ma qui ho finito. Immagino che vorrà disporre per la sepoltura...>>.
Non rispose,ma in qualche modo si rasserenò .Fece poi un profondo inchino. Non una parola,eppure in quel suo modo di fare,intravedevo tutti i ringraziamenti più sinceri.
<Baron,andiamo!>>.





Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×