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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Romanzo a Puntate

I 7 - parte 52

20 visualizzazioni

10 minuti

Pubblicato il 17 novembre 2020 in Fantascienza

Tags: #amore #esperimenti #gemelle #mutanti #superpoteri

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Sognoricordo di Valeria. Lunedì 3 Luglio 1961. Settore 17 del Centro, 85 metri sotto la superficie di Semipalatinsk-21 (l’odierna Kurchatov). Valeria e Margaritka si trovavano sedute per terra, abbracciate, in una stanza di sicurezza. La Sintetica dalla pelle bronzea indossava un accappatoio grigio. La Fulva la cingeva abbracciandola da dietro, fungendole da schienale, e tenendo le proprie gambe incrociate sulle sulle sue distese. L’accappatoio della Terza era un po’ largo e non le copriva per bene la scollatura: si notavano le curve leggere ed aggraziate dei suoi piccoli seni.

Poco prima Valeria aveva chiesto uno specchio e glielo portò il Professor Bronislav Romanyshyn in persona, entrando nella stanza piacevolmente stupito di trovare Margaritka così rilassata: accarezzava sorridendo le mani e le braccia di Valeria, che le sussurrava non si sa cosa all’orecchio.

Il professore si mosse con lentezza e parlò con un tono calmo e a volume basso: -Ho voluto portare io lo specchio, perché questa cosa non me la volevo proprio vedere...-

-Beh, ma c’è la telecamera...- rispose prontamente Lentiggini, indicando con un movimento della testa il dispositivo un po’ ingombrante attaccato proprio al centro del soffitto e capace di ruotare di 360 gradi.

-No: dovevo vederla dal vivo...-

Rita guardò interrogativa il Professore ed un istante dopo aggrottò le sopracciglia e stava per mostrargli i denti quando Valeria le sussurrò un semplice “no” all’orecchio, e quella lasciò immediatamente perdere.

Bronislav si complimentò con la Redhead per essersi fatta intendere subito.

-Credo che lo Zar e Rita siano stati molto fortunati a potersi attivare e vedere subito me...-

-Sempre modesta...-

-No, non mi hai capita! E’ che hanno avuto un imprinting: si sono attivati e come prima cosa hanno visto e interagito con la creatura da cui derivano! Io mi sono ritrovata in mezzo ai Nazisti, e non erano esattamente gentilissimi e comprensivi...-

-Ma questa signorina abbronzata ha fatto volare te e lo Zar per la Camera Sepolcrale come in un cartone animato!-

-Si è spaventata per la voce dagli altoparlanti e perché ho incautamente provato troppo presto a tirarla fuori dalla capsula. Puro istinto...ma ora puoi vedere quanto sia tranquilla e quanto già riesca a comprendere. Francamente mi sarebbe piaciuto ritrovarmi ad essere coccolata da un essere della mia stessa specie, poco dopo l’attivazione...- finito il discorso toccò la punta del nasino a Rita, che era davvero molto serena addosso a lei, e sorrise.

Bronislav passò alla Regina delle wunderwaffen lo specchio, dandoglielo al contrario in modo che alla nuova arrivata non venisse bruciata la sorpresa.

Era stato preso di corsa da uno dei bagni, quindi aveva buone dimensioni: Valeria lo resse con le mani di fronte a loro e le parlò sempre in modo dolcissimo: -Vuoi vedere come sei fatta, Margaritka? Vuoi vedere come ci somigliamo? Aspetta...guarda-

Girò lo specchio dalla parte riflettente, e Rita sgranò gli occhi quando vide apparire in quello strano affare un’altra Valeria ed un'altra creatura!

-Sei tu: è Margaritka! Quella sei tu, tesoro!!!-

Quella mostrò i denti alla fanciulla dalla pelle ambrata che la guardava negli occhi, e rimase spiazzata perché anche quella ovviamente lo fece...allora guardò Valeria e di nuovo lo specchio: si rese conto di essere lei l’altra ragazza e si lasciò andare ad un mugolio piuttosto stupito.

Si toccò il viso ed i capelli senza mai togliere gli occhi dallo specchio, poi si spalancò l’accappatoio e continuò ad osservarsi in modo positivamente meravigliato.

Il Professore osservava in un angolo, molto colpito, e umoristicamente fece notare alla Sintetica dalla maestosa chioma rossa: -Si vede che ha il tuo stesso DNA: pare essere estremamente narcisista come te!-

-Ma insomma: ci avete fatte bellissime e criticate il fatto che ci piacciamo??? Anche lo Zar si piace un sacco, perchè anche lui è bellissimo...-

-Scherzavo, permalosa: se fossi lo Zar sarei esageratamente narcisista pure io...e se fossi una di voi due passerei le giornate a toccarmi...-

-PROFESSORE!!!!!!- lo redarguì scherzosamente la rossa, ridendo ma chiudendo per bene l’accappatoio della compagna che, naturalmente, non poteva conoscere ancora cose come il pudore.

-Lasciando da parte questi discorsi, che è meglio, l’ottima idea che hai avuto riguardo all’utilizzo di uno specchio continueremo ad usarla: è giusto che un soggetto si renda conto di com’è fatto il prima possibile! Tu quando ti sei vista?-

Mentre Margaritka iniziava a muovere le mani vicino allo specchio e poi a fare strane smorfie, Lerunia ci pensò su un istante e raccontò brevemente: -Alla fine del primo giorno, quando mi hanno portata in camera e mi ci hanno chiusa dentro, dopo una giornata di test ed esperimenti. Non mi avevano nemmeno detto cosa fosse quella cosa e mi sono anche impaurita quando mi sono vista; ma poi ho capito che ero io...non dimenticherò mai quella sensazione! Anche “Caffèlatte” non scorderà mai la prima volta che si è vista allo specchio, e per lei sarà un ricordo piacevole al 100%!-


Rita si sollevò un po’ per mettere il proprio viso accanto in modo preciso a quello di Valeria e poi, dopo un’espressione stupefatta, esclamò: -Valeria...Margaritka!!!-

-Sì, esatto! Siamo noi...sì: siamo simili! Ci assomigliamo tantissimo! Hai notato quanto siamo simili, brava!!!-

-Simili???- ripetè in forma interrogativa, storgendo la testa da un lato in modo irresistibile.

-Sì, siamo quasi gemelle...-

-Gemelle!- ripetè lei con convinzione, come se avesse compreso alla perfezione il significato della parola e pure la sua etimologia.

Sorridendo e mordicchiandosi la lingua, la Fulva sentenziò: -E siamo meravigliose. Bellissime...-

-Bellissime….- ripetè nuovamente Rita, con quel tono di voce più basso del suo che Valeria iniziava a trovare eccessivamente sexy, e iniziava a dire il vero anche a stupirsi di trovare cose sexy ed eccitanti perché non le era mai capitato seriamente fino a quel giorno…

Chiese al Professore, con tono bambinesco, se fosse vero che erano bellissime e lui, avvicinandosi un po’, annuì e rispose: -Certo: siete entrambe davvero bellissime. Ciao Margaritka, io sono...-

-Professore- replicò prontissima e convintissima lei, senza farlo finire.

-Esatto!!-

Rita tornò ad accarezzarsi il viso osservandosi allo specchio, per poi fare lo stesso con quello di Valeria: era decisamente molto intrippata.

La Fulva le dette un bacio su una guancia e lei sorrise per poi ricambiare 3 volte.

Romanyshyn si rivolse alla creazione Nazista che stava permettendo ai Sovietici di tirar su una nuova razza di esseri potentissimi: -Io vi lascio sole: non è il caso di disturbare Margaritka ancora, visto che è attiva da pochissimo… Sono davvero colpito di come abbiate subito legato: siete davvero dolcissime assieme! Apprezzo molto quanto hai fatto per far ambientare lo Zar e adesso lei...-

-Vedrà che, entro due settimane, i ruoli si invertiranno e sarà lei ad occuparsi di me...-

-Non vedi l’ora, eh???- e le fece una carezza sulla testa, per poi fare la stessa cosa con la nuova arrivata che rispose sorridendogli.

Sia la diafana che la mulatta, quando sorridevano, mettevano involontariamente in mostra i lunghi canini: i loro sorrisi erano molto affascinanti. Richiudendo le labbra poteva capitare che una di quelle affilate zannine restasse esposta facesse capolino, e accadde in quel frangente per la Terza.

-Oh...- mormorò ammaliata la Rossa che toccò il labbro inferiore della quasi gemella con l’indice destro, in modo che quel canino birichino svanisse dalla vista.

Anche i canini dello Zar erano più lunghi rispetto ai Sapiens, ma più corti delle sue simili di sesso femminile.


-Grazie dei complimenti, Professore. Potrebbe farle portare dei vestiti? Più tardi pensavo che sarebbe figo farle scoprire il cibo e non può stare con questo accappatoio per sempre...-

-I vestiti arrivano subito ed ottima idea quella del cibo! Faccio subito preparare qualcosa di speciale: dobbiamo festeggiare Margaritka come si deve!!! Vuoi farla mangiare qui o comunque in una stanza un po’ appartata?-

-No no: sarà tranquilla anche in mensa… Le piacerà un sacco, ne sono convinta!-

-Ok, allora ci vediamo dopo-


Quando fu alla porta, Lentiggini lo richiamò: -Hum...professore?-

-Dimmi, tesoro...- (la chiamava molto spesso “dorogaya”, l’equivalente di “tesoro”)

-Margaritka mi piace!-

-Ne sono felice!-

-No no, mi piace davvero!-

-Ti somiglia molto e tu ti piaci davvero tanto, quindi era abbastanza ovvia come cosa...-

-Professore...mi piace in quel senso!-

-Oh...- fece lui e si riavvicinò, incuriosito.

Valeria non era più la ragazza ingenua e senza malizia che Giselmar aveva disegnato discinta ed in una posa del tutto involontariamente sexy... A quel tempo già sapeva tutto su cose come attrazione, sesso ed amore perchè il Professore in persona le aveva spiegato più o meno tutto ed era abituata a parlare con lui senza imbarazzo e infatti, appena il Direttore del Centro si fu seduto accanto alle due Sintetiche, quella con la criniera vermiglia descrisse:

-Sono attratta sessualmente da lei: l’ho capito praticamente subito...-

-Ne sei proprio certa?-

Margaritka osservava Valeria ed il Professore con estrema curiosità e La Prima le sorrise, le accarezzò la punta del nasino e poi rispose a lui: -Sicurissima!!! Mi ricordo quando mi ha spiegato i sintomi dell’eccitazione: la mia memoria è infallibile!!! I sintomi ci sono tutti...oh sì...-

-E che effetto ti fa questa cosa?-

-Beh...non me l’aspettavo. Sono arrivata ad essere convinta che gli esseri come me probabilmente non potevano provare cose come attrazione ed eccitazione e francamente non ci pensavo più… E’ strano, è molto forte...sono sensazioni davvero molto forti...mi sento calda!!!-

-Ah...wow...quindi ti piacciono le femmine?-

-Non lo so. Mi piace lei. Mi piace tanto...lei mi piace davvero tanto, cazzo-

Le accarezzò la criniera, mentre Margaritka teneva la propria testa girata in modo quasi grottesco per poter osservare entrambi, senza cambiare la sua comoda posizione.

-E’ la prima volta, da quando sei stata creata, che provi attrazione! Festeggeremo anche questo, a cena...-

La Regina delle Wunderwaffen rivolse un faccino un po’ preoccupato a Romanyshyn: in quel momento non sembrava né una Regina né tantomeno una wunderwaffe, ma solo una giovane ragazza che chiedeva attenzioni. Un po’ titubante si spiegò: -Vorrei dei consigli: possiamo fare una delle nostre chiacchierate? Io non so cosa fare: queste sono cose che conoscevo solo in via del tutto teorica! E poi...quindi...quindi non è un male? E’ un problema se sono capace di provare attrazione?-.

I film e le serie tv hanno creato un certo immaginario dell’Unione Sovietica e dei personaggi di un certo potere ed una certa elevatezza nella scala gerarchica ma, pur essendo il Professor Bronislav Romanyshyn uno di questi nonché uno scienzato a capo di un progetto top secret che avrebbe potuto cambiare per sempre il corso della Storia, era un’ottima persona.

Non era un violento, non era un sadico, non aveva mai trattato male Valeria e nemmeno le persone che lavoravano nel Centro. Con la piccola Sintetica diafana si era sempre comportato con gentilezza e pazienza, cercando di insegnarle più cose possibile e rispondendo ad ogni sua curiosità. La considerava “la cosa più vicina ad una Divinità che fosse mai esistita” e la rispettava profondamente e, al contempo, la vedeva un po’ come la figlia che non aveva mai avuto. Non poteva dire che l’aveva vista crescere perché ovviamente la Fulva non era cambiata minimamente di aspetto, ma aveva appreso tanto ed era venuto fuori il suo lato decisamente sopra le righe. Valeria era abituata a fare lunghe conversazioni col Professore e lui l’aveva decisamente viziata, arrivando ad interrompere importanti esperimenti o telefonate con potentissimi membri del Governo per qualche sua richiesta magari futile...

Bronislav Romanyshyn si sedette sul pavimento, accanto a Valeria, appoggiando pure lui la schiena contro la parete. La Fulva, senza smettere di accarezzare e coccolare Margaritka, appoggiò la testa alla spalla sinistra di quella che era la figura di massima importanza in quella struttura.

-Non è assolutamente negativo che tu provi attrazione...anzi: sono davvero molto felice. Avanti, dorogaya, dimmi tutto e chiedimi quello che vuoi...-

-Non è un po’ strano che io ti parli di quanto mi attragga Rita, mentre Rita è addosso a me e la coccolo?-

-Per adesso dubito che riuscirà a comprendere quello che diremo… Molto probabilmente percepirà che stiamo parlando di lei, ma come potrebbe capire un concetto come l’attrazione poco dopo essere stata attivata? Non preoccuparti...-

CONTINUA...


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