scrivi

Una storia di Nicolo9

LA MIA  FAVOLA  2

La storia del piccolo calabrone

918 visualizzazioni

6 minuti

Pubblicato il 01 maggio 2020 in Fiabe

0

Ognuno di noi è forte per come è...
Ognuno di noi è forte per come è...

C’era una volta un bel giardino dove abitavano molti animali e due bambini. Ai bambini era proibito entrare nelle piante degli animali e agli animali era proibito entrare nel giardino dei bambini.

Il villaggio degli animali era un vero paradiso: case di foglie di vari colori, negozi dove vendevano fiori, miele e il calabroncupcake, una prelibatezza fatta di miele e di polline, il cibo più buono del villaggio, grattacieli fatti di corteccia di alberi con un soffitto talmente alto che poteva toccare le nuvole.

Però l’edificio più bello e grande era il palazzo del Re, ricoperto di mille colori dove si estendeva una grande cascata, il palazzo più bello dove poter vivere. Le abitazioni erano fatte anche di fiori colorati. Sembrava New York con mille colori e luci.

La festività più importante era una cerimonia, che si svolgeva la domenica, quando i fiori si illuminavano e tutti ballavano canzoni e si divertivano.

Il Re usciva dal suo imponente castello e iniziava a festeggiare insieme a tutti.

In cielo esplodevano i fuochi d’artificio e si aprivano i cancelli dove all’interno c’erano le giostre.

Tutti erano sempre felici e contenti, ma un piccolo calabrone era sempre scontento.

Il suo desiderio era di diventare una guardia per difendere il suo villaggio perché da piccolino aveva visto una guardia pungere quei bambini. Il problema è che non faceva per niente paura. Era piccolo, aveva circa 9 anni, quindi non aveva ancora la capacità di volare.

Il piccolo calabrone abitava in una piccola casetta isolata, ricoperta di fiori colorati, che si trovava al confine del villaggio .

Quando girava nel villaggio tutti lo prendevano in giro. Si sentiva stanco di essere trattato in quel modo, perciò decise di andare dal Re per chiedergli se poteva diventare una guardia e così realizzare il suo sogno.

Si domandava come avrebbe fatto a superare tutte le guardie che si trovavano vicino al castello del Re.

Come previsto, le guardie non lo fecero entrare. Lui non si diede per vinto, e visto che il padre gli aveva insegnato vari trucchi per diventare agile, anche se non sapeva volare, decise di escogitare un piano. Posizionò dei calabroncupcake sul prato come trappola, aspettò in silenzio dietro un cespuglio, qualche minuto dopo le guardie iniziarono a gustarselo leccandosi i baffi .

Si chiedevano da dove fosse spuntata quella prelibatezza…

< Cosa è stato ?> chiese la prima guardia,

<non lo so , forse il vento > disse la seconda guardia.

Il piccolo calabrone non riusciva a smettere di ridere. Alla fine decise che sarebbe stato meglio filarsela a gambe levate in direzione del castello. Lì trovò il Re, seduto sul suo imponente trono, che stava domandando a tutte le guardie chi era quel mini visitatore.

Il Re era molto buffo , aveva un mantello rosso porpora e un cappello verde scuro, i due colori che più dominavano il villaggio.

Il calabrone balbettando dalla paura disse: < sono un piccolo calabrone venuto per chiederti di diventare una guardia per proteggere il nostro villaggio>. Dopo queste parole il Re scoppiò a ridere come se avesse visto un pagliaccio.

< Tu, il più piccoletto calabrone del villaggio vorresti diventare chi ?> disse ridacchiando il Re,

<... una guardia >rispose il calabrone pieno di orgoglio.

< Ma sei impazzito, vorresti diventare un protettore del villaggio se neanche sai volare ! Per spaventare chi? Un fiore? . > Si rivolse al calabrone ridacchiando con un ghigno malevolo ma sempre ridendo . < Anche io posso esse……. > e una guardia gli tappò la bocca . < Ma tu come ti permetti di rivolgerti così al Re, guardie, mandate via questo mini visitatore dal mio imponente castello >disse il Re e le guardie portarono via il piccolo calabrone fuori dal castello.

<Ehi guardie, un giorno diventerò come voi! > Rispose il piccolo calabrone molto sicuro di se.

Il piccolo calabrone tornò nella sua piccola casa isolata dispiaciuto e si tuffò nel letto.

Aveva la camera ricoperta di libri sulle guardie, poster sulle guardie, tutto sulle guardie.

Si mise a leggere un libro su come diventare forti.

Arrivò il padre che gli disse < Ehi figliolo cosa ti succede ?> < Mi sento triste papà > disse il calabrone ,< tutti si prendono gioco di me , persino il Re, sono andato nel suo castello e lui non mi ha ascoltato > <Aspetta , come hai fatto a superare le guardie ?> E senza ulteriore indugio il piccolo calabrone tirò fuori dalla tasca il calabroncupcake con un sorriso. < sei un calabrone davvero furbo ! > Esclamò per rassicurare il figlio. Poi guardò il libro che stava leggendo. <Non hai bisogno di questi libri> disse il padre. < Tu devi ricordati che la forza di una persona viene dal cuore, dal coraggio e dall’astuzia , e poi tu sei il calabrone più agile e furbo che conosca > disse il padre con un bellissimo sorriso. < Lo so papà , me lo hai detto moltissime volte .>

Ogni giorno il piccolo calabrone continuava a pensare alle parole del padre. Mentre si incamminava nel villaggio verso casa sua vide un cartello , che diceva : “Chiunque di voi , calabroni , vuole diventare una guardia potrà partecipare alla sfida per spaventare i bambini del giardino. Il vostro Re. “

Il calabrone , tutto emozionato si preparò per il gran giorno .

Il gran giorno arrivò. Una grandissima fila di calabroni si trovava davanti all’ uscita del villaggio. Il Re augurò l’inizio della sfida tagliando la corda con le calabronforbici, delle forbici fatte di foglie. Il piccolo calabrone era l’ultimo della fila e non stava più nella pelle per il desiderio di partecipare alla sfida . Ad un certo punto vide la sua famiglia che stava esultando per lui. Pieno di orgoglio il piccolo calabrone, decise di non deluderli e gli promise che avrebbe vinto e che tutti loro sarebbero andati a vivere nel castello del Re.

Molti calabroni fallirono cercando di pungere i bambini: il primo colpito con un colpo di scopa, il secondo con lo skateboard, il terzo con una pallonata …… e così via . Toccò al piccolo calabrone. Decise rispetto agli altri di non pungere i bambini . Era piccolo perciò si mimetizzò sotto l’erba, salì sulla corda dell’altalena e fece una cosa che nessuno si aspettava, anziché pungere i bambini si posò sulla mano del bambino più grande. Il bambino capì che il piccolo calabrone non gli avrebbe mai fatto del male. Da quel giorno i bambini non disturbarono più il villaggio dei calabroni.

Il piccolo calabrone venne premiato per il suo bellissimo gesto e diventò il primo ufficiale del Re , perché aveva dimostrato a tutti che anziché utilizzare la forza fisica era riuscito con l’astuzia a salvare il proprio villaggio e ad eliminare la diffidenza fra bambini e calabroni.

THE END

Nicolò 9 anni



Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×