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Una storia di Naomi7

Questa storia è presente nel magazine Anna e Dante

Anna e Dante

due ragazzi e un amore che durerà per sempre

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4 minuti

Pubblicato il 11 settembre 2020 in Storie d’amore

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Anna Martini, diciassette anni, viveva lungo il perimetro della città di Bergamo. Suo padre era morto tre anni prima e lei, con la madre, aveva deciso di trasferirsi lì, per cambiare aria. All'inizio il trasferimento non le fece molto effetto. Continuava a pensare a Giacomo Martini, ricordava con dolore tutte quelle belle giornate in cui entrambi si sedevano al tavolo e si mettevano a giocare a carte per ore e ore. E Bergamo non le sembrava proprio una gran bella città. Dai racconti che aveva letto, invece, sembrava affascinante. In realtà, c'erano solo alcuni musei qua e là - Anna li trovava noiosi - e poche piazze che alla ragazza non interessavano. Per fortuna, sua madre aveva accettato di continuare a lasciarle frequentare il liceo di Milano, dove la giovane aveva molti amici e si sentiva a suo agio. Poi, però, tutta la sua vita venne sconvolta... Arrivò Dante Costa, un ragazzo di campagna taciturno e solitario. I suoi grandi e penetranti occhi azzurri - che ti scavavano giù, sempre più giù, fino alle parti più remote e nascoste del tuo corpo - avevano stregato Anna fin da subito. Ma per chiarire ogni dettaglio è necessario partire dal principio...


La nostra storia ha inizio il 3 aprile 2007, esattamente nella casa di Anna. Allora lei stava facendo i compiti nella sua stanza, al terzo piano, con la porta ben chiusa, per attutire anche il più piccolo rumore. Sullo schermo luminoso del computer c'era scritto a caratteri cubitali: "ANDATE NEL VOSTRO NEGOZIO PREFERITO E DESCRIVETELO." Il negozio preferito di Anna, dunque, era Point Girl, un posto molto chic del centro, in cui lei e la migliore amica Zara - diciotto anni a novembre, africana - andavano spesso a comparsi i vestiti. Quel giorno doveva essere certamente aperto, perché erano stati lanciati i saldi. Anna prese un taccuino e una penna, se li ficcò in una borsa di pelle nera che aveva lasciato sull'appendiabiti e si diresse in soggiorno, dove Natalia Martini si stava guardando un film con Johnny Depp sul divano. Erano questi gli effetti che le faceva il dolore per la perdita del marito.

- Ciao, ma' - le disse Anna, - io esco.

- Ti vedi con Zara? - La donna distolse gli occhi dalla televisione.

- No, affatto. Devo solo fare una cosa. - La ragazza sapeva che la madre non avrebbe indugiato oltre, era fatta così e si fidava tanto della figlia.

- Va bene, torna entro le sette.

- Sarà solo una questione di pochi minuti. - Era vero. Infatti Anna doveva scrivere un tema, ma, considerando che da grande voleva fare la scrittrice e aveva un enorme talento nel campo della scrittura, ci avrebbe messo piuttosto poco tempo. Si mise una felpa leggera - nonostante mancassero solo due mesi all'estate, fuori faceva ancora molto freddo - e uscì. Una folata di vento gelido le investì il volto. Sbuffò e corse in quell'intreccio di strade e vicoli che ormai erano parte di lei. Tutto era perfettamente deserto, in giro non c'era anima viva. Si sentivano solo gli uccelli cantare note acute e lo scorrere incessante di alcune fontane lì vicino. Alla fine, Anna si fermò e vide Point Girl. L'esterno era dipinto di rosa e azzurro, con tanto di alcune nuvolette bianche a forma di zucchero filato. Sorrise fra sé e sé e spinse la porta. L'interno, come lei ben ricordava, era molto diverso da fuori. Delle lunghe file di magliette, maglioni, giacche, pantaloni e pantaloncini e delle pareti monotone, tutte grigie e spente. Anna si girò e vide una commessa - capelli neri, occhi verdi e naso all'insù - che la guardava da dietro gli occhialetti rotondi.

- Desidera qualcosa, signorina? - Il suo tono di voce era gentile e dolce, nonostante l'aspetto serio e autoritario.

- No, grazie. Devo fare, tipo, una ricerca.

- Su questo negozio?

- Sì. Per la scuola - aggiunse la ragazza, come se avesse paura di essere denunciata, perché era entrata in un posto in cui non voleva comprare niente.

La commessa annuì.

- Va bene. Fai quello che devi fare. Ma sbrigati, altrimenti dovrò mandarti via, perché non sei una cliente. - I suoi bellissimi orecchini d'argento, a forma di conchiglia, tintinnarono debolmente. Anna prese il taccuino e la penna e iniziò a scrivere il più veloce possibile. La sua scrittura, come al solito, risultò essere splendida.

"Il mio negozio preferito si chiama Point Girl" scrisse, "e si trova proprio al centro di Bergamo. L'edificio è di forma leggermente squadrata, ma è molto accogliente. Ci sono file e file di bellissimi abiti di ogni forma e colore..." All'improvviso si interruppe. Era appena arrivato qualcuno. E non uno qualunque. Un ragazzo, né alto né basso, né grasso né magro e, soprattutto, bellissimo.



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