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Una storia di angelaaniello

La vita:un'indagine continua all'incrocio di ogni incontro!

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3 minuti

Pubblicato il 21 febbraio 2019 in Recensioni

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Nella matassa delle parole il filo incrociato avvince il lettore e lo prende per mano senza mai lasciarlo.

Nella matassa della vita ogni incrocio diviene incontro e spiraglio di un altrove da ricercare, da recuperare o da dimenticare. Ma il passato tesse abilmente la sua trama incidendo profondamente il presente.

Ed è così che il protagonista, l'ispettore Andrea Pantaleo e il suo fidato collaboratore Lomonaco appassionano e trascinano nelle loro indagini meticolose e ad ampio respiro.

Claudio Calabrese, ingegnere con all'attivo numerose pubblicazioni, autore del giallo "Il filo incrociato" usa sapientemente le descrizioni per ampliare le storie e incastrare i personaggi delineati con piglio deciso.

L'ispettore Andrea, cresciuto in un collegio e molto legato alla nonna Sofia che lo conosce meglio di chiunque altro, ha una personalità forte, autentica, pronta a rischiare la pelle pur di giungere alla verità dell'inchiesta. Oltre ai genitori ha perso anche l'amore della sua vita, Katia, che non riesce a dimenticare e chiude il cuore all'amore.

Il senso di colpa opprime, i ricordi offuscano gli occhi di lacrime in più di una occasione, ma il bisogno di rimanere attaccato alla vita, di aiutare chi ha bisogno di giustizia, sono uno sprone a fare sempre meglio.

Lomonaco è un amico fidato, un confidente prezioso, un supporto valido nelle ricerche, Lomonaco e i cappuccini bollenti offerti per stemperare la tensione, per alleggerire la malinconia.

Intorno un ,microcosmo di vite legate l'una all'altra da un filo invisibile, quello della morte che aleggia cupa e silente, agguantando la vittima senza lasciare scampo.

Marco Crioli, Caterina Ferri, Elisabetta Ferri, Katia Novacec, il gip Crioli, Isabel Crioli. La partita da giocare è dura e dietro tutto c'è la progettazione di una mente lucida nella sua follia in grado di plasmare, manipolare.

Fanculo alla vita che condanna, fanculo all'efferatezza, alla menzogna che affila gli artigli pur di arrivare allo scopo.

Oltre tutto le meravigliose descrizioni di paesaggi e ambienti: qui lo stile s'impenna e tocca il cuore e si fa poesia. Quasi ci si dimentica per un attimo del serial Killer, del noir predominante quando la bellezza spalanca la sua essenza in profumi, aromi, cieli tersi, sprazzi di mare e sole, ville d'alto pregio artistico.

Questa alternanza crea equilibrio nella narrazione e, se la vita non è affatto semplice, merita tuttavia di essere stretta nelle sue inaspettate rivelazioni.

A volte a disturbare sono i rumori esterni, altre i brusii interiori, altre le afose mattine che non danno tregua.

Basta una minuzia o un dettaglio a chiarire efficacemente l'insieme anche se subdolo striscia il morso del veleno perpetrato.

L'ironia e la sfacciataggine sono la chiave per superare ogni imbarazzo: ci si arrampica alla verità come su scogli affioranti a pelo d'acqua, si punta dritto contro la morte perché serve il coraggio della scoperta a svelare il volto dell'assassino.

Il fruscio di sottofondo che segue il silenzio è l'imput che rimescola le carte avvallando ogni supposizione e quelli che all'inizio apparivano semplici incidenti si rivelano terribili e premeditati assassinii.

Qual è la stranezza?

Il crollo degli affetti cui non si è mai preparati, l'assurdo delirio di chi prova piacere nell'addestrare alla morte, il greve respiro di chi non regge dinanzi a pesi troppo grandi, la debolezza di chi scandisce bene la sua fragilità.

Colpisce lo spaccato d'umanità che emerge dalla narrazione dal ritmo crescente: ci sono tanti disagi inespressi da cogliere e curare ed è lì che il male s'innesta aggravando.

Non ho letto la prima indagine e sicuramente lo farò ma attendo con altrettanta curiosità il sequel della terza indagine già accennata nel finale.

Consiglio vivamente a tutti questa intrigante lettura, alla fine ci si affeziona all'Ispettore Andrea e alle sue indagini.


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