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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Racconto ad episodi

I 7 - parte 36

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11 minuti

Pubblicato il 23 maggio 2020 in Avventura

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La Fulva lo pregò di farla finita, ma George rincarò la dose: -Ha ragione Maggie! Avanti: facci vedere quanto sei cattiva!!! Mostralo a noi, mostralo a te stessa, dammi la prova che la ragazza che ti ama, Giselmar ed io ci sbagliavamo!!!-

-SMETTILA SUBITO!!!!!- strillò “crinerona rossa”, mostrando i denti e puntandogli contro uno sguardo che incuteva davvero timore!!!

Diversi tra i presenti misero istintivamente mano al portachiave col pulsante rosso che portavano con se’ e George tirò fuori il suo, mostrandolo a Valeria e appoggiando il dito sul tasto.

-Dai, fa qualcosa!-

-Si può sapere perchè dovrei????- rispose con foga e con i 4 canini ancora estesi per metà della loro possibile lunghezza. Il suo respiro era accellerato, i muscoli in tiro: pareva sul punto di spiccare un balzo verso il capo di quella specie di congrega di Sintetici e se l’obbiettivo di George era quello di farla innervosire ci era riuscito in pieno. Tutti la continuavano a fissare con insistenza e, visti i suoi sensi ipersviluppati, percepì paura in praticamente ognuno di loro. Qualcuno era mediamente spaventato, alcuni realmente terrorizzati: il povero Tino, che l’aveva vista azzannare Nasodapugile e era stato salvato al momento giusto da George in persona perché altrimenti avrebbe fatto la stessa fine, stava tremando. Gli unici che non provavano minimamente paura erano naturalmente Rita (anche volendo Valeria non avrebbe potuto minimamente danneggiarla), George e una sorprendente Xue che, infatti, non stava considerando minimamente il proprio pulsante, ma era molto presa da quella scena.

-Non fai niente perché sai che ti sederò o lo farà qualcun altro, o perché non hai il minimo istinto omicida o comunque negativo verso di noi????- fu l’ennesima domanda che le fece Lansing.

La Regina delle wunderwaffen rivolse lo sguardo a Rita, a cui sorrise rinfoderando i denti.

Sospirò e mostrò un’espressione nuovamente calma e rilassata a tutti quanti, ponendo le mani avanti e rassicurandoli così: -Scusatemi! Sento che molti di voi sono spaventati, ma vi giuro che non voglio fare del male a nessuno. Lo giuro, sul serio. Non cagatevi sotto solo se mostro i denti e soffio, anche perché mi viene istintivo e lo faccio decisamente molto spesso! Se me li hanno messi e non posso sbranarci gente di continuo fatemeli almeno usare come deterrente e come sfogo: scarica molta tensione far scattare i canini e soffiare…-

Dopo che Margaritka le ebbe rivolto un labiale piuttosto volgare, naturalmente collegato a quanto la trovasse irresistibile quando sfoderava i canini e soffiava (in realtà non soffiava molto spesso: generalmente si limitava a mostrarli), Valeria riprese: -Non ho la minima voglia di nuocervi e nemmeno di provare a farlo...e ripeto ancora una volta che mi dispiace per quello che ho fatto al vostro compagno Raffaello… Forse...forse hai ragione davvero, George! Tu e Ritochka avete Ragione… Forse non sono così cattiva, o perlomeno voglio essere buona! Non ho certo paura che mi sediate per un’oretta: NON FACCIO NULLA PERCHE’ DAVVERO NON VOGLIO FAR DEL MALE A NESSUNO DEI PRESENTI. Oddio...è bellissimo dirlo!!!!!-

Totalmente inaspettato arrivò il colpo di teatro dell’Illusore che iniziò a premere ripetutamente il tasto del suo piccolo telecomando.

Valeria spalancò gli occhioni in segno di stupore, aspettandosi di percepire il super ago dell’autoiniettore che scattava all’interno della sua coscia e di perdere rapidamente i sensi, ma non accadde nulla.

Il capo della misteriosa base si rivolse platealmente a tutti i presenti: -Avanti, premete quei cazzo di pulsanti...forza! Non sono collegati a niente!!!!! Non lo sono mai stati!!! Nessuno di questi portachiavi cinesi da due soldi comanda un bel niente, e nell’autoiniettore della pallida fanciulla qui presente c’è solamente soluzione fisiologica!!!!!-. Aggiunse che, anche se fosse stato pieno di sedativo per elefanti, non avrebbe avuto la forza di penetrare nemmeno quella piccola porzione del suo corpo dove l’epidermide era un po’ meno resistente, perché per farlo ci voleva grande forza fisica da distanza ravvicinata o un bel fucile che sparasse un dardo di una lega molto forte.

Rita infilò le mani sotto alla gonna di Valeria (che reagì con una faccia meravigliata e un minimo allarmata) e le tirò giù il tutore e afferrò l’autoiniettore, che appoggiò sul tavolo. La ragazza alzò un istante il piede destro e la sua quasi gemella raccolse anche la fascia elastica.

-Tu sei completamente scemo… Chi era al corrente che tutta questa faccenda del “dispositivo di sicurezza” fosse una minchiata??- -Solo Maggie- -Voi due siete due coglioni!!! Avrei potuto uccidervi tutti!!!!-. La sua simile “abbronzata” fece no con l’indice sinistro e ricordò che anche lei era impossibile da ammazzare, mentre George rispondeva: -Non lo avresti fatto, perché tu sei buona!!!-

Tino si alzò dal suo posto ed esclamò con stizza: -Ma cazzo, George!!!! Hai passato un sacco di tempo a dirci che Valeria era cattiva!!!! Ci hai messo un sacco di paura su di lei!!! Si può sapere che senso aveva tutto questo??-

-Porco Tensing, è verissimo!!!!- lo supportò Lentiggini in persona, annuendo in modo vistoso verso il bel siciliano di origine normanna e puntando il ditino accusatore verso uno dei pochi sintetici che non derivava da lei (Lansing): -Nell’episodio 17, quando Tino e l’ora defunto Nasodapugile sono venuti a provare a sedarmi, hai ripetuto un sacco di volte quanto io fossi cattiva!!!!-

-Perchè in quell’occasione lo eri davvero!!!! Eri appena arrivata, eri incazzata nera, praticamente fuori controllo! Eri molto, molto, mooooltooo pericolosa!!! Non ho mai detto a nessuno di loro, tranne a Maggie, che cosa realmente pensavo di te perché ipotizzavo che il tuo ambientamento qui sarebbe stato molto problematico! Alla fine hai superato anche le mie più rosee aspettative, perché sono passati solo due giorni dal tuo arrivo! Pensavo che saresti rimasta ostile per settimane!!! Eravamo preparati a perdere parecchi uomini, e ad un periodo tremendo!!!-


Come se fosse sfinita, Valeria si lasciò cadere sulla sedia che aveva occupato durante la colazione. Rimase in silenzio per qualche secondo, per poi ammettere con un sorriso disturbato: -Quindi io sono fondamentalmente davvero buona...e lo sei tu e ovviamente lo sono anche tutti loro...-

-Esatto-

-Si può sapere PER QUALE STRACAZZO DI MOTIVO sei venuto a rapirmi al Casale mettendo su tutto quel trip, e comportandoti come un classico “villain”?- -Perchè dovevo farti incazzare in modo che fossi tu a mettere fuori combattimento lo Zar e tutti gli altri: io non avrei potuto niente contro nessuno di loro, in gruppo...e non era il caso di dirti subito la verità e provare a farti ragionare!- -E non era neppure il caso di dirmelo subito una volta che ho ripreso i sensi in quella stanzina di cemento, sorvegliata dal povero Alvaro qui presente??-

George si alzò e lasciò il tavolo, con la Rossa che sbottava: -Ma adesso che fa? Se ne va??? Vabbè: se voleva spiazzarmi c’è riuscito alla grande-.


Tornò dopo poco, con la mug riempita nuovamente di caffè americano, stupendosi di ritrovarla nuovamente a cavalcioni sulle cosce di Maggie. La prese in giro per il fatto che avesse pensato che se ne fosse andato a quel modo, nel bel mezzo di un discorso importante.

Bevve un sorso, si frugò un po’ in tasca, tirò fuori un pacchetto di sigarette, se ne accese una e poi spiegò: -Ritengo che ti stiamo bombardando anche troppo di verità, ricordi, racconti sul tuo passato. A dire il vero la mia idea era di andarci molto più piano perché non giova certo al tuo equilibro psichico e poi, visto il tempo che ci abbiamo messo per portarti effettivamente qua, tutta sta fretta non c’era. Anche Maggie ha corso davvero troppo...ed io non ho fatto niente per evitarlo...-

-Sto benissimo con Ritulya: sono frustrata perché non non riesco ancora a ricordare tutto il tempo che abbiamo passato insieme, ma allo stesso tempo percepisco di essere davvero in simbiosi con lei...e a proposito: al casale non avresti potuto portare proprio Ritulya e qualcun altro dei tuoi?- -Non volevo una battaglia...- -Ma mi hai fatto uccidere un centinaio di Sapiens!!! Io non ti capisco! Ti contraddici in continuazione!!! Nell’episodio precedente hai giurato che non vuoi rifartela sui Sapiens, e me ne hai fatti uccidere un centinaio, cazzo!!!! Forse hai ragione tu: il mio equilibrio psichico è davvero a rischio...ma non per tutte le informazioni che mi avete riversato addosso o i colpi di scena che mi hanno bombardata! Uscirò di testa per colpa tua, perché non ti comprendo!!!-

Lansing la guardò negli occhi e sentenziò con sicurezza: -Ti posso garantire che tutti quei ragazzi stanno bene!- -MI STAI PRENDENDO IN GIRO???-

Rita reagì stringendole forte i fianchi e mormorandole all’orecchio -Ti ho già ripetuto miliardi di volte che devi smetterla di dirlo e di fare quella faccia quando lo dici...per favore...-

George ordinò alla sintetica dalla pelle ambrata ed i capelli corti di andare a cercare tutto il ncecessario per rollare un bel razzone per Valeria, specificando anche “Così lei si rimette a sedere al suo posto e tu ti calmi un attimo”.

La diafana scese dalle gambe della sua simile dalla pelle ben più scura e tornò effettivamente al proprio posto mentre l’altra si alzava e, sbuffando, obbediva a quanto richiesto dal proprio capo.

-Ti prometto che farò portare te e Maggie dallo Zar e tutti gli altri, così potrai accertarti che tutti i ragazzi che hai ucciso sono stati riparati...ah, se hai intenzione di rispondere con l’ennesimo “mi stai prendendo in giro?” non farlo: anche se ora è lontana ti sentirebbe e la sua eccitazione aumenterebbe ancora. A proposito: stai scherzando col fuoco...-


-Io non lo faccio apposta!- -Certo che lo fai apposta! Sei cattivella...ti piace provocarla, farla soffrire...- -Non sei stato millenni a dire che sono pura, dolce, remissiva, BUONA?????- -Ok: io ho effettivamente esagerato facendotela incontrare così presto e senza minimamente prepararti; ma sembra che tu abbia gestito la cosa abbastanza bene e oltretutto grazie all’irruenza di “Caffèlatte” hai pure ricordato uno dei tuoi poteri; però ti faccio di nuovo presente, mezza sega, che lei si strugge per te da decenni...tralasciando i sentimenti, sessualmente è una bomba atomica pronta per esplodere- -E io non ho certo paura delle bombe atomiche: poco fa è venuto fuori che io e le lei le guardavamo esplodere da distanza ravvicinata strusciandoci tra di noi sulle torri di Semipalatinsk...però...- -Però?- -Ho la netta sensazione che questa non la riuscirei ancora a gestire e tutto quello che potrei fare è farmi travolgere dall’esplosione...- -Sei insicura???? La Regina delle Wunderwaffen?- -Idiota: sai benissimo quanto sono insicura e mentalmente fragile!!! E mi hai chiamata “mezza sega”! Sono un modello da facile trasporto, non una mezza sega!!! E poi ha parlato il gigante...- -Vabbè...comunque cerca di tenerla un po’ più fisicamente a distanza, visto che ti senti insicura...- -Ma io non voglio tenerla fisicamente a distanza, cazzo!!!! Sai da quanto sogno di avere una persona che mi desidera, che è appiccicosa con me, con la quale io posso essere appiccicosa e provocante...e stuzzicarla… Ho bisogno di contatto fisico! Stanotte è stato meraviglioso dormire con lei che mi abbracciava! Però...ho paura che non sia alla mia portata...- -Ma che stai dicendo?- -Cioè cazzo, tra te e lei stessa mi avete ripetuto un miliardo di volte che mi sta aspettando da oltre 40 anni: che aspettative avrà? Io non ricordo...cioè...io non ricordo che cosa facessimo, io non ricordo come…cioè pare che lei sia addirittura molto più fuori allenamento di me, ma lei ha i ricordi! Io...ho paura davvero, George… Io non voglio deluderla e non voglio essere solo io ad avere...oh, che faccia curiosa stai facendo...che espressione grottesca...ah, cazzo: è dietro di me, vero?- -Già-.

Ritochka si sedette accanto alla sua adorata in silenzio, aprendo il piccolo astuccio che era andata a recuperare. Si schiarì la voce e, con lo sguardo basso sul contenuto che iniziò a tirar fuori, con un tono decisamente imbarazzato si espresse così: -Ok...adesso io faccio su un bel razzone, e George riporta il discorso sul binario principale. Io non ho bisogno di un sessuologo, se tu ne hai bisogno sono fatti tuoi ed è una cosa del tutto normale, ma non mi pare il caso che le vostre sedute siano di dominio pubblico, ok?-

-Scusami, Ritulia...- e le sfiorò una mano. La sintetica che poteva vedere al buio le sorrise, ancora piuttosto in imbarazzo, e borbottò: -Ti farà piacere sapere che anche la tua totale mancanza di pudore per quanto riguarda i tuoi fatti privati è sempre la stessa…ma è bello quello che hai detto. Non importava che lo sapessero tutti quanti, ma è bello...cioè...hai paura a fare sesso con me: è meraviglioso, è dolcissimo… Lo vedi che è vero che, sotto sotto, sei sempre la ragazzina che aveva conquistato Erfurt con la sua semplicità ed innocenza...-


Alvaro si asciugò la fronte imperlata di sudore con un tovaiolo di carta. La Rossa gli lanciò un’occhiata e chiese se avesse caldo -Sì...abbastanza… Wow...Questa è stata la colazione più interessante di sempre, senza dubbio...-

Saltando in piedi di scatto, allungando i canini di qualche centimetro e alzando in segno di trionfo il pugno sinistro, Valeria annunciò: -Ritulya, Alvaro...Si va al casale dei 7!!!!-

La sintetica dal taglio “pixie” reagì con un acutissimo “COOOSAAA???” e Valeria la baciò sulla bocca, per poi addentarle dolcemente il labbro inferiore con i suoi 4 canini e, mollata subito la presa, ripetere in tono sensuale: -Sì, tesora: George ha detto che possiamo andarci: era questo il discorso principale su cui dovevamo tornare...-

CONTINUA...


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