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Una storia di

Le piccole diatomee

Non perdere mai la speranza, è il motore della vita! (Favola di Silvia Consonni)

minuti

Pubblicato il 20 febbraio 2020 in Altro

Tags: #speranza #ottimismo #favole #spiritualit #sofferenza

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Favola di Silvia Consonni inserita nel romanzo "Leo, un Angelo per amico", fuori commercio ma disponibile per la lettura gratuita in Intertwine.



Nel mare, in un villaggio acquatico, convivevano molti pesci, cavallucci marini, polpi e una piccola colonia di alghe microscopiche, le diatomee.

Tutti lavoravano, ma al primo posto nella loro concezione di vita c'era lo sport: i pesci primeggiavano nel nuoto, i cavallucci nella corsa a ostacoli e nel salto in lungo, i polpi nel lancio multiplo di giavellotti e così via. In questo magico mondo, le diatomee vivevano in una situazione di profondo disagio: il minuscolo corpo rigido non permetteva loro di praticare alcuno sport.

Erano sempre isolate e tristi.

Un giorno, giunse nella loro comunità un vecchio saggio, un paramecio, con un bastone e una bisaccia. Era sempre in viaggio per conoscere mondi e modi di vivere differenti: era convinto che così facendo arricchisse la sua spiritualità.

L'anziano notò le minuscole alghe raggruppate in un parco: erano lì che, tra un sospiro e l'altro, ammiravano gli altri abitanti mentre si allenavano.

"Perché siete così infelici?" domandò loro.

"Perché, con il nostro corpo rigido, non siamo in grado di effettuare nessuno sport: ci sentiamo discriminate!".

Il vecchio saggio parlò con dolcezza:

"Vi sentite discriminate perché voi pensate di essere discriminate. Sentitevi invece delle non diverse. Cercate di valorizzare i vostri talenti: non pensate che le cose siano per voi impossibili; io ne sono un esempio: secondo tutti gli autorevoli testi scientifici, potrei vivere solo nelle acque stagnanti, invece... eccomi qua!, sono qui a parlarvi! E, poi, non avete mai fatto caso a quante siete: siete piccoline, è vero, ma in grande numero. Ricordate: l'unione fa la forza! Arrivederci ragazze!".

Detto questo, l'anziano si appoggiò al bastone e si allontanò dalla colonia.

Fece pochi passi, poi si volse indietro e aggiunse:

"Mi raccomando, prendete la vita con ottimismo e sorridete sempre!".

I loro volti si illuminarono di gioia; decisero di risalire in superficie: arrivate al pelo dell'acqua, notarono un'imbarcazione. In quella c'erano delle ragazze che si stavano rilassando al sole e, di tanto in tanto, sorseggiavano delle bibite. Avevano con loro anche un computer portatile. Decisero, dopo un po', di rivedere le finali di nuoto sincronizzato: il monitor mostrava un gruppo di atlete che, in una grande piscina, componeva delle bellissime figure.

Le diatomee, che erano lì, videro le belle evoluzioni.

All'improvviso, a una di loro venne un flash ed esclamò:

"Ragazze, con un po' di fantasia, anche noi potremmo unirci e comporre tante figure divertenti".

Erano tutte felici; tornarono nelle profondità del mare, si recarono al parco, studiarono e ristudiarono tanti schemi; provarono e riprovarono le loro composizioni fino a quando, acquisita sicurezza, andarono dal sindaco della città:

"Siamo qui per chiedere il permesso di esibirci nel campo sportivo comunale".

Il sindaco, un'aragosta molto cortese, ascoltò la loro richiesta, si fece descrivere cosa volessero fare e, mentre le diatomee parlavano... parlavano..., si lisciava con le chele i lunghi baffi. Alla fine disse:

"Bene! Ragazze! Ditemi quando volete fare la vostra rappresentazione!".

Venne fissato il giorno.

Quando quel giorno arrivò, lo stadio era pieno. Fu un successone e il team delle diatomee divenne famosissimo. Le piccole alghe erano finalmente felici.



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