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Una storia di Katzanzakis

Divagazione sul cioccolato bianco

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Pubblicato il 15 dicembre 2018 in Altro

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Eccolo lì un altro che si crede Joyce e si/ci diletta con il suo flusso di coscienza oppure amante della modernità pensa di poter emulare Gabo specie nell'Autunno del patriarca che tra l'altro è considerata una delle opere meno riuscite di Marquez ma io credo che il suo problema sia essere venuto dopo i Cent'anni che insomma basta e avanza a nutrirti di emozioni per una generazione ma in realtà non c'è libro che meglio parli della solitudine del potere dell'Autunno comunque la verità è che volevo parlare della mia passione per la cioccolata bianca ma non quella appiattita e secchetta che vendono in tutti i supermercati con la foto dei fantasmini prima mi pare con quella dei delfini che in realtà dovrebbero essere i beluga che sono bianchi ma siccome sono un pochino più tozzi di muso mettevano quelle dei delfini e che dopo averla mangiata ti senti pieno e insoddisfatto come per certi hamburghers no parlo di quella a lingottoni da un chilo che trovi solo nei posti giusti da giovane ad esempio quando i treni si fermavano in tutte le stazioni e prima della coincidenza magari passavano due ore come nella linea La Spezia Venezia con cambio a Bologna e dietro la stazione di Bologna c'era un negozietto che vendeva la migliore cioccolata bianca che ricordi ed il lingottone mi durava fino alla stazione di Venezia Santa Lucia che poi so bene che per i raffinati il cioccolato vero è solo quello nero un po' come gli intenditori che sostengono che l'unico grande vino è quello rosso e i bianchi sono roba da signore e non basta per tornare al cioccolato gli intenditori dicono che l'unico cioccolato vero è quello fondente e tanto più è amaro e maggiore è la concentrazione di cacao meglio è che mi ricorda un po' l'acqua tonica che tra l'altro siccome vogliono fare concorrenza alla Schweppes che è la più bevuta si sono inventati la dizione di acqua brillante che non brilla per niente e non ha niente a che vedere con quella tonica che comunque è amarissima e va bene se hai la malaria perché c'è il chinino e infatti la si addolcisce con il gin per renderla gradevole e così la cioccolata amara che è davvero disgustosa e nemmeno la puoi inzuppare nel gin insomma se è vero che ai tempi dei Maya le fave di cacao venivano considerate cibo degli dei non è forse ubris continuare a gustarle amare invece che con l'aggiunta di zucchero come saggiamente fecero i monaci spagnoli che probabilmente non volevano essere accusati di imitazione di Dio e bruciati sul rogo come eretici e per una volta condivido l'idea di un monaco e opto per il cioccolato bianco che è davvero delizioso e davvero rimpiango quei lingottoni bolognesi ma forse è la mia giovinezza che rimpiango e magari adesso non mi piacerebbe neanche più tanto ingozzarmi con un chilo di cioccolato bianco e starei pure male e dopo neanche vedrei Venezia che pure non è più quella dei miei 15 anni e pure i treni accelerati stanno scomparendo e non c'è più il tempo di fermarsi nelle stazioni scendendo dal treno comunque è certo che il cioccolato fondente continua a non piacermi e che pur avendo risparmiato sulla punteggiatura alla fine un punto dovrò pure metterlo.









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