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Una storia di Sepulzio

Arturo Bandini

Personali esternazioni

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2 minuti

Pubblicato il 04 giugno 2020 in Altro

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Arturo Bandini, che uomo.
Lui sa cosa gli spetta, cosa gli è dovuto, dove vuole andare e dove arriverà.
Perché mi ostino a cercare il confronto con uno come Arturo Bandini?
Io che non faccio altro che stare qui, seduto immobile di fronte qualcosa, ad aspettare che il mondo giri esattemente come vorrei.
Inoltre, sono davvero in grado di dire come vorrei che il mondo girasse?
Oppure, ancora più tristemente, mi interessa davvero che il mondo giri come vorrei?


Arturo Bandini sa come prendere le cose di petto.
Potrà anche agire come un uomo meschino, ma lui sa che, sotto qualunque esterna apparenza, si nasconde niente più e niente meno che Arturo Bandini in persona.
Perché, allora, io continuo e continuo senza sosta a credere possibile un confronto con lui?
Io che continuo a rifugiarmi dietro la speranza di un domani migliore, un domani in cui il mondo intero vedrà che non esistono solo uomini come Arturo Bandini, un domani in cui anche io, l'antitesi di eroi vittoriosi ed antieroi decaduti, possa finalmente uscire di casa a testa alta, guardando uomini e donne non più nascosto dietro l'espressione di triste nullità che mi sono incollato addosso.
Non passa giorno in cui non fantastichi di come, in un futuro sempre più prossimo, il mio talento sarà riconosciuto.
Quale talento?
La risposta è semplice: tutti i talenti.
Sono fermamente convinto di possederli tutti.
Talmente convinto da non trovare necessario coltivarne nemmeno uno.
In fin dei conti, manca poco prima che il mondo intero li scopra, perché affannarsi, allora?


Possibile mai che queste assurde fantasie siano le uniche verità di cui mi nutra?
Possibile mai che la fredda consapevolezza della falsità di tutto ciò a cui mi affido non serva a nulla?
Per quanto ancora continuerò così?
Quanta energia ancora spenderò per non fare niente?


In ogni caso, mi ritrovo sempre qui, seduto immobile di fronte qualcosa, che sia la televisione, il monitor del calcolatore o l'acqua stagnante della tazza del cesso.
Sono sempre ridicolmente convinto che oggi sia solo l'ennesimo giorno di decantazione e che domani, finalmente, sarà il giorno in cui potrò servirmi all'umanità.


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