scrivi

Una storia di utente_cancellato

IL CANE DEL PRINCIPE

"Chi s'accontenta gode"

1.1K visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 03 settembre 2018 in Fiabe

Tags: #Cane

0

Il cane del principe era davvero fortunato, addirittura i servi per sfamarsi si dovevano accontentare degli avanzi che spesso sua cagnesca grazia lasciava loro, a volte persino intere portate che neanche toccava perché non erano abbastanza di suo gradimento. Il suo padrone lo amava più di ogni cosa considerandolo davvero come un figlio, e poiché non ne aveva avuti e non si era sposato, appena seppe di essere gravemente malato e prossimo alla sua dipartita, lasciò scritto nel testamento che tutti i suoi beni andassero a lui, raccomandandosi col suo più fidato dei servi di far rispettare le sue ultime volontà, affidandogli l'avvenire del suo amato cane. Venne il triste giorno e Gustavo il fidato servo del principe cominciò a prendersi cura dell'animale, egli non era un uomo cattivo, ma era giusto quanto la vita lo era stato con lui, così prese a lasciargli in pasto qualche avanzo e a tenerlo in casa con sé anche se sua moglie gli aveva chiesto di allontanarlo. I primi tempi, il cane non toccava cibo, passarono giorni e si vedeva che a poco a poco stava deperendo molto, Gustavo pensava che non mangiava perché soffriva troppo per la mancanza del suo padrone e la cosa gli pareva accettabile, in fondo solo un cane sa essere eternamente fedele e riconoscente al suo padrone tanto da sacrificare finanche la propria vita, ma questa era solo una parte della verità. In realtà il cane all'inizio, viziato com'era, si rifiutava anche solo di avvicinarsi agli avanzi, anzi gli sembrava un affronto, una mancanza di rispetto e il digiuno gli sembrava la forma più consona al suo retaggio per protestare e ottenere ciò che riteneva gli fosse dovuto. Passarono così una decina di giorni e ormai l'animale non si reggeva più in piedi, Gustavo gli si avvicinò per dargli un ultimo saluto quando il cane gli si prostro' davanti e cominciò a leccargli le mani e a rotolarsi sulla schiena, così egli per pietà volle lasciargli metà di quel pane duro che riusciva a malapena a masticare. Non fece in tempo a lasciarlo che l'animale lo mangiò in un sol boccone e prese a fargli "le feste". Da quel giorno il cane del principe trovò il suo nuovo padrone e così finalmente ritrovò pure l'appetito, trovando di suo gradimento ogni genere di avanzo che lui gli gettava. E così gli fu riconoscente per tutta la vita, dimostrando con la sua fedeltà eterna gratitudine per avergli restituito la sua vera identità aristocraticamente animalesca.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×