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Una storia di BrunoMagnolfi

Migliori benefici.

“E’ lei”, dicono tutti.

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3 minuti

Pubblicato il 18 agosto 2020 in Avventura

Tags: #raccontobreve

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“E’ lei”, dicono tutti. Nelle abitazioni che si dipanano in fila lungo la strada, le cose vanno avanti come sempre: molte persone si recano a lavorare, i ragazzi affluiscono nei rispettivi plessi scolastici, qualche individuo invece resta a casa, ad occuparsi magari delle pulizie giornaliere delle stanze e del riordino degli oggetti di uso comune, mentre i pensionati quasi sempre trascinano la giornata tra le chiacchiere da scambiare ai giardinetti, e qualche acquisto di cui occuparsi con una visita nei negozi poco distanti. Lei abita da sola, in una casa anonima come sono tutte le altre in quella zona, una costruzione la sua che rimane quasi in fondo a quella via, lasciandola entrare ed uscire dall’abitazione sempre un po’ troppo di corsa, però sorridente e gioviale verso tutti i vicini che incontra, anche se sempre come indisponibile a scambiare perfino due semplici parole con qualcuno del suo quartiere. Lavora in centro, si dice, in un negozio di abbigliamento firmato e costoso, ed è quindi sempre ben vestita e con ai piedi delle scarpe con i tacchi molto alti. Alcuni sostengono abbia una relazione con un politico piuttosto in vista, ma non si è mai notato nessuno insieme a lei, anche se certe volte rientra tardi la sera, con la sua utilitaria vistosa, ultimo modello.

Alcuni si sono chiesti perché mai una persona così debba abitare in una zona proprio come la loro, così periferica, trasandata, quasi senza tempo, costituita perlopiù da gente persino troppo ordinaria nei confronti di una bella donna come lei, ma ogni argomento del genere fino ad oggi è sempre stato lasciato decadere. Poi, quasi senza preavviso, sono arrivate alcune squadre di operai con i loro macchinari, e in un paio di settimane hanno asfaltato di fresco tutto il tratto della loro via, hanno messo una nuova segnaletica stradale, rifatto interamente i marciapiedi, e sostituito i vecchi lampioni dell’illuminazione con dei modelli più aggiornati, lasciando alle loro spalle un’immagine di quel luogo molto migliorata. Tutti si sono sentiti soddisfatti, naturalmente, anche se qualcuno ha iniziato subito a dire che per un iniziativa di quel genere ci dovesse essere alle spalle una persona influente, forse un assessore del comune, qualcuno con il potere di decidere certe iniziative.

Così si è cominciato a guardare a lei con occhi diversi, dapprima con una certa gratitudine, poi con diffidenza, fino a tentare di ignorarla nel giro di pochi giorni, sempre per quel vago sospetto di intrattenere amicizie altolocate di cui tutti in breve hanno mostrato aperta convinzione, gente capace, nei loro discorsi, di fare e disfare qualsiasi cosa nello spazio di un attimo, alla faccia della povera gente come si sono sempre sentiti gli abitanti di quel quartiere di periferia. “Non è una come noi”, ha detto presto qualcuno; “ed anche se si fa vedere ben poco da queste parti, è bene starne il più possibile alla larga, che se per disgrazia ti prende di mira, allora sei finito”. Lei sembra abbia manifestato una certa indifferenza nei confronti dell’allontanamento progressivo di tutti i suoi vicini, e in ogni caso molti hanno iniziato a domandarsi per quale motivo non se ne andasse ad abitare in un posto più adatto alla sua personalità e alle sue amicizie.

Poi, qualche sera fa, è arrivata con la sua macchina fiammante riconoscibile fin da lontano, ha parcheggiato a bordo strada vicino ad un capannello di persone sul nuovo marciapiede dove stavano scambiando delle opinioni, e coi suoi modi sorridenti ha mostrato il suo apprezzamento per il rinnovato bene pubblico di quella via. Nessuno le ha risposto in un primo momento, limitandosi ciascuno soltanto ad osservarla; poi uno ha gridato che se era per dover ringraziare una persona come lei, sicuramente avrebbe fatto volentieri a meno anche di quei lavori migliorativi. Lei forse non ha neppure compreso perfettamente l’argomentare del suo vicino di casa, e in ogni caso non ha tentato di ribattere neppure una parola, probabilmente immaginando quanto sia facile, in mezzo a tutti quanti, trovare dei soggetti che non sappiano riconoscere neppure i migliori benefici.


Bruno Magnolfi


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