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Una storia di Brividogiallo

Una bellissima famiglia (parte terza)

Ci sono due cose durature che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali

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9 minuti

Pubblicato il 11 febbraio 2021 in Storie d’amore

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Julie torna a casa poco prima di mezzanotte e trova Keith che l'aspetta sul divano .

Domani mattina lui inizierà il suo turno alle sette ma non importa se passerà la notte in bianco, sa che da stasera le loro vite cambieranno per sempre.

Non ne è addolorato, anche lui ha preso altre strade ma ci sono cose che vanno definite subito.

Non prova dolore ma tanta tristezza come succede sempre quando un amore finisce da entrambe le parti.

Ci si pone tante domande. Era destino? Avremmo potuto fare qualcosa perché non si arrivasse a una rottura definitiva? La responsabilità e più mia? È più sua?

E poi c'è la questione più spinosa, quella che tormenta di più. I bambini come reagiranno?

Li abbiamo voluti, li abbiamo accolti con gioia e con amore e adesso siamo noi, i loro genitori, a spezzare in due parti questa famiglia fino ad oggi unita, a far venire meno il loro punto di riferimento.

Loro, che dovrebbero dare un esempio di lealtà, fedeltà, che avrebbero dovuto insegnare ad amare a dispetto delle difficoltà e delle inevitabili incomprensioni.

Non ce l'abbiamo fatta, abbiamo fallito come coppia e come esempio.

Julie entra in casa e lui vede che non si è presa cura nemmeno di rifarsi il trucco. Il suo viso è naturale e pallido.

Si siede accanto a lui.

"Come stai?" sa benissimo che è una domanda stupida, superflua

"Non sto bene, stavo pensando ai bambini e a come la prenderanno."

"Io credo che i nostri figli abbiano capito già tutto, almeno Cristel e Margot."

Sentono un leggero rumore provenire dal piano di sopra.

Sono dei passi leggeri, sono i passi dei bambini.

Infatti arrivano davanti a loro in tre, manca solo Annette, naturalmente.

Hanno le facce serie, soprattutto Cristel, in quel momento, appare loro molto più grande di quanto non sia.

"Ragazzi cosa ci fate qui a quest'ora? È tardissimo e domani c'è la scuola." dice Julie. Poi vede il visino di Adam che trattiene a stento le lacrime ma le sorelle le hanno detto che deve comportarsi da uomo e che se mamma e papà si separano non saranno i primi né gli ultimi. Molti dei loro compagni di scuola hanno i genitori divorziati e vivono ugualmente una vita normale con le loro mamme e con i loro papà ci stanno nei fine settimana. Adam sembra aver capito ma dentro di sé non accetta di vedere il padre solo il sabato e la domenica, non lo dice ma sa che gli mancherà quel senso di sicurezza che solo papà sa dargli.

"Noi abbiamo capito che voi non volete stare più insieme e poiché facciamo parte della famiglia anche noi, abbiamo il diritto di sapere cosa succederà adesso" Cristel ha preso la situazione in mano, Margot annuisce, Joe li guarda con espressione severa, quasi accusatoria e Adam continua a sembrare smarrito.

"Hanno ragione Julie, stiamo decidendo della nostra vita ma loro ne sono parte integrante quindi non è giusto escluderli."

"Mamma ti abbiamo sentita rientrare poco fa. Hai un altro uomo?" dice Joe serissimo e molto diretto. Ha solo otto anni ma sa benissimo che molti matrimoni finiscono perché uno dei due genitori si innamora di un altro. Ne ha sentito parlare a scuola da bambini che hanno vissuto questa esperienza.

Julie si sente morire, per evitare di rispondere vorrebbe dire al figlio che non sono cose che lo riguardano ma sa che sarebbe una mossa sbagliata e ingiusta.

"A volte capita Joe, sì, capita anche questo e non ci si può far niente. Ora vi sembra che la mamma abbia fatto una cosa brutta ma può succedere e se io rinunciassi a quest'altro uomo, la nostra sarebbe una famiglia ancora unita ma non saremmo felici. I sentimenti non li possiamo accendere o spegnere con un interruttore. Capite?" Julie ha cercato di trovare le parole più adatte ma nessuna parola le sembra sufficientemente convincente.

"Ragazzi quello che è successo alla mamma è successo anche a me. Anch'io provo dei sentimenti per un'altra donna e anch'io non li ho cercati, come ha detto mamma, sono cose che accadono anche contro il nostro volere. Nessuno di noi due avrebbe voluto questo ma anche se la mamma ed io ora amiamo altre persone, non significa che non ci vogliamo più bene. Io voglio la felicità della mamma ma soprattutto voglio la vostra."

"Come possiamo essere felici se tu te ne vai via da questa casa?" dice Adam con voce tremolante

"Non ci vedremo più tutti giorni ma io ci sarò sempre per voi e i fine settimana starete con me."

"Non sarà la stessa cosa..." dice Adam mentre una prima lacrima gli scende dagli occhi.

Keith prende in braccio Adam e cerca di rassicurarlo :"Adesso ti sembra tutto molto brutto ma vedrai che non sarà così."

Margot, che sembra quella che l'ha presa un po' meglio dei fratelli è pensierosa, non ha detto una parola finora. Sembra che si sia estraniata dai discorsi.

Julie se ne accorge.

"Margot perché non dici niente?"

"Sto pensando."

Julie e Keith si guardano con aria stupita. Margot è la più tranquilla e sembra davvero immersa in pensieri ma hanno l'impressione che non siano gli stessi pensieri dei fratelli.

"A cosa stai pensando?" chiede Keith

"A una soluzione che non faccia soffrire nessuno e forse l'ho trovata."

"E quale sarebbe questa soluzione?"

"Che si viva tutti insieme. Papà con la sua nuova donna, mamma con il suo nuovo uomo e noi con tutti voi."

Margot non se ne rende conto ma sta parlando di un nuovo modo di concepire una famiglia, la cosiddetta famiglia allargata, un fenomeno sociale che, negli ultimi anni si ripete sempre più spesso, sia per questioni affettive che pratiche ed economiche.

"Sarebbe una soluzione ma credo che sia di difficile attuabilità" risponde Julie guardando la figlia con tenerezza

"Perché? Se uno solo di voi due di fosse innamorato di un altro allora sarebbe stato impossibile perché l'altro non avrebbe sopportato di vivere sotto lo stesso tetto con chi ha preso il suo posto ma in questo caso tutti e due siete innamorati di altre persone quindi la vedo come una cosa possibile."

Julie e Keith si guardano stupiti per il pragmatismo e la razionalità della loro figlia di appena dieci anni.

"Mi promettete che almeno ci penserete?"

"Promesso ma ora tutti a letto a dormire." conclude Keith



Julie, Keith, David e Diane sono in giardino e stanno guardando i progressi dei lavori.

Una nuova ala sta per essere aggiunta alla già grande casa.

"Ancora un paio di mesi e sarà pronta." dice il capo cantiere.

Dopo qualche giorno dal discorso notturno fatto dalla famiglia, Keith e Julie ci hanno pensato davvero e quella che all'inizio era sembrata una pazzia, riflettendoci non è più sembrata loro una cosa assurda.

Ne hanno parlato con i rispettivi nuovi compagni e Diane si è dimostrata subito disponibile ad accettare questa sistemazione, mentre David ha avuto non poche incertezze.

Trapiantare i suoi tre figli in una famiglia composta da sconosciuti, la vede come una situazione a dir poco stramba, non lo convinceva del tutto.

Poi c'è stata una riunione a quattro, svolta in modo civile e responsabile.

David ha conosciuto Keith, la sua serietà, la sua educazione e la sua discrezione e ha cominciato a vedere la cosa sotto una luce diversa.

Ne ha poi parlato con i suoi ragazzi, promettendo loro che non sarebbero stati costretti a vivere a stretto contatto con gli altri componenti della famiglia, avrebbero continuato a fare la loro vita di sempre ma in un'altra casa, dove, volendo, avrebbero avuto la compagnia dei figli di Julie.

La piccola Kyle, la bimba di nove anni di David, si mostra subito entusiasta. Non ha mai avuto una madre e spera che Julie, che è mamma di cinque figli, possa esserlo anche per lei.

I due ragazzi accettano con qualche perplessità.


Mancano ormai pochi giorni al termine dei lavori e Julie e David sono seduti in salotto e stanno facendo delle considerazioni sulla nuova vita che li attende.

Arrivano Keith e Diane e, subito, Julie si accorge dalle loro espressioni, che hanno da dire qualcosa di serio.

"Salve, che facce! È successo qualcosa?"

"Direi proprio di sì- dice Keit- ma prima ho bisogno di bere qualcosa di forte."

Nel frattempo Diane si precipita in bagno.

Si versa mezzo bicchiere di whisky e si siede vicino a Julie.

Le passa un braccio sulle spalle e, senza pensarci troppo dice :"Diane aspetta un bambino."

David esclama "Un nono bambino?"

Mentre Julie, inspiegabilmente, sente una fitta allo stomaco.

Tuttavia si alza e bacia Diane augurandogli che tutto vada bene.


La nuova ala è finita è iniziano i lavori per il trasloco. I mobili di David arrederanno la parte della casa dove lui vivrà con Julie.

I ragazzi sembrano andare d'accordo, soprattutto Cristel e Miky hanno trovato un bell'affiatamento.

Kyle ha conquistato il cuore di Julie e ora, tra tanti bambini e una donna che si prende cura di lei come una mamma, sembra un'altra, è sempre sorridente e va anche meglio a scuola.

L'inverno è passato e si è portato via ansie, paure, incertezze.

Oggi è una bella domenica di sole di maggio, l'aria è appena fresca e la famiglia decide di pranzare all'aperto.

"Avete notato che da un paio di settimane sto molto più in casa?" chiede Julie

"Sì, e fai bene. non potevi continuare a fare quella vita." le risponde Keith alzando le sopracciglia e lei capisce che è un'allusione alle sue lunghe assenze per lavoro durante il loro matrimonio.

"Sì ma c'è anche il fatto che da un po' mi sento sempre stanca, come se non recuperassi le energie e ho disturbi allo stomaco."

"Vai dal medico ma probabilmente non sarà nulla di importante" le dice Diane

Improvvisamente Julie si alza di scatto e corre dietro un cespuglio.

Tutti sentono i suoi conati di vomito.

Torna al tavolo pallida e imbarazzata.

"Ne ho avuti cinque e conosco i sintomi. David temo di essere incinta."

"E dieci!" esclama David

La mattina successiva Julie fa un test di gravidanza il cui risultato è ovviamente positivo.

La sera sono tutti e quattro seduti sui dondoli in terrazza.

Stanno festeggiando l'arrivo del decimo bambino.

"Un altro ancora e possiamo fare una squadra di football." dice sorridendo Keith

"Ragazzi io la mia parte l'ho fatta, con questo sono a quota sei, sto contribuendo attivamente all'incremento demografico. Se ci dovranno essere altri bambini ora tocca a Diane. Ha venticinque anni e tutto il tempo per raggiungermi."

David, appoggiato alla balaustra del terrazzo guarda giù e dice :"A meno che non ci sia qualcuno che vi preceda."

Gli altri lo raggiungono e guardando il giardino vedono Cristel e Miky seduti sulla panchina che si baciano.












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