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Una storia di Lapennadirox1965

MASCHILE CONTRO FEMMINILE

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4 minuti

Pubblicato il 23 febbraio 2021 in Humor

Tags: #donna #lottatrasessi #uomo

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Non voglio intraprendere discussioni femministe; c’è abbondante letteratura su questo argomento, a cura di persone più autorevoli della sottoscritta.

Mi permetto, però, di fare un piccolo gioco di parole.


Prendiamo il pesco per esempio.

E’ un albero i cui fiori preannunciano l’arrivo della primavera, in Giappone si organizzano addirittura tours divulgativi. L’arrivo dell’estate è poi annunciato dal gustoso e succoso frutto, la pesca, che non è la donna del pesco, piuttosto la figlia.

La pesca, intesa come pesce e mare, è tutt’ altra cosa. Gesù ne ha moltiplicato il prodotto interno lordo, mentre in UK, sono riusciti a frazionarlo, con buona (o cattiva) pace dei pescatori.

Cos’è meglio per voi, un albero (maschile) che dona frutti gustosi o la materia prima per grigliate e sushi?

A voi l’ardua sentenza.


Arancio.

Un colore, che gli stilisti prediligono quando devono creare abiti assolutamente importabili. Declinato al femminile, diventa il frutto delle spremute, della Fanta e della vitamina C.

Qui di sicuro, il femminile risulta vincente.

Se dovessimo fare un’ipotetica schedina del TotoGenere sarebbe:

Maschile – Femminile = 2


Il pandoro.

E’ il tipico dolce di Verona, oramai sdoganato anche all’estero. Hanno fatto la versione femminile, la pandora, ma bassa e larga e mi domando il perché solo per le donne debba valere il body shaming. Pandora è anche una nota firma , pardon LABEL, di gioielli (forse non posso fare pubblicità!)

Vince il femminile, decisamente, anche solo per il numero di varianti.

Maschile – Femminile = 2


Il banco, sinonimo di ansie prestazionali scolastiche, al femminile, diventa un salvadanaio gigante. Amata (da chi ne detiene le redini) e odiata, da tutti gli altri soprattutto, da quelli costantemente in rosso sul conto corrente.

Direi pari merito.

Maschile – Femminile = X


Il bilancio.

Gioia e dolori di tanti boicottati ragionieri, soprattutto in passato. Notti insonni per farlo quadrare, sovente senza riuscirci, come nel caso Italia. Ora, con i vari scostamenti, forse i nostri pronipoti riusciranno a risolvere l’arcano (e ad estinguere i nostri debiti).

La bilancia, anche qui gioie e dolori, soprattutto femminili. Per issarsi sopra, prima ci si sveste, si defeca, si espelle tutta l’aria come dei palombari e poi, timorosamente si sale in punta di piedi ad occhi chiusi. Una volta sopra, si sbircia con un occhio solo, trattenendo il fiato, ammesso ci sia ancora aria nei polmoni. Dopo l’ avvento delle bilance parlanti, ZAC, il responso è immediato, da urlo o da infarto.

Maschile e femminile: siamo pari, ansia in entrambi i casi, quindi X


Il fronte.

Guerre passate e attuali, vicine o lontane. Immagini passate alla storia grazie a reporter che hanno avuto coraggio di andare a vederle; ma anche immaginette ingiallite di sconosciuti avi, che nonne e zie tenevano religiosamente sotto un lumino costantemente acceso ed un fiore di plastica polverosa, accanto.

La fronte.

Parte del volto a corona del viso, supporto per l’attaccatura dei capelli e con l’avanzare dell’età, materia tendente ad increspare. Tale manifestazione che avviene giornalmente, con puntualità certosina, quando ci guardiamo allo specchio. Esistono ora creme e pozioni, dai nomi fantasiosi, pro retinolo, acido ialuronico ed estratti botanici provenienti da luoghi che non esistono nemmeno sull’atlante geografico.

Promettono miracoli e non mantengono mai la promessa.

Maschile e femminile: un dramma in entrambi i casi, meno drammatica la versione femminile, visto che non c’è in ballo la pelle (intesa quella che ti manda al Creatore).

Maschile – Femminile = 2


Il fosso.

A volte ci siamo finiti dentro con le ruote della macchina, durante una manovra oppure per parcheggiare lungo la Statale trafficata, dove sorgeva la discoteca dei nostri Migliori Anni.

La fossa.

Il riposo estremo, l’ultima location del reality della vita.

E’ meglio il maschile, quindi 1


Il busto.

Se hai fatto bungee - junping e sei caduto male te lo metteranno di sicuro. Un involucro che ti accompagnerà svariati mesi e che ti ricorderà quanto sei stato pirla.

Il busto di ottocentesca memoria, è cosa più lieve, nonostante rappresentasse una scomoda corazza per le nobildonne dell’epoca, le cui stecche di balena comprimevano loro le viscere al fine di ottenere un vitino di vespa. Ecco spiegati gli svenimenti ed il continuo ricorso ai sali.

La busta.

Si è perso da tempo l’uso, almeno nella versione contenente lettera o biglietto. Da ragazzini era segnale di mancetta per compleanni ed onomastici, da parte di nonni e zii attempati, gli unici che ancora scrivono ma solo per annunciare la dipartita di un loro caro.

I Millenials non sanno cosa sia una lettera, tanto meno d’amore, anche perché non avrebbe senso: per vergare un TVTB, meglio un vocale con Wattsup.

Direi, anche in questo caso, Maschile – Femminile = 2


Il pianto.

La parola parla da sé, un parossismo di tristezza.

La pianta. Qualcosa che con generosa abbondanza, quando innaffiata, elargisce fiori o frutti. Quando rinsecchita, non voglio nemmeno pensarci.

Anche qui Maschile – Femminile = 2


Insomma, il genere femminile, vince alla grande.

Ma d'altronde come dico sempre, se dietro un grande uomo, c’è sempre una grande donna, dietro una grande donna, non c’è mai nessuno.


Di Rossella Gioda


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