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Una storia di Brividogiallo

Una bellissima famiglia (parte prima)

Ci sono due cose durature che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali

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8 minuti

Pubblicato il 10 febbraio 2021 in Storie d’amore

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Annette gioca sul prato sorvegliata dalla sorella maggiore Margot di dieci anni.

Cristel, la più grande delle tre sorelle e nella sua camera a studiare.

È una famiglia numerosa quella degli Williams.

Oltre a Cristel, Margot e Annette, ci sono anche Joe e Adam, rispettivamente di di otto e sei anni.

Gli Williams vivono in una grande casa ai margini di Bismarck, Nord Dakota, uno degli stati americani più freddi, ai confini col Canada.

Julie e Keith Williams si sposarono giovanissimi contro il volere delle loro famiglie.

Julie aveva sedici anni e Keith diciannove.

Lui, appena diplomato, era entrato in polizia, lei non finì gli studi perché, volutamente, rimase incinta e a quel punto le famiglie furono costrette ad arrendersi e i due ragazzi si sposarono.

Il loro fu un amore a prima vista, appena si conobbero non si lasciarono più, promettendosi che avrebbero passato tutta la vita insieme.

Appena nacque Cristel, Julie riprese gli studi e, nonostante due anni dopo arrivò anche Margot, Julie riuscì a diplomarsi, con non poca fatica a vent'anni, due mesi dopo la nascita della loro secondogenita.

Quando nacque Joe, il nonno materno di Julie morì improvvisamente per un infarto, lasciando alla nipote una cospicua eredità che permise agli Williams di trasferirsi in una casa più grande, di assumere Jane, una baby sitter per i bambini e lei rilevò una tabaccheria nel centro di Bismarck.

Per loro, si era realizzato il sogno americano: una bella e grande casa, tre splendidi figli, la sicurezza economica e un matrimonio felice.

Dopo la nascita di Adam, gli Williams assunsero un'altra ragazza che oltre ad aiutare Louise, la domestica di famiglia, era di supporto a Jane che doveva badare a quattro bambini.

Julie acquistò le mura del vasto negozio adiacente al suo e la tabaccheria divenne un grande emporio che, grazie all'abilità della donna, in breve tempo diventò uno dei punti di riferimento per gli acquisti di tutto il quartiere e dintorni.

Lei esce di casa prestissimo e torna solo all'ora di cena, Keith ha i suoi turni e i momenti in cui possono passare un po' di tempo insieme, diventano sempre meno frequenti e il loro rapporto non è più lo stesso, la passione che li aveva tenuti uniti per anni comincia ad affievolirsi.

Julie non è più a casa ad aspettarlo quando torna dal lavoro, la sua frenetica attività gliel'ha sottratta e a lui sembra che a Julie interessino più gli affari che la sua famiglia, compreso lui che sente spesso bisogno di averla accanto, di sentir fremere in lei quella passione che lo faceva sentire importante per lei, qualcosa di necessario.

È completamente cambiata Julie, è lei che assicura l'agiatezza economica alla sua famiglia ma il costo da pagare è troppo alto per tutti.

Nonostante ciò, tre anni dopo la nascita di Adam, arriva la quinta figlia, Annette.


Un anno prima, Keith era stato promosso capitano ed ora è a capo di una delle stazioni di polizia di Bismarck.

Apprezzato e rispettato dai suoi sottoposti, Keith trova nel lavoro quelle soddisfazioni che gli mancano a casa.

Da alcuni mesi ha un rapporto speciale con Diane, un'agente di polizia alle prime armi ma che ha le qualità giuste per farsi strada e Keith la segue con particolare attenzione e le fa da mentore per aiutarla nella carriera.

Vanno spesso a pranzo insieme, soli o con altri colleghi e, parlando con lei, ha scoperto che la ragazza, di soli ventiquattro anni, ha già alle spalle un passato travagliato.

Ha perso i genitori a otto anni a causa del monossido di carbonio esalato da una stufa difettosa una sera che era rimasta a dormire dai nonni.

Dopo la morte dei genitori, Diane ha vissuto con loro ma in uno stato di assoluta indigenza.

Non aveva mai abiti adeguati per affrontare i lunghi e freddi inverni di Bismarck, non si nutriva a sufficienza e si ammalava spesso.

A diciotto anni prese il diploma e iniziò a fare vari lavori, che le consentirono di aiutare i nonni e di avere una migliore qualità di vita.

Mentre faceva la cameriera in un bar, un poliziotto la invitò a fare domanda per entrare nel corpo di polizia. Aveva ventidue anni e tanta voglia di emergere, di riscattarsi dopo una vita di dolore e di stenti.

Fu assunta come agente semplice e da alcuni mesi si è guadagnata il grado di caporale.


Julie è in banca per depositare l'incasso del giorno precedente. Ormai il suo conto corrente è a cinque zeri e le manca poco per raggiungere il suo primo milione di dollari.

"Signora Williams il direttore le vorrebbe parlare." un'impiegata si avvicina a Julie e le fa strada nell'ufficio del direttore.

"Buona giornata signora, si accomodi."

"C'è qualche problema?"

"Assolutamente no, anzi le volevo fare una proposta."

"Mi dica."

"Più che una proposta è un consiglio. Ho visto che lei ha una cifra considerevole sul conto. Hai mai pensato di investirne una parte?"

"No mai. Non sono pratica di finanza."

"Non le sto proponendo investimenti in azioni ma in titoli di stato. Si parte da un taglio minimo di appena cento dollari e godono di una tassazione agevolata. Non rischia nulla signora, altrimenti non glielo avrei proposto."

Julie si informò in modo più dettagliato sull'investimento poi prese un appuntamento con il direttore per investire diecimila dollari.


Keith è a pranzo con Diane.

Parlano poco, ormai sanno quasi tutto l'uno dell'altra ma Diane sembra nervosa, inquieta.

Lui se ne accorge e le prende la mano :"Che succede Diane? Qualcosa non va?"

"Oh no! Va tutto benissimo." risponde lei agitando per aria una mano.

"Smettila e dimmi cosa hai."

"Sono problemi personali Keith, non credo di aver voglia di parlartene."

"Questo mi ferisce Diane. Mi hai sempre detto tutto di te, anche cose che altri si sarebbero tenute per sé. È cambiato qualcosa nel nostro rapporto? Ti ho delusa per qualche motivo?"

"Tu non mi deludi mai Keith" dice Diane sospirando "Se c'è una persona sulla quale so di poter contare sei tu."

"E allora? Perché mi escludi dalle tue problematiche?"

"Perché sei tu il mio primo problema!" esclama Diane facendo voltare verso di loro gli avventori nella sala.

Keith rimane interdetto, non riesce a capire cosa cerca di dirgli Diane poi gli appare tutto chiaro. Lei ha avuto il coraggio di dire quello che lui pensa e prova da mesi ma che ha sempre negato anche a se stesso.

"Provi qualcosa per me?" domanda quasi superflua ma necessaria per avere una conferma.

"Mi vergogno Keith, tu sei sposato con una donna bella e intelligente e hai una nidiata di figli.

Non dovrei pensare a te se non come al mio capo. Sei quanto di più proibito esista al mondo."

"Vallo a raccontare ai sentimenti che esistono delle persone delle quali non ci si può innamorare. Loro non si interessano dello stato di famiglia, moglie, figli non possono costituire un ostacolo per i sentimenti ma solo per la loro realizzazione."

"È vero, il mio cuore ha fatto tutto da solo, senza chiedere nessun permesso alla mia ragione." mormorò Diane

"Proprio come ha fatto il mio cuore. Come vedi siamo nella stessa situazione."

Diane spalancò gli occhi e rimase un attimo senza respiro per l'emozione che provava dopo aver sentito Keith dire qualcosa di tanto inaspettato e sorprendente.



"Una firma qui e una qui."

Julie firmò e porse i fogli al direttore.

"È il suo primo investimento, festeggiamolo con un aperitivo, che ne pensa?"

"Con piacere direttore." disse Julie sorridendo

Aveva sempre avuto una certa ammirazione per il direttore della sua banca, un uomo dai modi cortesi e sempre pronto ad intervenire in caso di bisogno.

Sotto un bianco ombrellone rettangolare, Julie e David, il direttore, stanno sorseggiando una bibita analcolica, godendosi gli ultimi tepori di settembre, mese che precede sempre un brusco abbassamento di temperatura, il segnale che l'inverno sta arrivando.

"Gran bella famiglia la sua, solo pochi al giorno d'oggi, hanno voglia di mettere al mondo ben cinque figli. Dev'essere un impegno molto faticoso il suo."

"Veramente con l'emporio aperto dalle sette di mattina fino alle ventitré ho poco tempo a disposizione per la famiglia. Ho delle persone che mi aiutano in casa e con i bambini e sei commessi in negozio che fanno i turni ma le ore che passo fuori casa sono comunque tante.

Del resto, se voglio lasciare qualcosa ai miei figli devo darmi da fare ed io ne cinque!"

"È stata molto in gamba Julie. Me lo ricordo quando ha iniziato con una piccola tabaccheria ed ora ha uno dei negozi più frequentati di Bismarck."

"Tutto questo sta avendo un costo molto alto però." disse a bassa voce Julie e subito si pentì di averlo detto, sentì di aver tradito ogni forma di riservatezza.

"Non lo immaginavo Julie. Se riusciremo a stabilire un rapporto più confidenziale, se vuole può parlarmene, anzi desidererei che lo facesse. Vorrei sapere tutto di lei."

Julie sorride dolcemente. In quel momento David le sembra irresistibile, seduto al tavolino di un bar, parlando di cose che non riguardano il conto bancario, appare completamente diverso.

"È felice Julie?"

Lei rimane sorpresa da quella domanda , le sembra che David cerchi di scavare nel suo intimo.

"Posso dire di averla conosciuta la felicità ed anche per un lungo periodo ma tutti sappiamo che non è mai eterna quindi mi ritengo fortunata."

"La felicità di bello ha che si può perdere facilmente ma altrettanto facilmente si può ritrovare, non è quasi mai persa per sempre."


SEGUE

















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