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Una storia di Piperilla

Questa storia è presente nel magazine Mille volte morta

Prologo

181 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 25 ottobre 2020 in Horror

Tags: #Splatter #Romanzoapuntate #morte #introspezione

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Di solito la gente ha paura di morire.


Io no.


Io non mi sono mai preoccupata della morte, non ne sono mai stata spaventata. Non sapere cosa venga dopo non mi ha mai turbata, al contrario: è un dilemma che mi ha sempre affascinata, una domanda a cui desideravo ardentemente dare una risposta.


Una sera ero al pub con degli amici e parlavamo di come, poco tempo prima, uno del nostro gruppo ci avesse quasi lasciato la pelle a causa di un incidente disastroso.


Tutti si erano profusi in giudizi, considerazioni, osservazioni. E tutti avevano espresso a gran voce il loro timore di morire.


Io no.


Io non avevo mai avuto paura di morire, sono sempre stata in pace con me stessa e il pensiero di varcare quel confine non era mai riuscito a scuotere il mio equilibrio. La morte c’era e, che giungesse presto o tardi, era un momento inevitabile nell’esistenza di ognuno di noi. L’idea non mi faceva impallidire di terrore, non mi portava a scoppiare in lacrime di disperazione né tremare per timore dell’ignoto: mi incuriosiva e stuzzicava, provavo a immaginare cosa avrei trovato dopo quell’unico momento che separa questo regno da quello delle anime.


Lo dissi.


Dissi, in un silenzio attonito, come non fossi spaventata dalla morte.


Fu lì che iniziò ogni cosa.


Una signora sulla sessantina, elegante e distinta, con i capelli grigi stretti in un nodo dietro la testa e un tailleur giacca-gonna color pastello si alzò da un tavolo vicino e raggiunse il nostro.


Mi guardò.


E sorrise.


Ricordo ancora il filo di perle che le circondava il collo sottile, gli orecchini abbinati, la figura snella nonostante l’età. E quel sorriso.


Feroce. Era l’unico aggettivo per descriverlo.


Poi quelle parole. Poche. Terribili. E oscure, per pochi, benedetti istanti.


«Tu non sai di cosa parli. Ma lo saprai presto, e capirai. E a quel punto sarai inconsolabile».


Da quel momento, sono morta mille volte.


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