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Una storia di

Le Changement de Georgette

Il cambiamento di Georgette

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Pubblicato il 14 novembre 2019 in Fiabe

Tags: #cuore #risveglio #favole

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mio nipote racconta, io scrivo



Questa è una storia un pò strana.

Perchè strana, mi chiederete? Perchè parla di una donna odiosa, maleducata, intollerante e criticona: di una certa Georgette che abitava a Parigi.

Lei non voleva bene che a se stessa, non aveva amici, non aveva da tempo più contatti con i genitori e non aveva fratelli o sorelle, praticamente viveva da sola, isolata dal resto del mondo.

Odiava le persone e quando qualcuno le si avvicinava per domandarle qualcosa rispondeva sempre in malo modo,con disprezzo e poi, fra sè e sè, cominciava con le critiche: "che brutta faccia, ha una testa che sembra un mappamondo, vestito male e poi puzza!"

Naturalmente non sopportava proprio i bambini... Le dava fastidio persino sentirli parlare e vederli giocare, se poi qualcuno le passava accanto e casualmente la sfiorava, coglieva l'occasione per rimproverarlo fulminandolo con lo sguardo.

La sua rigidità si vedeva subito: camminava dritta senza mai voltarsi tenendo la borsetta a tracolla ben stretta con la mano destra, non si voltava neanche per guardare le vetrine e, soprattutto, non guardava nessuno negli occhi.

Questo suo atteggiamento però un giorno le fu fatale: mentre attraversava un viale molto trafficato del centro di Parigi, si dimenticò di controllare il semaforo e un'auto la investì!..... cadde in terra....subito giunsero i soccorsi e venne trasportata in ospedale: le sue condizioni erano gravissime.

Mentre il corpo di Georgette, sulla terra, era in camera di rianimazione, il suo spirito volò in cielo, seguì la strada già tracciata e si ritrovò davanti ad un grande portone. Bussò. Nessuno rispose. Bussò di nuovo ed ancora nessuno rispose.

Stanco del viaggio, lo spirito si appoggò al grande portone e si addormentò.

Quando si risvegliò vide che il portone era stato un pò aperto, ma poco poco, ci poteva passare giusto uno spiritello magro magro.

Provò ad entrare e fortunamente ci riuscì. Quando si guardò intorno si accorse di essere in un posto caldo e soleggiato, c'era una fontana che zampillava acqua turchina e basta.. non c'era altro.

Una voce pulita e profonda parlò: "Spiry-Georgette, è il tuo turno, vieni, segui quel raggio di sole più luminoso e mi troverai."

Spiry-Georgette (abbreviazione di: spirito di Georgette) seguì le indicazioni e si ritrovò in una stanza semi buia dove, davanti a un grande monitor illuminato, c'era un giovane smilzo con la pelle color cioccolato, i capelli rasta raccolti in una passata rossa, cuffie sulle orecchie e un bel sorriso che gli illuminava il viso.

Ballonzolava e gesticolava a ritmo di rapping: "Ciao, sono Report Assistent Gesus, ma tu puoi chiamarmi Rep-As-Gì, ho appena rivisto il filmato di tutta la tua vita sulla terra: un vero disastro direi! Se dovessi decidere io, d'istinto, ti spedirei direttamente al piano seminterrato, ma qui decide tutto il Professore. Lui è buono e vuole sempre dare una seconda possibilità a tutti.."

Spiry-Giorgette rimase immobile, tutto ciò che aveva appena visto e sentito era veramente roba dell'altro mondo! Ma in fondo era tutto vero: quando era sulla terra con Georgette era stato molto svogliato, non si era mai fatto conoscere da lei, non le aveva mai dato buoni consigli e si era rifugiato nella parte più profonda ed inaccessibile della sua personalità. Georgette, senza la sua guida, era vissuta nell'ombra.

Una scritta azzura passò sul monitor e, ancora gesticolando, Rep-As-Gì la lesse e comunicò: "Ok, Spiry, è deciso, torni giù! Cinque giorni, cinque, per la conversione (cioè per "cambiare strada"), se ci riesci è ok, altrimenti sarete spediti tutti e due (tu e Georgette) al piano di sotto (tu sai dove...)"

Il monitor si spense, Rep-As-Gì scomparve, apparve invece una spirale luminosa che sibilando avvolse Spiry-Giorgette... un attimo, il sibilo cessò e Spiry si ritrovò sulla terra, in quella camera di rianimazione.

Il corpo di Georgette giaceva immobile sul letto.

Spiry-Giorgette aveva capito la lezione e stavolta non sbagliò: rientrò in quel corpo e si posizionò nel centro del petto, proprio dentro a quel muscolo chiamato CUORE e lì sarebbe rimasto sempre.

Giorgette ebbe un sussulto, riaprì gli occhi: le macchine a cui era collegata cominciarono a suonare.

Accorsero gli infermieri, che chiamarono i medici, che chiamarono il direttore sanitario, che chiamò anche il prete, tutti per constatare il miracolo: la donna ormai in coma irreversibile, data per spacciata, era ritornata in vita!

Quando, dopo cinque giorni, Georgette fu dimessa dall'ospedale, ringraziò, abbracciò e baciò gli infermieri, i medici, il direttore sanitario e pure il prete e poi chiamò sua madre e suo padre.


FINE


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