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Una storia di DomenicoDeFerraro

FABULA BREVE ET BELLA DEI DUE MONDI

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10 minuti

Pubblicato il 05 dicembre 2019 in Fiabe

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FABULA BREVE ET BELLA DEI DUE MONDI




Sono in una stanza d’albergo. Dalla finestra osservo strane ombre muoversi nel fitto bosco difronte. Il silenzio fluisce , inebria la psiche Emergo dalle illusione passate . Giganti in manca di camicia vanno a spasso per il giardino. Lancio nel vuoto sassi. Alcuni giganti passeggiano sotto la mia finestra penso sia normale trovandomi ai margini di un bosco sacro. Li osservo dietro un rovo di spine vedo un mondo diverso una colonia di lucciole volano e rubano il sonno ad un dio avvolto in una spessa pelliccia di lupo. Osservo le lucciole volare nell’aria , andare per luoghi incantati , parlare tra loro della vita. Alcuni mostri si nascondono nell’oscurità. Mostri dagli occhi grandi , figli delle paure degli uomini. Mi sento intimidito , vorrei reagire a questa guerra dei mondi descritta per filo e per segno in un diario personale. Qualcosa mi spinge verso un mondo capovolto in lotta con se stesso , che non ha volto , duro a morire come l’idea della libertà. La inseguo dentro me stesso fino a tarda sera . Incredulo nella mia volontà di riuscire ad ogni costo ad accendere il fuoco della ragione. A coltivare un fiore linguistico dalle mille parole dai petali di cristallo.


Sono estasiato , ai margini del bosco incantato vedo le creature del bosco scomparire in un idea raminga. Mentre un gigante peloso si nasconde dietro un albero . Non vorrei gridare , provo a non farmi vedere , credo nella vita , fuggo dalla morte della mia età di come il mondo cade e si rialzi dalla fossa in cui è caduto. Un minuscolo mondo , dorme sul palmo di mano di un dio oscuro , senza tempo che parla ai lupi, parla alle donne di malaffare. Sono chiuso nella mia idea di conquista , spingo la sedia , premo il bottone salgo verso l’alto , incredulo aspettando mi venga a prendere un angelo e mi porti lontano in un altra storia . In un mondo diverso. Le lucciole svolazzano, quasi impazzite , tra i cespugli fitti , dall’odore di paglia secca , di avena ammuffita. E solo il gigante conosce la verità di questa storia , conosce il cuore della fanciulla , seduta dietro quella finestra ove intravedo un paesaggio millenario. Una storia di popoli di eroi , di caduti in guerra. E rivedo il gigante assopito ed attendo che le stelle ritornano a splendere nel cielo della mia incoscienza.


Sono convinto di farcela

Sei l’unico che ci crede

Non vorrei tirare l’acqua al mio mulino

Prego si segga, ci parli dei suoi dubbi

Lei da dove vieni?

Io sono di passaggio , non ho l’ombrello neppure una chitarra per suonare un pezzo allegro

Sono felice che lei sia qui

Sono piccolo e canto quando sono felice

Sa è caduta la luna nel pozzo di nuovo .

Ci vuole qualcuno che l’aiuti a risalire lassù tra le stelle

Conosco un gigante pigro, sa parlare molte lingue ,pochi denti, pochi capelli non ha il senso della misura , ma in fondo è una brava persona

Sono con lei proverò a telefonare al capo a mettere le cose a posto

Le sono grato non voglio ferire nessuno tanto meno me stesso.

Ha ragione il viaggio è stato duro.

Come è difficile comprendere l’animo altrui .

Non vorrei continuare a giocare , rimpiattino.

Le lucciole brillano nel buio ed io sono innamorato di una di loro

Mio caro l’amore è un ombrello ,con un grosso foro all’interno

Non mi dica che ci ha provato anche lei

Ma sa lei mi è assai simpatico la vorrei al mio servizio

Perbacco , sono senza colbacco, picchio duro quanto voglio

La neve arriverà , come il giorno prima della notte con la sua pigra indolenza

Mi ferisce ,sono agitato credo, non pranzerò stasera

Siamo alle solite , senza denari non si cantano messe.


Ho finito di contare i miei morti . Ora sono felice di aver visto tante cose nuove , di essere uscito , poi entrato nella gioia biblica di una bellezza senza tempo . Sono stato tre ore a parlare con il gigante di politica. A lui piacciano le graffe dorate , cotte nell’olio caldo. A me piace il sapore delle cose andate. Il luogo perfetto per essere vivi nel museo delle cere. Anche se il problema intristisce assai non ci sono conclusioni in merito . Assiomi , leggi, possono debellare la morale di un piatto di minestra andata male? La bellezza è azionare una leva ,togliere l'altro dalle cose cattive. Poi tutto scorre. La lucciola continua a battere sotto un lampione, attende passi una macchina veloce per essere rapita dalla sua vita. E natale , l’aria fredda non cede al pensiero, felice scema nella logica delle cose banali in quell’idea deleteria che genera in noi stessi una nuova dimensione. Plastica o oggettiva il gioco non vale la candela. Una fiammella rimarrà per tutta la notte accesa , un fuoco arde nella mia memoria. Ed il canto della morte s'ode nel grido della lucciola ferita. La guerra non mi ha fatto mai paura . Però continuare a combattere mi ha trascinato verso un altra esistenza , verso la pienezza dell’ideale . La vita nasconde sempre una cattiva sorpresa. Il risvolto della medaglia. Nero o bianco tutto quello ho vissuto è stato fatto ad immagine di un sogno di un santo ed ecco ora la mia storia di uomo libero.


Mi sveglio dopo la lunga notte ,dopo aver creduto ogni cosa sarebbe tornata normale, prima il gigante ritorni al bar con uno gnomo a cantare l’Aida . Il mio sapere è una piccola goccia nel mare della fantasia un momento psichico che trascende l’amore nella vita , nella sua forma come espressione causale. Qualcosa che trascende l’essere , verso una nuova definizione . Sono stato troppo frettoloso, nell’amare nel chiedere cosa siamo, molti non prendono mai in considerazioni tu chi sei , fin quando la morte non bussa alla tua porta. Sono stato figlio del mio tempo e le creature del bosco mi salutano , poi ci ritroviamo tutti al bar , le lucciole vestite elegantemente con lunghi scialli rosati , avvolte in un manto di luce. Ho sperato di conquistare l’amore la pace in un idea raminga venuta a galla con il sogno della notte trascorsa . Un breve ricordo nella vita d’ognuno , emergerà con tutta la sua bellezza con l’avanzare degli anni con i canti ed i miti di una natura generosa che anima i nostri sogni in immagini bibliche . E verrà il signore con l’ombrello a lamentarsi avrà una testa caprina , avrà una coda , un cuore grande come il mondo. Puro , dolce come l’acqua del ruscello che scorre verso valle . Le ninfe sono nude, sedute vicino alla fonte , ballano ridono , tutte sanno cosa è l’amore , quando arriverà il temporale. E mentre il signore con l’ombrello m’ accompagna a casa , mi confessa d’aver provato a toccare un seno ad una ninfa , a tirare un pelo nero uscito fuori da quell’indumento stretto e colorato cosa che la reso quasi folle cosi quando ritorniamo a casa , saremo come quelle creature dei nostri sogni.


Lo prende un caffè ?

Sono astemio , non bevo di prima mattino

Ma è caffè no vino

Credevo di dover bere una cosa diversa

Non faccia polemiche qui la politica non ha ragione d’esistere

Lei vorrebbe relegarmi in una stanza buia

Sono il proprietario , no il mostro del suo sogno

Credevo peggio

Faccia presto

Mi vesto e vengo

Sono arrivati , le presento la signora lucciola

Piacere sono il signore di passaggio

Io sono il gigante peloso

Piacere anche se m’intimorisce tanto

Facciamo come nelle fiabe , saremo tutti felici è contenti alla fine

Lo spero

Non faccia quella faccia

E che dovrei andare in bagno

La scena si fa raccapricciante il gigante si trasforma in coniglio

Quale meraviglia è questa

Sono il gigante meneghino mi trasformo in un bambino

Dove l’avete trovato quanto è simpatico

Non possiamo dirle da dove viene

Dal bosco sicuramente

Piove avete l’ombrello ?

Sono bagnato e sogno

Non portatelo in lavanderia

Si credeva un Dio

Invece era il personaggio di una fiaba

Facciamo quattro passi

Volentieri

Al bar la gente si trasforma in strani esseri , gnomi e mostri , barbuti con tante corna colorate . Ed è bello riassaporare il gusto dell’avventura. Vedere quelle strane creature interagire tra loro. Ma la guerra come sempre arriverà e porterà altro dolore ci porterà ad un bivio illogico , fatto di muschio secco , dove pascolano le pecorelle del presepe ove ad un bivio si sceglie d’ essere uomini o animali . Ma questo le creature del bosco non gli ne frega nulla , loro vivono la loro esistenza in base alle leggi della natura . Un mondo incantato in cui puoi trasformarti in ciò che vuoi in ogni momento in esseri strani , belli , brutti , non ha importanza e il contenuto quello che conta il succo del discorso. Tutto diviene, tutto si forma . L’aurora giunge con il mattino. Con il suo carico d’idea di immagini surreali . Il mondo questo posto non è proprio cattivo. La vita può essere generosa a volte , ingrata , una vita che si trasforma in qualcosa di nuovo in un sapere antico che unisce gli uomini con le creature del magico bosco.


Non ho voglia di narrare altre cose inverosimile e stupide. La mie lacrime cadono come la pioggia , illumina come un lampo, perduta in un vecchio canto gridato ai margine della strada che percorro. Dove incontro lucciole e gnomi farfalle dai vari colori , ninfe efebiche , lasse nell’esperienze dell’essere uno e trino nel concetto del divenire. Ed ogni cosa si trasforma in ciò che credo in quello perseguo nella mia logica innata , capace di trasformante la vita in un canto . Saltare da un quaderno colme di parole, insieme alle caldarroste da mangiare strada facendo. Sono al bar ad assaporare questo caffè bollente , quando una farfalla piega l’ali nella favola bella ed emerge dal mio triste vivere.


Si è perduto in un sogno strada facendo

Sono ancora appeso al tram

Dai scendi andremo al mare

Non ho il costume

Non ha importanza lo faremo senza

io sono puritano credo nella morale e non mostro al vento il mio credo

Sei matto ti chiamerò mattino

In questo mattino sono ritornato ad essere uomo

Hai visto era facile , bastava lasciarsi andare

Non voglio essere un misantropo ma credo , scriverò una nuova novella

Bella con tante idee cretine

Non so ,credo la scriverò all’incontrario

Che immagine lasciva

Lascia stare questi ci scoprono

Beva il caffè signore se no si raffredda

Grazie ho passato una nottataccia

Qui siamo tutti comprensivi ,se vuole l’accompagno all’ospedale

Forse non sarebbe una malvagia idea , credo di sapere perché le farfalle sono ermafroditi, molto simili agli dei

Ho le traveggole sarà il vino bevuto ieri sera

Lo dicevo io andrai all’inferno per tutti i peccati commessi

Tutti ci andremo non si preoccupi anche i prelati

Beh quelli hanno le ali per volare via

Di certo gli angeli anche loro a volte piangono

Lo diceva sempre mia nonna vedrai tutto sarà come hai sperato fosse

Lei forse non lo sa ma qui la guerra ha portato tanta distruzione.

Il sangue ha macchiato la terra cosi sono nati alcuni alberi del bosco , fitto e sinistro come la sinistra al governo

Ecco dove arriveremo ad essere come loro al governo

Non possiamo fare finta di nulla ,tutto ci è permesso

Il dare e l’avere ci condurrà ad una nuova guerra

Ma beva il caffè, non faccia tardi l’autobus passa tra un ora la porterà giù in paese

Certo ha ragione ma che se ne frega di tutto il resto

Ecco ha colto nel segno

Grazie.

Ritorni quando vuole.

Che persona educata. Avrà fatto finta, se vero , era tutto uno scherzo di pessimo gusto. Come l’acqua del fiume, il vino era acido , cosi la melanzana nell’orto ha reso santo il morto che ha sorriso alla luna , mentre le lucciole continuavano a ballare una gaia mazurca. Tutto il resto non conta , siamo parte di una storia infinita a volte non a lieto fine . Incompresi , in mille domande la lama giunge alla ragione dell’immaginare ciò che siamo, parte integrante di questo meccanismo. Certo il gigante non era poi tanto peloso , qualcosa gli era andato storto. Lo notato , quando mi ha guardato di sbieco penso che la sua vita , non era migliore della mia. Di certo quando sarò in pubblico ne parlerò di certo , faro finta che tutto vada bene poi esporrò il caso. Le fiabe sono una topica , fatte di tante ossa sepolte in campi miracolosi ove ti puoi aspettare da un momento all’altro fiorisca una nuova storia, meno banale , forse più bella di quella che avresti immaginato per un attimo . Proprio come questa mia lunga attesa in questo topico luogo da cui ho preso l’autobus che mi ha riportato all’inizio di questo amore.


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