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Una storia di AndreaRusso28

La rivalsa del giovane Thanatos

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20 minuti

Pubblicato il 02 febbraio 2020 in Fantasy

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Prologo

Nel 1453 un eremita solo e disagiato di nome Thanatos viveva in una collina ai piedi di una foresta. Un giorno, decise di ritornare in città, e per farlo avrebbe dovuto sconfiggere i mostri creati dallo stregone Ermes. Thanatos prese la sua spada, la sua armatura e il suo scudo,inoltre portò con sé delle pozioni per situazioni di estremo aiuto, così andò nella foresta e giunto all’ingresso, incontrò un ragno enorme e spaventoso, chiamato Aracnos, costui gli disse: “chi osa presentarsi di fronte al guardiano di questa foresta?, terrificato dalla sua voce spaventosa e imponente rispose: “il mio nome è Thanatos e desidero entrare, quindi lasciami passare!”, il ragno replicò dicendo:” beh se vuoi passare non illuderti non sarà un’impresa facile e per farlo dovrai prima affrontarmi”. I due iniziarono una battaglia che non durò poi così tanto, caratterizzata da una parte da attacchi con le zampe e il veleno, dall’altra da salti qua e là, con la coadiuvazione dello scudo per la difesa. Thanatos ebbe la geniale idea di tagliare una ad una le sue zampe grossolane, mossa che permise di annullare i movimenti dell’avversario e infine con una serie di fendenti violenti e decisivi sul corpo dell’avversario pose fine a questo scontro. Al suo ingresso constatò che ci fosse qualcosa di spiacevole, egli infatti vide la presenza di una trappola disseminata sullo spazio circostante, si trattava di fili collegati fra loro disposti in rapida successione, così alzò lo sguardo e girandosi intorno vide dei pugnali nascosti sugli alberi, e pensò: “dovrò porgere la massima attenzione, se dovessi toccare quei fili si scaglierebbero inevitabilmente su di me”, con una rincorsa breve e decisa sobbalzò superando miracolosamente gli ostacoli e gli attacchi, ma quella fu soltanto la prima di moltissime disavventure.






Il Delfino e il Toro-capitolo°2

Ciò che vide nell’area immediatamente successiva era qualcosa di assolutamente spettacolare , ai suoi lati infatti vi erano le presenze di diverse cascate d’acqua, a ciò si aggiunse anche la presenza di un uomo atipico con la strana forma di squalo dalle dimensioni maestose e un muro da scalare, egli se ne sarebbe servito per effettuare l’attacco decisivo, così il suo avversario si pronunciò dicendogli: Il mio nome è Delphinos, se pensi di potermi battere allora sappi che dovrai impegnarti a fondo”, Thanatos disse: “ bene sappi che sono decisamente intraprendente, coraggio grande squalo fammi vedere cosa sai fare”. Egli lo attaccò con la sua enorme bocca lanciandogli diversi spruzzi acquatici, Thanatos riuscì a schivarli muovendosi agilmente seppur con notevoli difficoltà, ma qualcuno di essi lo colpì , con grande tenacia continuò a rialzarsi più e più volte dal terreno, infine scalò quel muro posto davanti a lui, effettuando un grande salto e per mezzo di esso, concluse direttamente lo scontro con un violento fendente alla testa decapitandolo, uscendone vittorioso. Nell’ area immediatamente successiva c’era un’atmosfera davvero macabra, caratterizzata da un cielo cupo e dei fulmini che a tratti illuminavano il cielo. Ed ecco che di fronte a lui apparve una strana ed insolita presenza. Si trattava di un altro cavaliere, un toro, massiccio ed imponente, dotato di occhi cremisi e un aspetto decisamente poco confortante , due scudi e due spade molto lunghe e affilate, e non poté che rimanere sbigottito. Così egli si presentò: “il mio nome è Tauros, ebbene se vorrai passare da qui stai molto attento poiché assaggerai la mia barbarica forza e le mie violente spade”, a codesto avvertimento rispose il giovane eremita: “sono consapevole dinnanzi al rischio in cui mi trovo, ma non mi tirerò pur certo indietro se voglio raggiungere il mio obbiettivo!”, con un impeto e una dose di impulsività eccessiva si fiondò su di esso attaccandolo frontalmente, sfortunatamente però grazie a una difesa considerevole attraverso gli scudi, l’attacco ebbe un effetto deludente e di conseguenza ci fu il contrattacco, attraverso una presa sul capo lo afferrò facendolo roteare con una velocità di esecuzione impressionante e lo lanciò in alto effettuando un salto e servendosi di entrambe le spade per attaccarlo, così facendo procurò danni seri all’armatura, Thanatos rimase a terra per un paio di minuti, ma ad un certo punto...ecco che con grande tenacia e coraggio si rialzò ostinato nel suo intento, con un tono di voce sussultante gli disse: “ io non mi arren-de-rò nono-stan-te tu sia vera-men-te for-te, sap-pi che riu-sci-rò a ba-tte-rti, per-ché il mio obbi-etti-vo è pro-se-gui-re”. Con grande forza di volontà grazie a delle pozioni rigenerative che aveva ricordato di aver portato con sé, riuscì a riprendere parte della salute , riacquisendo così le dovute forze, effettuando una serie di attacchi che produssero il medesimo effetto dei precedenti, così egli decise di escogitare uno stratagemma, infatti con una rapidità e una scaltrezza (tipica del nostro eroe), si avventò direttamente sull’avversario e lo disarmò, prendendo prima il primo scudo, poi il secondo cosicché da lanciarli a una distanza di sicurezza tale da non poter più avere la possibilità di servirsene, a quel punto lo attaccò più e più volte distruggendogli l’armatura , infine sferrò un colpo decisivo, infilzandolo definitivamente alla testa ponendo così fine al terribile e violento scontro.

Una nuova epoca-capitolo°3

Proseguendo tutto sembrò all’apparenza troppo semplice, ma così non fu, infatti davanti non c’era proprio nulla ad ostacolarlo, talché con molta sicurezza andò avanti, ma all’improvviso qualcosa si accese, con un’espressione allarmante capì subito che c’era qualcosa di insolito e vide sul terreno la presenza di una mina da combattimento talmente piccola ed impercettibile che si trovava in dirittura di esplosione, di scatto compì diversi balzi e inevitabilmente si attivarono anche le altre, ma Thanatos con una grande dose di fortuna, riuscì a superare tutte le mine presenti sul terreno. A questo punto del percorso trovò di fronte a lui un dinosauro, Thanatos ignaro della sorpresa che gli sarebbe stata riservata gli disse: “sono giunto fin qui e non ho la minima intenzione di mollare, anche se mi trovo di fronte a un altro grande ostacolo per me”, con una grande sicurezza di sé gli rispose l’ avversario: “bene attaccami pure se vuoi, visto che sei arrivato fino a qui fammi vedere ancora una volta la tua blasonatissima forza che ti ha permesso di arrivare da me!, a codesta sfida ancora una volta il nostro valoroso eremita si scagliò su questo nuovo mostro, ma ad un certo punto come per magia scomparve nel nulla e un portale vorticoso si aprì catapultandolo all’interno senza alcuna possibilità di uscita. Dopo una manciata di minuti si svegliò senza riuscire a focalizzare quanto fosse accaduto, poichè all’improvviso quel mostro sparì nel nulla, in realtà si trattava semplicemente di un ologramma traslato sul terreno grazie all’aiuto di un proiettore nascosto su un albero nei dintorni. Ignaro di trovarsi nella sua antichissima cittadina medievale traslata nel futuro, si girò guardandosi intorno, constatando di li a poco di trovarsi all’interno di una città esteticamente più rinomata rispetto alla propria. Accanto a lui un cartello, su cui c’era scritto: “welcome to Bludhaven!”, questa si trovava nell’arco temporale dell’anno 2000 , adibita e organizzata in maniera completamente diversa dall’epoca medievale in cui visse, con auto e moto che scorazzavano per le strade, e un via vai di gente con abiti decisamente più moderni.

Strani incontri-capitolo°4

Così ciò che fece il nostro eroe fu andare in giro per chiedere informazioni su dove si trovasse esattamente, nessuno dei passanti sembrava volesse degnargli un po’ di attenzione. Sorpreso da tutto ciò che vedeva si mise a camminare, quando, fermatosi a guardare le vetrine dei negozi, notò dentro la vetrina di uno di essi delle armi, e ne rimase colpito, egli vedendo quelle armi ebbe un flashback riconducibile agli anni in cui visse quando era ancora nella sua città, si trattava infatti di quel frustante ricordo dove Thanatos prese definitivamente la decisione di cambiare vita e trasferirsi, questo avvenne perché tra lui e il Barone Fergus c’ era un’ottima amicizia, ma un giorno lui lo tradì, e si creò una disputa fra i due, poiché ci furono diversi sabotaggi da parte del figlio Kayle alle armi che Thanatos stesso produceva, inoltre molto spesso lo aveva sfidato più e più volte per la contesa dell’armeria, promettendogli che lo avrebbe lasciato in pace se lui avesse perso, ma la sua parola non fù mai puramente autentica. Un giorno Kayle con grande arroganza e superbia si presentò direttamente in armeria e senza alcuno scrupolo gli disse: “mio caro Thanatos, vengo qui perché mi è giunto un telegramma sul quale è riportata la notizia che io prenderò il tuo posto, quindi fatti da parte giovane moccioso, questo negozio spetta esclusivamente a me”, in fondo a codesto telegramma vi era apposta anche la firma del rè, di fronte a ciò egli rimase sbigottito, poiché capì subito che si trattava decisamente di un complotto, infatti sapeva benissimo che il padre di Kayle era in ottimi rapporti con il rè, e rispose: “ non è assolutamente lecito il fatto che io debba cederti il mio posto, questo è del tutto ingiusto nei miei confronti, tu non sarai mai come me, la gente mi ama per ciò che faccio da anni, sappi che tutti mi elogiano perché realizzo i migliori equipaggiamenti della città!”, con un’espressione malinconica ripensando anche a quanto era successo nel corso degli anni con il padre, Thanatos concluse dicendo: “ti dirò un’ultima cosa: presto mi vendicherò e lo farò per questa città lo giuro, mi riprenderò tutto ciò che mi appartiene, è solo questione di tempo aspettate e vedrete! ”, infine andò verso la porta e la afferrò sbattendola prepotentemente. Al termine di questo momento di distrazione entrò e si avvicinò al proprietario dell’armeria per parlare con lui, costui era un uomo anziano che aveva tutta l’aria di aver trascorso la sua intera vita tra le quattro mura del negozio, inoltre egli rimase stupito nel vedere Thanatos con dei vestiti risalenti all’epoca medievale, infatti disse:” salve il mio nome è Thanatos,mi scusi tanto per il disturbo, so di esserle di intralcio in questo momento, ma avrei un grandissimo favore da chiederle e spero che lei possa darmi una mano, come può vedere sono piuttosto trasandato, se non le dispiace vorrei che mi fornisse un po’ del suo materiale, avrei bisogno di un’armatura migliore perché quella che ho in questo momento è stata danneggiata gravemente in battaglia, inoltre questa spada e questo scudo hanno subito notevoli danni da combattimento, mi sarebbe anche utile poter portare con me qualche pozione per riprendere un po’ di salute quando è necessario”, a quelle richieste l’uomo lo osservò attentamente, e con grandissimo senso di umanità gli rispose dicendogli: “innanzitutto io mi chiamo Flegias lieto di conoscerti, lavoro qui da quando ero ragazzino, detto questo ti aiuterò senza indugio visto le tue pessime condizioni, fornendoti il mio totale supporto, ecco quello che posso darti: una spada dotata di un metallo decisamente molto resistente proprio come questa armatura, uno scudo di legno e infine eccoti qualche pozione “chankonabe”, delle tocca sane per il tuo corpo, formate da un miscuglio di diversi ingredienti, ti permetteranno di ritornare perfettamente in sesto quando ti trovi in situazioni di grandissima difficoltà”. Thanatos prese tutto ciò che gli diede il saggio uomo, e lo ringraziò dicendogli: “sono infinitamente grato per tutto ciò che mi ha dato, lei è veramente molto gentile, adesso però devo mettermi in marcia, mi aspettano altre nuove ed entusiasmanti avventure, ah dimenticavo vorrei chiedere un’ultimissima cosa, saprebbe spiegarmi il modo per tornare nel mio universo?”, Flegias gli rispose: “mi dispiace, ma non saprei in alcun modo aiutarti, ti posso consigliare però di fare visita a uno scienziato, si trova al palazzo del re, si chiama Otacon , chiedi di lui, ti aiuterà a creare il portale per tornare nel tuo mondo alternativo, ti raccomando solo di stare molto attento, tutti parlano in città di quello stregone malvagio che creò molti anni fa quei mostri ed è grazie al tuo aiuto se adesso oggi è libera da quegli esseri spregevoli, inoltre è anche per questo che ti sto aiutando con piacere, perché spero tu possa riuscire a fare ciò che è stato già fatto all’epoca, cioè sconfiggere Ermes, mi raccomando abbi molta prudenza appena vi farai ritorno, oltretutto io sono sicurissimo che riuscirai a farcela, buona fortuna!”. Thanatos senza perdere tempo, si diresse di corsa al palazzo del rè, poi entrò nella stanza principale, e chiese ai suoi sudditi dicendo: “buongiorno, sto cercando lo scienziato Otacon , dove posso trovarlo?”, in quel momento tutti erano impegnati a compilare diverse pratiche burocratiche per il rè , ma poi dopo diversi attimi, uno di loro alzò lo sguardo e gli disse: “ sali al 5° piano, li troverai chi stai cercando”. Così dopo aver percorso tutte le scale, con un grande fiatone arrivò al 5°piano, entrò e lì trovò Otacon mentre leggeva i suoi libri, soggiogato dalla sua incredibile passione per la scienza, Thanatos gli disse: “mi scusi, mi hanno detto che lei è in grado di creare i portali che permettano l’accesso agli universi alternativi esistenti, potrebbe darmi una mano per tornare nella mia epoca medievale?, con un’ espressione sul viso su cui traspariva un leggero senso di disapprovazione, distolse lo sguardo da ciò a cui stava prestando attenzione in quel momento, e gli disse: “diversa gente è venuta qui per chiedermi ciò che mi stai chiedendo anche tu, sei l’ennesima persona che lo fa, ma ciò che mi ha spinto ad aiutarla fino ad oggi è il fatto di poter avuto fare in modo di arricchire la mia fama, infatti ho permesso a molta gente di poter tornare indietro per salvare il loro mondo dalle loro minacce , quindi lo farò volentieri anche con te”. Si alzò prendendo con sé una pistola che rilasciava dei vortici tridimensionali e aprì il varco per il rientro nel suo mondo, Thanatos lo ringraziò dicendogli :” grazie tante per quello che avete fatto durante la mia permanenza in questo universo, mi avete dato una grandissima mano, ebbene è il momento di andare, arrivederci ”.


Il Cerbero e il Drago-capitolo°5

Catapultato nuovamente nella sua epoca di origine, proseguì per la sua strada e giunto alla prossima area, trovò un mostro enorme con tre teste, il suo nome era Cerberus, costui gli disse: “ non conosco il tuo nome, ma se sei giunto fin qui, devi aver avuto un grande coraggio oltre a una grandissima dose di fortuna, purtroppo però sappi che sei arrivato al capolinea, non ti permetterò di accedere all’area finale dove risiede il nostro padrone Ermes, e anche se dovessi riuscire a battermi soccomberai di fronte alla forza sovrannaturale del nostro padrone”. Cerberus cominciò a sbattere i piedi sul terreno, facendo si che esso si sgretolasse lentamente di zona in zona, il nostro eroe cominciò a balzellare per evitare di sprofondare nelle enormi buche dell’avversario, anche stavolta si prodigò ad elaborare una tattica che portasse a un risultato vincente, così cominciò ad arrampicarsi su un albero per districarsi tra i rami, egli riuscì ad avvicinarsi e infine saltò su una delle teste del proprio avversario cominciando a tagliarle una ad una con diversi fendenti molto violenti, partì dalla prima, poi la seconda ed infine la terza, privandolo nettamente delle parti superiori e di conseguenza prima che il corpo si accasciasse completamente sul terreno, Thanatos saltò da esso per riportarsi nuovamente sul terreno. Il nostro giovane eroe sperò che non si sarebbe più dovuto trovare davanti ad altri mostri, ma così non fù, infatti davanti a lui vi era un’enorme drago, egli si presentò a lui con una voce roboante, dicendogli: “Chi osa mostrarsi di fronte al drago Silverwing?, con grande sicurezza dei propri mezzi e un pizzico di ironia, gli rispose dicendogli: “sono un’eremita , vengo da quella collina lassù, sai devo dire che la tua voce è talmente potente da far tremare anche gli alberi di questa foresta, ma non ha alcuna importanza, io ti sconfiggerò ugualmente”. Silverwing si alzò in volo andando in alta quota, cominciando così a sputare fuoco, per evitare i suoi attacchi Thanatos si mosse rapidamente, ma Silverwing cambiava frequentemente la propria metodologia d’attacco, alternando anche diverse planate oltre agli attacchi di fuoco sul terreno, così Thanatos trovandosi in grande difficoltà pensò: “ devo cercare rapidamente una tattica che mi permetta di poter arginare efficacemente questo avversario davvero difficile da battere”, con le dovute tempistiche cercò una soluzione al problema ed ebbe la geniale idea di aspettare il momento giusto per saltare su di esso, cosicchè da poterlo attaccare direttamente. Non appena si presentò l’ occasione, dopo diversi attacchi da parte di SIlverwing, (dei quali alcuni andarono anche a segno), Thanatos saltò su di esso e cominciò ad attaccarlo procurandogli diversi danni, infine sferrò il colpo decisivo prendendo la spada per infilzarlo al centro del proprio corpo, uscendo ancora una volta vittorioso dall’ennesimo e terribile scontro.

Scontro decisivo-capitolo°6

Mentre il nostro eroe si avvicinò sempre più alla prossima area, le sue ansie così come le sue preoccupazioni crescevano a dismisura, oltretutto non solo avrebbe dovuto affrontare Ermes, (impegno che avrebbe richiesto un’enorme dispendio di energie), ma doveva fronteggiare anche il suo aiutante Eteocle, creatore delle trappole disseminate sulle 2 aree presenti nella foresta, giunto al punto, trovò un terreno scivoloso, formato totalmente da diversi blocchi di ghiaccio, inoltre vi era una brezza di vento che si muoveva a una velocità impressionante sul territorio circostante ed aveva una temperatura spaventosamente fredda, Thanatos rimase stupito (ignaro del suo apprendista a supportarlo), Eteocle si avvicinò dicendogli: “Io sono l’aiutante di Ermes, mi sono occupato io ad aiutarlo a preparare le trappole, sappi di essere fortunato, il fatto che tu sia qui è un privilegio di cui potersene vantare, inoltre se ho acquisito parte del suo potere in questi anni è proprio grazie al grande maestro Ermes che mi ha insegnato alcune delle sue arti magiche, Eteocle cominciò ad attaccarlo utilizzando l’arte dei fulmini, il nostro eroe così avrebbe dovuto fare attenzione non soltanto ai blocchi di ghiaccio presenti sul terreno che si sarebbero potuti rompere, ma anche agli attacchi dell’avversario, così si cominciò a muovere rapidamente, saltando tra un blocco e l’altro con grande determinazione, poi con un pizzico di astuzia, prese lo scudo e lo lanciò sull’avversario, in questo modo rimase stordito, e fu in quel momento che si avventò su di esso per attaccarlo, dicendogli:” Mi dispiace per te, ma è giunta la tua fine, mio caro apprendista”, sferrando il colpo decisivo dritto al cuore dell’avversario. Terminato lo scontro, Ermes si avvicinò lentamente, egli indossava un grande mantello e nel suo volto c’era lo sguardo di chi infondeva non soltanto grande curiosità, ma soprattutto anche grande timore, Thanatos fece lo stesso avvicinandosi con la stessa cadenza dell’avversario, infine Ermes si pronunciò con una voce sui cui in essa si celava grande mistero e gli disse: “ Ebbene il tuo nome è Thanatos, sei stato un giovane dotato di grande coraggio, astuzia e volontà visto che hai superato tutti i mostri che io avevo creato appositamente per presiedere questa foresta, non conosco le tue ragioni che ti hanno spinto a tanto, ma avrai comunque il grande e unico onore di batterti direttamente contro di me, quindi direi che possiamo smettere di chiacchierare e iniziare questa battaglia senza fare altri giri di parole”, Thanatos gli rispose: “ certamente non ho intenzione di perdere altro tempo per chiacchierare con te, sono curioso di vedere la tua grande potenza, mi hanno detto che conosci un sacco di magie, quindi sono curioso di vederti all’opera mentre le usi, iniziamo pure questo scontro!”, Ermes cominciò ad attaccarlo creando diversi soldati, tra cui teschi e zombie dotati di spade ed asce, ma Thanatos non ebbe poi così grandi difficoltà nel fronteggiare codesti nemici e riuscì a liberarsene dopo una manciata di minuti, sconfiggendoli uno dopo l’altro, Ermes intanto continuava a creare ondate in modo da stancarlo, poi ad un certo punto decise di attaccarlo una volta per tutte, utilizzando l’arte del volo si innalzò volando sull’area circostante, lanciandogli diverse magie, quali: le palle di fuoco, il ghiaccio, il veleno, scosse di terremoto violentissime e soprattutto fulmini in rapida successione, talché Thanatos rimase anche colpito da uno di questi colpi, e dovette ricorrere più e più volte all’uso delle pozioni “chankonabe”, date da Flegias durante la permanenza nell’epoca alternativa. Dopo svariati attacchi, Thanatos capì che l’unico modo per riuscire a sconfiggerlo era attaccarlo quando egli si riportasse a bassa quota e al momento giusto si fiondò su Ermes per sferrargli qualche attacco procurandogli lievi danni, egli però decise di mettergli ulteriormente i bastoni tra le ruote, infatti creò due troll dotati di grandi mazze, essi lo attaccarono violentemente con diversi colpi rompendogli parte dell’armatura, fortunatamente però c’erano ancora a disposizione le ultime due pozioni, così ne prese una e muovendosi con la solita scaltrezza e agilità, li attaccò alle gambe per limitarli nei movimenti, poi saltò e sferrò il colpo decisivo alla testa, prima sul primo e poi sul secondo dei due troll decapitandoli entrambi. Stremato da questa lunga ed inesorabile battaglia, continuò a combattere contro Ermes, egli rimase nuovamente ferito dai suoi attacchi, ma fortunatamente con la sola ed unica pozione rimasta, la prese e la ingerì per curarsi dai gravi danni causati dall’avversario e con una grandissima dose di coraggio e fortuna, al momento giusto mirò direttamente al cuore di Ermes attaccandolo con un fendente deciso e potente, terminando lo scontro definitivamente.


Epilogo

Giunto finalmente nella sua cara ed amata “Bludhaven”, Thanatos si recò da un amico fidato nei pressi della sua casa per farsi curare tutte le ferite provocate in battaglia, subito dopo fece ritorno a casa per prendersi il meritato riposo ed un giorno gli giunse un telegramma che lo informava della piacevolissima notizia che al trono salì al posto del vecchio rè Alexander un nuovo rè, il suo nome era Harrison, costui infatti cambiò radicalmente la situazione dell’intera città, egli aveva un cuore davvero tenero e puro, infatti decise di aiutare tutti gli abitanti che si trovano in notevoli difficoltà, e inoltre cacciò via da molte botteghe quelle persone che non erano in grado di svolgere il proprio lavoro, tra questi infatti vi era gente molto incapace e arrogante, preso dall’euforia di questa notizia, corse direttamente nel proprio palazzo per ringraziarlo, e giunto nella sua stanza, gli disse: “Buongiorno il mio nome è Thanatos, sono qui perché vorrei chiederle una grandissima cortesia, so quanto di buono sta facendo per questa città, e vorrei chiederle umilmente un grandissimo favore, Harrison gli rispose: “ chiedimi pure, sono qui per cercare di soddisfare il più possibile le richieste da parte di ogni singolo cittadino”, Thanatos gli spiegò semplicemente ciò che era accaduto moltissimi anni fa, e costatando le sue grandissimi doti da fabbro decise di optare per il re-inserimento nella sua vecchia bottega, infine lo ringraziò, e il giorno seguente si recò direttamente a lavorare nuovamente nella propria armeria, i cittadini erano decisamente più felici da quando ci fu di nuovo lui a gestire nuovamente quell’armeria. Un giorno gli fece visita una ragazza strana e sconosciuta, il suo nome era Margaret, la figlia del nuovo rè, che gli chiese: “Salve, mi chiamo Margaret, avrei bisogno di qualche pozione poiché mi diletto spesso a fare degli esperimenti, mi dia le migliori”, così Thanatos gliele diede, e nei giorni successivi oltre all’abituale clientela questa entrava spesso per acquistarle, nell’occasione Thanatos propose più volte un’uscita con essa, facendo si che i due divenissero così degli ottimi amici, un giorno infatti decisero di mettersi insieme, e dopo molti anni di frequentazioni, fissarono una data per il matrimonio, e proprio in quell’occasione Margaret gli presentò la sua famiglia, Thanatos accettando un giorno, rimase stupito dall’incredibile scoperta di essere la figlia del nuovo rè Harrison, il padre senza grandi dubbi acconsentì al matrimonio tra i due. Finite le nozze i due andarono a vivere in una casa data dal padre, si trattava di un’enorme villa, dotata di ampi spazi, tra cui uno splendido giardino, infine un giorno i due ebbero diversi figli e vissero felici e contenti per il resto dei propri giorni.


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