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Una storia di BrunoMagnolfi

Tirare avanti, lavorare, eccetera.

Il cielo appare tutto striato di nuvole

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3 minuti

Pubblicato il 22 settembre 2020 in Altro

Tags: #disagio #raccontobreve

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Il cielo appare tutto striato di nuvole. Nuvole grigie, bianche, sbuffanti, voluminose, eccetera. Ci sono persone che girano a piedi senza uno scopo lungo le strade del centro abitato, altre che cercano cose da acquistare e curiosano nei negozi che incontrano. In un caffè un uomo sta seduto e si guarda attorno ogni tanto, mentre mangia senza fretta un panino. Dentro c’è qualche altro tizio, ma ognuno sembra pensare soltanto ai fatti propri, oppure a se stesso, eccetera. Non c’è neppure bisogno di dire che l’aria appare pesante, e i rumori e le voci soltanto dei fastidi lontani, con la città piena di polvere sollevata dalle macchine che partono di fretta dai semafori accesi di verde. Tutto identico a qualsiasi altro giorno. L’uomo si alza con calma dal suo tavolino, paga quanto dovuto alla cassa dove sta una ragazza truccata pesantemente, poi si avvia verso la porta per andarsene da quel locale, ma d’improvviso si gira come per aver scordato qualcosa.

“Sono a terra”, fa ad un altro lì accanto. Questi lo guarda, l’espressione di chi non si cura di niente, e difatti dice soltanto: “puoi bere un bicchiere con me, se ti va”. L’uomo non risponde neppure, torna a girarsi verso la porta, la apre con naturalezza e si immette nella scia di altri che camminano lungo il marciapiede. Non sa con precisione verso dove recarsi, le cose per lui si erano messe male già qualche tempo più addietro, ma da ieri è rimasto d’improvviso senza il lavoro che svolgeva da più di un anno, così adesso si sente un po’ arreso, senza un futuro, con pochi soldi, eccetera. Cammina per qualche centinaio di metri senza fretta, poi decide di andarsi a sedere su una panchina al margine di una grossa fioriera. Non vorrebbe provare l’angoscia che gli sta montando, ma non vuole neppure gonfiarsi di birra tanto per cercare di non sentire il morso che prova dentro.

Continua a guardarsi attorno con scarso interesse, poi decide di arrivare all’ufficio dove trattano lavoratori stagionali, contratti a termine, piccole occupazioni temporanee, eccetera, ma quando si ritrova quasi davanti a quella vetrina piena di scritte invitanti, vede che c’è una piccola coda di disgraziati di fronte alla porta, tutti che cercano qualcosa per tirare a campare. Osserva la scena, rallenta il suo passo, quindi si ferma un momento; poi riprende a camminare pensando che quell’ufficio in fondo sarà aperto sicuramente anche domani, e non c’è tutto questo bisogno adesso di rovinarsi per forza la giornata, eccetera. Riempire le ore con i pensieri non è tanto semplice se quelli che hai battono sempre sullo stesso punto parecchio doloroso. A lui forse piacerebbe svagarsi, ma in questo momento non gli è proprio possibile.

Torna a sedersi sulla fioriera di prima, immagina di mettere in terra un cartello con scritto povero cieco, e vedere se qualcuno tra la gente che passa si ferma per dargli conforto. Poi pensa che il momento è difficile per tutti, chissà quanti tra questi che transitano avanti e indietro non sapranno neppure loro cosa fare già da domani, eccetera. Infine torna indietro lungo lo stesso marciapiede, e va ad infilarsi di nuovo nel caffè dov’è già stato mezz’ora fa. C’è ancora il tizio di prima seduto ad un tavolino, così lui si ferma, lo guarda, gli fa: “va bene, bevo una birra con te, tanto non ho altro da fare”. L’altro non dice niente, lascia che lui si sieda, si faccia portare una birra, ne prenda subito un sorso, e sorrida per aver mostrato avanti un comportamento da sciocco. “Avrei un lavoretto per te”, gli fa il tipo invece dopo qualche secondo. Lui adesso ride, gli pare che le cose siano meno complesse di quello che stava appena immaginando, poi attende che l’altro si spieghi un po’ meglio, gli chiarisca quella faccenda, eccetera. Tutto in un attimo pare sistemarsi: c’è da faticare per portare avanti e indietro degli scatoloni pesanti da un magazzino poco distante, ma per il momento è proprio quello che ci vuole per lui, in seguito vedrà di trovare qualcosa di meglio. Eccetera.


Bruno Magnolfi


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