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Una storia di IBonamiciFredducci

Breve Riflessione Su Un Italiota

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3 minuti

Pubblicato il 20 marzo 2020 in Altro

Tags: #vita #riflessioni #pensieri #coronavirus #isolamento

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Sono neurodivergente e, tra le tante cose che questo comporta per me, c’è quella di non provare empatia verso le persone. Praticamente non l’ho mai provata, mai successo. Ne provo tanta per gli animali e perfino per gli oggetti; ma non per le persone. E’ tutta la vita che la gente mi fa notare sta cosa e si incazza; è inutile provare a spiegar loro che non sono così "perchè me la tiro", "mi piace fare la persona superiore", "sono una persona cattiva" e cercare di far comprendere loro la cosa dal punto di vista medico e scientifico...

In tanti sono arrivati a dirmi che sono un mostro, che non sono capace di provare niente e me ne frego delle persone ma, per una volta che effettivamente mi preoccupo per qualcuno e addirittura lo dimostro, come risultato ottengo comunque quello di far incazzare. In questo periodo di Coronavirus ho effettivamente provato preoccupazione per una persona che ho letteralmente visto nascere e che non ha certamente il fisico resistente (pur essendo giovane è malata un giorno sì ed uno no, da tutta la vita) è pure asmatica e si comporta da PERFETTA ITALIOTA, facendo passeggiate continue, andando a fare la spesa ogni cazzo di giorno e bullandosi del fatto di non essere stata ancora fermata. Le dici che in Lombardia iniziano a tracciare i movimenti dei cittadini tramite gli smartphone, e lei risponde che lo lascerà a casa e cmq non può essere tracciata perché non ha mai dato il permesso alle app di accendere il gps (minchiata, perché io non ho mai dato il permesso di usare il gps, ma se ci sono due negozi attaccati ed entro in uno di questi, un istante dopo Google mi chiede di fare la recensione del negozio dove effettivamente ho messo piede).

Ho mostrato lei le mie preoccupazioni, ho cercato in tutti i modi di farla ragionare, ho provato a dissuaderla con ogni tipo di tattica ed argomento; ma ci ho guadagnato solamente di farla incazzare e, addirittura, far incazzare pure il mio gruppo di amici. Hanno sostenuto che ho rotto troppo i coglioni, che il mio comportamento è stato esagerato e che, per come sono, non riesco a comprendere che la gente, in questo periodo, deve anche cercare di restare sana di mente e rischia di impazzire se non esce mai di casa.

OK, IO CI HO PROVATO. FONDAMENTALMENTE SONO CAZZI SUOI. Ho preso le distanze e ho smesso momentaneamente di parlarle: non ha senso e non è giusto preoccuparsi e sprecare il proprio tempo per chi è programmato geneticamente per essere un COGLIONE. Spero per lei che non finisca per doversi pentire della sua tremenda incoscienza (potrebbe anche contagiare suo padre, che non ha più vent’anni ed anche lui ha grossi problemi di salute); ma se ciò dovesse accadere...beh...sarà solo colpa sua e sinceramente le starebbe pure bene.

Non comprendo come troppa gente non riesca a rispettare semplici regole, anche se questo potrebbe voler dire ammalarsi o addirittura far fuori i propri genitori.

Fondamentalmente quello non normale dovrei essere io; ma in questo periodo sono quelli “normali” che mostrano evidenti ed oggettivi segni di pazzia.

Buon divertimento, buone passeggiate.


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