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Una storia di StefanoCiancarella

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LARGO AI GIOCHERELLONI!

Giochi innocenti per scrittori...intelligenti!

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Pubblicato il 14 marzo 2019 in Avventura

Tags: #Avventura #Humour #Satira #Narrativa #Collaborazione

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Bene, si va?

Scriviamo una storia insieme!

Allora, intanto bisogna trovare un soggetto...vediamo...sì, la nostra storia potrebbe parlare di...che so...un grande capitano condottiero!

Anche se, ora che ci penso... no, meglio di no, di questi tempi, i capitani, lasciamoli perdere!

Allora si potrebbe parlare...mannaggia la miseriaccia, non ho idee!

Allora forse prima si dovrebbe trovare un posto... sì,un posto!

Ma quale posto?

Ah beh, sì, potrebbe essere...una stazione? Sì, una stazione!
Però una stazione particolare, non una delle classiche stazioni, dove partono i treni, una stazione particolare, una stazione...una stazione da dove non parte niente!

Voi direte, a cosa serve una stazione da dove non parte niente?

E invece la sua utilità ce l'ha! Pur sempre di una stazione si tratta,no? Con tutti i soldi investiti male, a una stazione dove non parte niente vi andate ad attaccare?

Bene, comunque in questa stazione non ci sono binari! Non solo, non c'è neanche un bar!

Notte fonda e io mi ritrovo qua, che neanche so perché...

Che tra l'altro, io, neanche ci volevo entrare in questa storia.

Sono un condottiero? No.

Sono un grande capitano? Nemmeno.

La mia più grande impresa l'ho compiuta stamattina, riprendendo al volo un toast spalmato di marmellata che rischiava di cadere sul tappeto. Non ho una storia davvero mia.

E no, non sarebbe certo iniziata da una stazione come questa. Lo sanno tutti. È risaputo. Da qui non parte niente: non partono treni, non partono persone, non partono storie. Ma è pur sempre una stazione, quindi se nessuno parte, qualcuno arriva. Se niente inizia, beh... qualcosa ci finisce. Ci finiscono i soldi della "Bandinelli e figli" che è fallita durante la costruzione, prima di riuscire a finire il bar. Ci finiscono i drogati. E cavolo, ci finisce pure questa storia.

La conoscete quella massima che dice che se una farfalla batte le ali a Pechino, a New York arriva la pioggia? Ecco, io sono la farfalla. Nel momento in cui ho ripreso quel dannato toast, qualcosa si è inceppato. Non era previsto. O meglio, era previsto che il mio tappeto si sporcasse di marmellata, che io lo portassi in lavanderia, che la lavatrice si rompesse durante il lavaggio, e che il tecnico, nel viaggio verso la lavanderia, morisse colpito da un asteroide.

E io, riprendendo al volo quel toast, ho salvato la vita al tecnico.

E ho fottuto il mondo.


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