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Una storia di VirginiaPili

Dottor Sleep

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1 minuti

Pubblicato il 02 novembre 2019 in Recensioni

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A distanza di 39 anni Stephen King si prende la tanto desiderata (quanto patetica) vendetta su Kubrik (wiiwiwi, il film è troppo diverso dal mio libro) trasformando una splendida metafora sull'oscurità dell'animo umano (e la faccio breve perché di Shining potrei parlare all'infinito) in un mediocre episodio di Supernatural. Con la differenza che in Supernatural perlomeno c'è Dean Winchester, che sarà anche lui un disagiato, ma ogni tanto ha pure dei lampi di gioia di vivere.
Danny Torrance, trasformatosi da bambino disagiato ad adulto noioso, decide di seguire il pregiato "metodo Klaus Hargreeves per ignorare un super potere che ti fa paura": ubriacarsi, scatenare risse e avere una vita sessuale promiscua. Danny però non ha né il carisma, né il dark humour, né il buon gusto nel vestirsi di Klaus, e trova pace solo quando smette di bere e finalmente diventa quello che ha sempre sognato: un adulto molto noioso.
Gli hippie super cattivi sono l'unico vago merito del film (e francamente sono turbata dal fatto che Stephen King sia più in grado di creare hippie cattivi di serie z di quanto lo sia Tarantino, ma questo è un discorso a parte).
Il ritorno all'Overlook hotel (realizzato con una triste computer grafica) è una pacchianata bestiale, al di là di ogni possibile immaginazione. Ewan Mcgregor ha dimenticato come si recita e a distanza di 23 anni è ancora inseguito dal bambino morto di Trainspotting.

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