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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Racconto ad episodi

I 7 - parte 6

119 visualizzazioni

14 minuti

Pubblicato il 16 gennaio 2020 in Fantascienza

Tags: #poteri #fumetti #ragazzi #supereroi #avventura

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Non voglio essere volgare (non sono un bacchettone; ma ci sono le giuste occasioni per esserlo, e questa non lo è) e quindi non descriverò che accidenti stava succedendo nel sogno di Vì nel momento in cui vi apparve Jakov (poteva ovviamente farlo) urlando: -Piantala con sta vaccata del sogno erotico su Lewis Hamilton e svegliati subito, Ninfetta!!!!!!!! C’è un esercito là fuori, e non penso che sia qui per un festino!!!!-. La rossa si svegliò istantaneamente e scattò in piedi sul letto, con un movimento decisamente innaturale, guardandosi attorno: Jakov, svolazzando per la stanza, aveva svegliato anche il Sardo e Parma e tornò all’esterno del casale passando attraverso un muro. I tre si guardarono per un attimo e corsero alla finestra per vedere cosa effettivamente stesse succedendo: un lunghissimo tratto della riva del fiume opposta alla casa era occupato da un centinaio di persone in divisa nera, con tanto di casco con visore notturno. Sembrava un esercito privato e quello squadrone era quasi equamente diviso tra uomini e donne, tutti molto giovani e armati fino ai denti: un Ak-47 a testa, caricatori come se piovesse, pistole, pugnali, bombe a mano e chissà che altro!!!!!
Il Sardo ridacchiò: -Ma dove vogliono andare quei dementi, con quelle armi? Uno qualsiasi di noi potrebbe uccidere tutta quella gente in pochi secondi!!!! Devono essere terribilmente stupidi...-.

Fuori, intanto, le due Diavolesse guardavano in cagnesco la folla di mercenari senza il minimo timore, impettite e con i pugni sui fianchi. La Canadese (o Diavolessa numero 2, in quell’occasione) fece notare alla “potenziata” di cui aveva assunto sembianze e poteri: -Ma sta posa alla “Grey’s anatomy”? Secondo te siamo minacciose?- -Credimi: siamo davvero estremamente minacciose: non posso leggere nel pensiero come Parma, ma tutta quella gente laggiù si sta cagando sotto...e per ora ci siamo solo noi due! Però...proprio Grey’s anatomy dovevi tirar fuori?- -Il trip della “posa da supereroe” viene da lì...- -Viene da lì un cazzo: è una vita che i supereroi hanno sta posa!!! Ok, cambiamola se non ti piace!!!- -No no, va benissimo così...- -Sicura? E poi tu puoi metterti nella posa che ti pare: mica devi farmi da specchio, solo perché mi hai emulata e siamo due gocce d’acqua!!!!!-
Un uomo sulla quarantina che era l’unico a non indossare l’elmetto con visore notturno prese la parola, quando una soldatessa gli passò un megafono. Era esteticamente gradevole, con un bel cesto di capelli di un affascinante tonalità “sale e pepe” e quella barba “finta incolta” che rende sempre interessante un uomo. Parlò in italiano ma con un forte accento americano che non so come rendere per iscritto e quindi buena...ma voi leggetevelo con un accento Yankee che più Yankee non si può:
-Salve a tutti! Sono davvero felice di poter ammirare la Diavolessa e la Canadese dal vivo: è tanto che ne sento parlare! Non so chi sia la vera Diavolessa tra voi due e chi la Canadese, ma vi faccio i complimenti! Sono quasi emozionato di vedere dal vivo la più potente pirocineta mai esistita ed una mutaforma capace di replicare anche i poteri di chi emula!!-
-Oh, mille grazie!!! THANKS A LOT, SIR!!!-
Questa ultima frase era stata gridata dalla Canadese, immediatamente rimbrottata dalla “First Lady”: -Ma che cazzo fai????- -L’educata, no? E’ sempre bello quando ti lisciano il pelo, e una cosa cortese come un “grazie” non si nega nemmeno ad uno Yankee con un sacco di soldati armati fino ai denti!!!- -Tu stai male!!!-
L’uomo a capo di quella strana spedizione riprese la parola: -Ascoltate, ragazze: vi garantisco che, nonostante le apparenze, non siamo qui con intenzioni bellicose...-
La Diavolessa non riuscì più a contenere la rabbia ed urlò più forte che poteva -Certo, perché ti porti un centinaio di soldati armati fino all’inverosimile per fare una grigliata!!!!!!!!!!!! YANKEE DEL CAZZO!!!!!!- e, sfoggiando un meraviglioso ghigno luciferino dipinto sul volto, incenerì all’istante un abete alto 30 metri che si trovava alle spalle del bel signore col megafono.
Quest’ultimo sospirò per il grosso spavento e fece cenno ai suoi di non fare niente. Osservò quello che restava dell’enorme albero alle sue spalle e pensò che un conto era sapere di potersi trovare davanti una ragazza capace di incendiare selettivamente e quindi anche ridurre in cenere qualsiasi cosa anche ad una distanza di oltre 300 metri, e un altro conto era vederglielo fare.
Dal Casale uscirono Tom ed il Capo, che parlava telepaticamente con Parma mentre si avvicinava alle due Diavolesse (grazie alle doti di lei che, come già detto, poteva collegarsi con qualsiasi essere vivente...tranne Vì): -Stai provando ad ascoltare i loro pensieri?? Hai scoperto qualcosa?- non si aspettava, come risposta, questa canzoncina:
-I'm an old cowhand from the Rio Grande
But my legs ain't bowed and my cheeks ain't tan
I'm a cowboy who never saw a cow
Never roped a steer 'cause I don't know how
Sure ain't a fixing to start in now
Oh, yippie yi yo kayah, yippie yi yo kayah!!-
-Ti sei fumata il cervello definitivamente?- -No: è una canzone vecchissima...io me la ricordo nel film “Innerspace” di fine anni ‘80!- -”Salto nel buio”?- -Sì, quello...- -Ma che cazzo c’entra???- -Ci conoscono bene, Capo: sanno di me e stanno tutti canticchiando nella mente, senza soluzione di continuità, questa canzoncina!!!!- -E non puoi fare niente? Non puoi scegliere una persona e scavare per bene nella sua mente?- -Non da questa distanza, non con questo disturbo...- -Perfetto...ok...ok ok ok: tu e il Sardo restate in casa con Valeria. Non fate uscire Valeria. Ripeto: non fate uscire Valeria!!!!- -Sissignore!-

-Qual’è quella vera? Non voglio fare apprezzamenti pesi o magari toccare Acerina!!!- sdrammatizzò il Capo. Naturalmente “Acerina” era la Canadese, che si avvicinò a Tom e gli parlò con la propria voce per farsi riconoscere, rimediando un bacio con lei che si dovette abbassare perché, con quell’aspetto, in altezza lo sovrastava.
-Oh!!! Ecco lo Zar ed il Disintegratore!!! FANTASTICO!!! Che onore!! Grande giornata!!! Zar...è proprio con te che vorrei parlare...-
Il Capo non se lo fece ripetere due volte e, dopo aver ordinato alle 2 Diavolesse ed a Tom di restarsene lì e non fare niente planò dolcemente fino all’altra riva del fiume, atterrando proprio ad un passo dal comandante di quella milizia.
Sì, il Capo poteva volare...ma non era certo quello il già citato “potere primario” che non poteva usare perché troppo potente e pericoloso. A sto punto io avrei già capito tutto, visto che “l’uomo col megafono” (cit.) lo aveva chiamato Zar! “Zar”, potere troppo potente e pericoloso?? Niente? Bah…porelli.

Sia lui che Tom erano in pigiama, e faceva un certo effetto vedere uno squadrone di mercenari abbigliati ed armati in modo super professionale per affrontare una minaccia spaventosa composta da ragazzi spettinati ed in pigiama, vestaglia o comunque abbigliamento da notte!!!
La Canadese fece notare al suo compagno ed alla Diavolessa (di cui aveva ancora le sembianze): -Non riesco a capire: perché tutta sta gente, armata fino ai denti? Non sanno che, con quelle armi, non ci farebbero un cazzo???-
Tom passò in rassegna lo squadrone dei mercenari da destra a sinistra, come se avesse dovuto giudicarne abbigliamento e postura. La sua faccia tradiva nervosismo. Rispose in questo modo: -Hai ragione: è tutto strano, davvero strano. Il tizio brizzolato ci conosce benissimo e quindi sa che non ha il minimo senso portarsi un centinaio di normali esseri umani armati con normali armi umane!-
La Diavolessa (quella originale) prese il pino che si era messa sull’orecchio destro e, dopo averlo acceso con una fiammella stavolta fatta sprigionare dalla punta del dito medio destro (che mostrò in direzione dei mercenari assieme ad un bel sorrisetto) e fatto un bel tiro, ipotizzò che magari tutti quei ragazzi servissero per proteggere il brizzolato...o almeno per provare a farlo.
Tom, che sentiva la rabbia salire (e questo non era un bene: se andava fuori controllo poteva combinare dei bei disastri), mugugnò: -Quindi quel tizio che sembra un attore di Hollywood è importante? Ma il Capo lo conosce???- e, passandogli il pino, la compagna del loro Leader replicò: -Non ne ho idea: che ci crediate o no il caro “Zar” non dice tutto neanche a me...-

Intanto, nella stanza di Vì, Parma e del Sardo la ragazza diafana dalla criniera rossa stava perdendo le staffe perché voleva uscire a tutti i costi e Parma cercava di farle entrare in testa che era un ordine diretto del Capo...nel mentre il Sardo, con la sua inseparabile sigaretta elettronica, controllava la situazione dalla finestra e pareva fregarsene.

Jakov raggiunse il Capo sulla riva occupata dal plotone e si mise alle sue spalle, suscitando subito un altro commento “entusiasta” di “sale e pepe”: -Oh!!! MERAVIGLIOSO!!! Poter ammirare il simbionte di Valiera da così vicino è una cosa che racconterei subito ai miei nipoti...se ne avessi!!!-
Lo spilungone, che fluttuava ad una decina di centimetri dal suolo, si avvicinò e si mostrò contrariato: -Prima di tutto ho un nome e sarebbe Jakov, seconda cosa lei non vuole essere chiamata “Valiera” ma VALERIA!-.
L’affascinante Yankee si scusò cortesemente con l’essere elettrico traslucido, ricordando lui che però in effetti il vero nome di Valeria era realmente “Valiera” e chiedendogli perdono per il fatto di non essere stato a conoscenza del suo ed addossando la colpa ai suoi superiori, rei di considerarlo solo uno dei poteri della ragazza.
Dopo aver sorriso ancora a Jakov si rivolse nuovamente al Capo: -Ascoltami, Zar, possiamo parlare tranquillamente? Ti rubo solo un minuto...-
-Certo: dimmi pure- -Ci mettiamo un attimo seduti?- -Perché no?-
Una soldatessa ed un soldato portarono due sedie pieghevoli, di quelle da campeggio, e le sistemarono una davanti all’altra. I due si accomodarono. -Vuoi una sigaretta?- il Capo annuì. Sale&pepe estrasse dal taschino sinistro un pacchetto di Marlboro, ne prese una e la dette al suo interlocutore in pigiama, se ne mise una in bocca e poi si frugò in diverse altre tasche prima di trovare uno splendido Zippo dorato, col quale prima fece accendere il Capo e poi usò per il suo cicchino.

Nel casale il Sardo, Valeria e Parma continuavano a seguire la cosa.
-E le sedie, e la sigaretta...e questi toni da gentiluomini inglesi d’altri tempi!!! Perché non vengono qui in salotto a parlare, così magari gli serviamo un drink e degli stuzzichini indossando completini da sexy camerierina francesina?????? AHHH!!!! Non capisco...- sbottò Vì.
Il sardo fece notare una cosa: -Hai usato un sacco di diminutivi nella tua frase: “completini da sexy camerierina francesina” suona davvero male!!-, lei gli mostrò i denti, lui sorrise e tornò a guardare attraverso la finestra buttando là un “Nervosetta la bambina!”.
-Tu li senti?- chiese una stupita Parma
-Certo che li sento! Perché credi che Jakov sia lì? Posso vedere e sentire tutto quello che vede e sente lui e viceversa, anche se siamo distanti chilometri!!! Tu non riesci a leggere nelle loro teste?-
-Macché, ed è frustrante! Tutti i soldati stanno continuando a cantare mentalmente una stupida canzoncina e mi disturbano: sento solo questo assurdo coro, con ognuno che va per conto suo! La cosa è anche parecchio cacofonica, e mi disturba...-

Accanto al casale anche Tom sbottò: -Si può sapere per quale motivo si sono messi seduti a fumare, parlando come due vecchi amici???? Ammazziamoli e basta, cazzo!!!!!! Ammazziamoli tutti!!!-
“Acerina” abbracciò Tom e lo baciò sulla fronte, sussurrando: -Calmo, stai calmo: i metodi del Capo non si discutono mai e quindi, se fa così, significa che è il modo giusto! Un centinaio di Sapiens Sapiens con mitra e bombe a mano non sono certo una minaccia, per noi!!- -Sono AK-47 e sono fucili d’assalto, non mitra...- -Ti amo ancora di più quando fai il precisino...-
La Diavolessa li interruppe, schiarendosi la voce in modo assurdamente rumoroso : -Tesora...mi fa un effetto strano vedere me stessa che si sbaciucchia con Tom: non è che magari puoi prendere le sue sembianze o riprendere le tue e conservare il mio potere?-
Le trasformazioni della Canadese erano spettacolari nel risultato (poteva assumere l’aspetto di praticamente qualsiasi cosa) ma non nel procedimento: del tutto inavvertibile e invisibile. Anche se uno l’avesse fissata mentre mutava senza nemmeno sbattere gli occhi, non avrebbe potuto percepire niente e l’avrebbe vista con un aspetto e istantaneamente poi con tutte altre sembianze: in quel frangente la Diavolessa la vide identica a se stessa strusciarsi addosso a Tom e poi con le sue sembianze normali eccezion fatta per una chioma ricciolosa di una lunghezza sconcertante, color rosso fuoco.
-Ne abbiamo già una di rossa nella famiglia: basta e avanza!- -Ora sono una Canadese pirocinetica e voglio un dettaglio vistoso che rimandi al fuoco!!- -Vuoi far incazzare il Capo???- -Quelli sanno cosa siamo: fammi fare la superoina in modo ufficiale, per una volta!!!-


L’uomo col megafono, che però aveva appoggiato per terra accanto alla sedia, inspirò, espirò e continuò a parlare col tono di un commerciante di automobili che sta cercando di trattare per avere uno sconto per un lotto di vetture che intenderà poi immatricolare e vendere come km0: -Ascolta, Zar...ti giuro che non sono qui per combinare casini e non di mia iniziativa...- -Chi ti ha mandato, quindi?- -Eh...non posso dirtelo; ma uno intelligente come te, e con la tua esperienza, ci metterà poco a capirlo. Comunque mettiamo le cose in chiaro: io e questi soldati non siamo qui per te, per la tua splendida donna pirocinetica, la stupefacente mutaforma, il mingherlino incazzoso con cui non vorrei mai discutere, l’egocentrico psicocineta teleporta o la intellettuale telepate che, come sai, abbiamo reso inutile...- -Già: complimenti, bella pensata!- -Grazie: significa molto un complimento da parte dello Zar, e ti garantisco che è stata una mia idea. Ad ogni modo, come avrai capito visto questo inutile ma esplicativo preambolo...- -Ci tenevi a elencare i nostri poteri e, giustamente, non hai specificato quello di Tom perché ancora non è stato descritto, essendo io il tuo interlocutore non hai dovuto parlare di quello che non posso usare per lasciare ancora aperto questo stupido “mistero” e, allo stesso modo, non spiegherai nemmeno per bene i poteri di Vì, perché i lettori devono farsi domande anche su di lei!- -Già: comunque si va da poche parti, in questo modo...- -Anche a me sembra tutto un po’ debole!- -Vedremo...ma intanto ovviamente concludo affermando ufficialmente che sono stato mandato per portare via Valiera...VALERIA, VALERIA!-
Il Capo sorrise, fece un tiro, sdiciccò per terra osservando la cenere precipitare verso i sassi della riva e annuì come se stesse per dire “ok”: in quel momento Jakov che osservava e ascoltava la scena, e di rimando anche Vì in camera sua nel casale, sussultarono e si domandarono che accidenti stesse facendo l’uomo che 5 anni prima aveva giurato di proteggerla!
-Ascolta, tu mi sei simpatico e tra l’altro non mi hai neppure detto il tuo nome...- -Oh, certo! Che sbadato e che scortese! Mi chiamo George Lansing, piacere...- -Bene, George. Il piacere è tutto mio ma devo dirti che non ho la minima intenzione di consegnarti quella irritante rossa. Tu ed i tuoi uomini adesso ve ne tornate silenziosamente da dove siete venuti, e amici come prima, ok? Non ho la minima intenzione di farvi del male e nemmeno voglio che ve ne facciano i miei ragazzi o le mie ragazze, ma ci tengo a ricordarti che uno qualsiasi di noi 7 potrebbe uccidervi tutti in pochi istanti: Tom ad esempio, che ha l’hobby della fotografia, potrebbe farlo mentre intanto documenta la cosa con la sua reflex così poi mandiamo gli scatti migliori ai tuoi superiori, ok?-
Un raggio di sole fece capolino attraverso le colline e illuminò teatralmente il Capo che risultò ancor più minaccioso e bellissimo.
Vì, ascoltate queste parole, provò gratitudine ed ammirazione.
Il Capo si alzò dalla sedia da campeggio e salutò con garbo: -A non rivederci, George...e lo dico perché sarebbe meglio per te, ovviamente; comunque è stato davvero un piacere!-
-Zar! Mi dispiace che mi sottovaluti così. Visto che sei stato così garbato con me nell'esortarmi ad andarmene subito con tutti i miei ragazzi, io invito te ad andare nel vostro bellissimo casolare e convincere Valiera a venire via con noi: naturalmente la sederemo perché è troppo pericolosa, ma ti garantisco che non le sarà fatto alcun male...cosa che comunque sarebbe abbastanza impossibile- -Quale parte di “uno qualsiasi di noi 7 può uccidervi tutti in pochi istanti" non riesci a comprendere?-.
George si alzò pure lui dalla sedia e sorrise per poi indicare con la sinistra tutte le soldatesse ed i soldati che affollavano il fiume: -Io prenderò Valiera e la porterò via con me. Ti sto dicendo di consegnarmela non perché altrimenti potremo farvi del male in quanto questo è impossibile, ma per risparmiare 96 vite! Io porterò comunque a termine la mia missione ma, se non riuscirai a far sì che Valiera mi si consegni spontaneamente, queste 96 giovani vite umane saranno sacrificate...-

Il Capo: -Ma che cazzo sta dicendo?-
CONTINUA...


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