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Una storia di Gabrieleviscardi

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Non avevo capito niente

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2 minuti

Pubblicato il 01 ottobre 2018 in Storie d’amore

Tags: #amore #passione #padre #figlio

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“Arriva sempre il momento in cui vorresti sbarazzarti di un grande desiderio. È la vita che ti mette alla prova per capire quanto ci tieni davvero”

Me lo disse mio padre, quasi a cercare il mio perdono in punto di morte.

Io e lui avevamo litigato spesso negli ultimi anni, da quando aveva deciso di iniziare una relazione con una donna molto più giovane di lui. Laide era il suo nome, e la loro sembrava proprio la storia uscita da “Un amore” di Dino Buzzati.

Laide però non si prostituiva, anzi era una ragazza che in fin dei conti non aveva fatto niente di male. Si era solo innamorata di un uomo sposato. Io a lei non attribuivo colpe. Era mio padre l’uomo sposato, era lui che doveva evitare le tentazioni. Lui si era impegnato con mia madre, aveva tre figli di cui io sono il più grande. Non aveva ragioni per cercare emozioni altrove.

Per molti anni non ci siamo parlati, poi a causa della malattia mi sono riavvicinato a lui, ma per necessità, non con la voglia necessaria.


Ma un conto è pensare e dirle le cose, un altro è quando poi ti trovi dentro.


Forse il mistero di un uomo lo capisci solo in punto di morte.


Ora capisco i suoi lunghi silenzi, il suo soffrire per amore che a volte, invece farlo piangere, lo faceva ridere di se stesso. E io negli anni ho solo saputo puntargli il dito contro.

Lo trattavo quasi come un anomale che non aveva saputo tenere a bada i suoi istinti primordiali.

Io ero dalla parte di mia madre, sono il figlio più grande ed è il minimo che potessi fare, pensavo. Ma anche lei era ormai stanca, non aveva la forza e la vivacità per reggere il confronto con l’altra donna, quella più giovane, che gli stava sottraendo l’amore della sua vita, senza in fondo fare niente.


Sono passati 10 anni dalla morte di mio padre. Oggi come allora piove, ma le gocce d’acqua non riescono a chiarire i miei pensieri.

Vorrei tanto un pensiero chiarificatore, mi servirebbe come il pane una soluzione che non trovo.

Forse sono pazzo, o era solo mio padre ad avere ragione.


E io non avevo capito niente.


Non so se gli sto facendo torto o meno.

Ma ora non ho tempo e voglia per pensarci, Laide si è appena svegliata e la sua schiena nuda mi sembra un foglio su cui scrivere ogni giorno qualcosa di nuovo.

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