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Una storia di Giuseppe66

Il Bancale di Carta

Forte e Intenso,Emozioni  pure...

233 visualizzazioni

7 minuti

Pubblicato il 31 agosto 2018 in Erotici

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La cerco tutti i giorni e non posso fare a meno di pensare a lei, al vissuto insieme e alla tensione che ogni nostro incontro ci dava, ma anche al piacere sublime che si sprigionava alla fine del nostro incontro, come quella volta che, non potendomi

assentare dalla mia attività, dopo avermi chiamato più volte decide di venirmi a trovare sul posto di lavoro.

Mentre l’aspetto, cerco di escogitare qualcosa di semplice ma allo stesso tempo di unico, visto che lei di esperienze vissute ne ricorda poche con i suoi incontri a me precedenti, sempre solita routine, sesso a letto, in macchina, senza immaginazione.

Sento arrivare un messaggio, leggo tutto di fretta e il cellulare mi indica che lei è nell'atrio ad aspettarmi.

Lavoro in un grande stabile dove ogni piano e affittato da una compagnia diversa, ed essendo le nove di mattina l'atrio è a dir affollatissimo con gente intenta a leggere i cartelli indicativi e vecchiette che chiedono informazioni agli uscieri di turno.

Lei e li, la vedo, mi avvicino schivando persone e mi sorride con quella sua allegria semplice ma piena di eccitazione, che mi ha colpito la prima volta. Ci scambiamo un semplice bacio più vicino alle labbra che non sulla guancia.

Decidiamo di prendere un caffè per spazzare via la tensione e nel frattempo le nostre occhiatine non fanno altro che scrutare il corpo l'uno dell'altra: lei porta un paio di pantaloni leggeri quasi attillati, una camicetta di seta bianca che lascia intravedere le sue forme se pur piccole, ma ben scolpite e nell’avvicinarmi al bancone, non posso fare a meno di vedere e desiderare di perdermi su quel culetto marmoreo e di non vedere l'ora di poggiarci le mani.


Prendiamo il caffè, parlottando brevemente del più e del meno consapevoli che qualcosa doveva di lì a poco accadere, in lei nasce la curiosità di cosa le sarebbe accaduto quella mattina.

Io nel mio posto di lavoro godo di una certa libertà di movimento, in quanto giro di continuo per consegne dal mio magazzino ai vari uffici che richiedono articoli di cancelleria.

Preso il caffè, ci avviamo verso le scale del primo piano che portano al magazzino da me gestito e dopo aver superato un paio di porte di sicurezza, ne apro una ed entriamo: mentre lei scruta e si guarda intorno per osservare i mille articoli presenti, io faccio un giro intorno per vedere se tutto è a posto e se posso attuare il mio piano.

Dopo pochi minuti posso chiudermi la porta alle spalle, lei accortasi del gesto mi viene vicino e mi abbraccia da dietro, stringendo il suo corpo al mio e facendomi sentire tutta la sua femminilità.

Percepisco i suoi seni, benché piccoli, ma ben duri a desiderosi di essere succhiati e mordicchiati, nell'abbracciarmi mi bacia sul collo e mi addenta l'orecchio, mentre la sua mano scivola davanti, sul mio pacco, che nel frattempo si è gonfiato, proprio come ogni volta che io e lei entriamo in sintonia.

Io mi assicuro di aver ben chiuso la porta a chiave e mi giro di fronte a lei, stampandole un bacio su quella bocca piccola ma vogliosa, ci baciamo in modo passionale, gustando ancora la fragranza del caffè appena preso.

Le sue mani cominciano a divenire impazienti e dopo avermi accarezzato il torace, si fanno spazio nei pantaloni, andando a cercare quel mio cazzo divenuto ormai duro, e come ogni donna che si rispetti inizia a giocarci, accorgendosi di qualche goccia di piacere già fuoriuscita.

Decido di prendere in mano le redini, le afferro una mano e facendole fare pochi passi la adagio su di un bancale di carta, accuratamente spianato in anticipo per l'occasione, la faccio sedere e comincio a perdermi con le mani su quel corpicino desideroso di godere. Dopo averle aperto la camicetta mi impadronisco di quel suo seno che mi fa impazzire e lei subito si lascia andare con la sua testa all'indietro godendosi quei baci caldi.

Da lì scendo verso il suo ombelico, centro del mondo, perché le piace un sacco essere baciata e leccata li, sento le sue mani sulla mia testa per indirizzare la mia attenzione proprio verso il suo monte di venere, di cui sento già il profumo. Sbottono i suoi pantaloni e mi tuffo su quel triangolino di stoffa già pregno dei suoi umori: lei emette un gemito di piacere, scosto il suo slip e assaporo la fragranza delle sue grandi labbra fradice di nettare. La mia lingua scorre che è un piacere, in quella fica calda e perfetta.

Non posso fare a meno di apprezzare il fatto che per l'occasione lei si è depilata totalmente mandandomi in estasi e mentre continuo a sciacquare in quella sua fragranza, porto il mio dito indice verso il buchetto posteriore impaziente di essere esplorato.

A quel contatto lei ha un piccolo sussulto ma di lì a poco si rilassa, mentre continuo a percorrere in lungo e in largo la sua fichetta, arrivando fino a mordicchiare il suo clitoride, nel frattempo divenuto paonazzo, il mio dito ha iniziato ad esplorare e a farsi spazio nel suo secondo canale. A quel contatto la sento iniziare a irrigidirsi e a divincolarsi, fino a sciogliersi in un orgasmo totale, mentre con le sue mani spinge sempre più la mia testa sulla sua vulva in segno di consenso.

Sento man mano i suoi spasmi affievolirsi e lei riprendere la sua posizione seduta sul bancale di carta, allora mi alzo in piedi liberandomi della sua presa e ristabilisco il contatto con lei, la bacio appassionatamente, facendole assaporare i suoi dolci umori.

Ora sono i miei pantaloni che mi cadono ai piedi, ci cambiamo di posizione e mi siedo io, mentre lei si china dolcemente sul mio cazzo, trepidante del piacere che sta per ricevere: lo scappella pian piano un paio di volte, lo coccola avvolgendolo con le sue labbra calde e sensuali, si sofferma a succhiare la punta, diventata ormai rosso fuoco e mi delizia facendo passare la lingua sul mio frenulo.

Ma questa mattina sento che non resisto, vuoi per il terrore che qualcuno bussi, vuoi per la posizione non proprio comoda. Mentre lei ingoia se pur a fatica il mio cazzo, la fermo e la faccio alzare, non voglio venire subito. Lei si gira per mettersi seduta, prendendo il mio posto, quando io la fermo e le indico che voglio prenderla da dietro.

Lei allora si piega in avanti, adagiandosi sul bancale, aspettando quel piacevole contatto, ignara in quale dei due fori andrò ad esplorare per primo...mi chino su quel suo bel culo, afferro le chiappe tra le mie grandi mani, le divarico quel tanto che basta e passo a leccare tutto, solco compreso e quel fiore appena esplorato fino ad allora. Dopo aver bene insalivato il tutto, mi alzo a mi appoggio, lei a quel contatto mi prende il sesso con la manina e lo fa strusciare sul suo solco due o tre volte fino ad appoggiarlo sulle sue grandi labbra e con un colpo di reni all'indietro si impala del tutto.

Restiamo cosi, per qualche istante, a gustarci quel calore immenso che si sprigiona e quella che orami definisco una simbiosi totale.

Comincia a muoversi e a assaporare il giusto movimento e il rumore delle mie palle che ad ogni affondo vengono sbattute sulle sue chiappe. Sento lei che aumenta il ritmo sino a venire nuovamente, ma con meno intensità della prima volta. Io rallento il ritmo della chiavata e assecondo lei nei suoi movimenti. Oggi è difficile dedicarle molto tempo, potrebbe arrivare qualcuno, mi fermo, esco da lei e punto il mio cazzo verso quel fiore che tanto mi fa impazzire. Lo punto mentre lei, riposizionatasi bene, spinge verso di me. Anche se siamo in un magazzino, adagiati su di un bancale di carta, vedo e sento ad ogni mio affondo nel suo culetto il paradiso.

L'afferro per i fianchi e inizio un movimento regolare ma ricco di intensità.

Sento che non durerò molto, accelero la chiavata o meglio l'inculata, sento che dalle mie viscere parte un calore immenso che sta per sprigionarsi, mi riverso totalmente dentro di lei con fiotti intensi e abbondanti. Infine mi adagio senza pesare sul suo corpo, sino a completare quegli spasmi generati dallo svuotamento dei miei testicoli. Che bello e che inizio di giornata...penso dentro di me.

Ci rialziamo e ci baciamo con passione, ricomponendoci pian piano, consapevoli della soddisfazione che si è disegnata sul nostro volto e della nuova emozione appena consumata. Prima di riaprire la porta ci guardiamo quel bancale di carta, cercando di pensare a quante storie e racconti di vita reale e vissuta potranno contenere quelle pagine bianche...


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