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Una storia di esmeraldaemme

Sette gradi di freddo pungente

Roma. Sette di sera. E sette gradi di freddo pungente, con una buona dose di pensieri confusi.

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2 minuti

Pubblicato il 04 febbraio 2019 in Poesia

Tags: #libreria #domande #sorriso #pensieri #lacrime

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Alla fine di una lunga giornata lavorativa, interminabile, seppur non intensa, decido di andare a comprare un libro. Sì, un libro. Su che cosa? Nemmeno io lo sapevo.

Arrivo in libreria e lì fuori incontro un ragazzo sulla trentina. Senegalese - lo so perché poi me lo ha detto - che vendeva libri.

Con un sorriso enorme mi invita a visionare alcuni dei suoi titoli, ma io volevo comprare "un libro". E volevo entrare in libreria prima che chiudesse. Quindi gli dico:

- Ti prometto che torno dopo.

E mi congedo da lui.


Entro in libreria con una lista di titoli che avevo redatto in momenti più o meno lucidi della mia giornata. Era come cercare un ago in un pagliaio. Tra i vari scaffali, rovistavo tra libri di politica, filosofia, storia, psicologia. Ma non c'era nulla che attirasse particolarmente la mia attenzione.

L'ho detto all'inizio, non sapevo nemmeno io cosa stessi cercando.

O, forse, semplicemente bramavo una risposta alle mie domande. Qualsiasi essa fosse.


Nonostante tutti i pensieri confusi, ho capito che, dopo un'ora di inutile girovagare, l'unico pensiero lucido che avrei potuto avere era tornare dal ragazzo senegalese. Glielo avevo promesso.

Quindi esco dalla libreria, senza comprare nulla, e lo incontro di nuovo.


- Ah, sei tornata?

- Certo, te lo avevo promesso.


Tra un titolo e l'altro parliamo di noi, delle nostre vite, in francese, in italiano, di un po' di tutto.

E lui, ad un tratto, mi dice:

- Lo sapevo che eri di Napoli! Noi e i napoletani, in fondo, siano uguali. L'unica differenza è che i senegalesi sono neri e i napoletani sono bianchi.

E poi mi chiede:

- Posso sapere come fai a mantenerti così giovane?

E io non so dove ho trovato il coraggio. Nonostante i pensieri affranti, le domande non risposte e gli occhi rotti dalle lacrime, l'ho guardato, sorridendogli di un sorriso un po' malinconico, e gli ho detto:

- Con il sorriso. Mi mantengo giovane perché sorrido sempre.


A quel punto lui resta senza parole. Una risposta così non gliel'aveva mai data nessuno.

Mi stringe la mano e mi abbraccia con forza.

E resto senza parole anche io. Perché avevo incontrato, di nuovo, la parte di me che amo di più.


Non era sicuramente quella la risposta alle mie domande. Ma era quello che stavo cercando.


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