scrivi

Una storia di GeorgeDebilatis

L'OFFENSIVA DI MAZZI

RESA DEI CONTI TRA L'INCUDINE E IL MARTELLO

250 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 15 aprile 2020 in Humor

Tags: #rockstyle #bollori #riscatto #catarsi

0

Mazzi era a casa finalmente, dopo una giornata di programmatore

per la EQ Top Solutions. Era carico come una molla, seppure

stremato, e si accomodò in poltrona ancora tutto vestito servendo

a sé stesso un doppio whisky con coca-cola. Greta era ancora

in palestra e Bobby era nella sua stanza con quella dannata batteria.


Lo sentiva provare e riprovare gli intro a tutta la merda metal
sulla quale stava puntato al momento. Slayer, Cradle of Filth, RATM,

System of a Down e chissà cos'altro... Il picchiare gli faceva andare

su e giù il cocktail robusto che gli stava di fronte, sul tavolino.
Già i vicini si erano rotti le palle e lo avevano affrontato, chiedendogli

di insonorizzare la stanza, o di comperare al demonio una chitarra
acustica.

Chitarra acustica?
Mazzi sorrideva stancamente.
L'idea di acquistare un set della Pearl per il compleanno del mostro
era stata di Greta; lei amava quel genere di schifezze e le piaceva
pompare per scordarsi lo stress da hostess di volo, dove assumi
la faccia che ti preparano con cura passeggeri idioti e steward maniaci.
Fosse stato per lui gli avrebbe comprato un mixer e un campionatore:
era cresciuto con la musica elettronica e a quindici anni non mancava
un rave dalle sue parti, Essex.
Al contrario quel figlio degenere sbatteva fuori irritanti fregnacce vichinghe

alla Burzum e Mayhem, nemmeno si fosse coinquilini di Charles Manson.
Portava i capelli lunghi e le braghe larghe, baggy e informi, poi già stava
insistendo per il primo tatuaggio.


Lo martellava peggio dell'impianto da watts terroristi: papà, tu ne hai
i bicipiti pieni, perché ti scazza se anch'Io mi faccio un tattoo? Mazzi
rispondeva con calma, io le prime incisioni sulla pelle me le sono fatte
a 19 anni, tu ne hai 15 ed è bene che aspetti e ci pensi su.
Nel frattempo che ruminava mentalmente il rumore stava diventando
insopportabile: cimbali, charleston, piatti, rullante, grancassa. Alla fine

decise di farsi un altro coca e whisky, dopo avere ingollato il primo

con rapidità straordinaria.
Poi con il bicchiere in mano, e una piacevole pulsazione intorno
alle tempie si era diretto verso la stanza di Bobby, da cui sboccava l'inferno.


Nel tragitto aveva raccolto la mazza da baseball del ragazzo, che stava

abbandonata ai piedi del divano. Si chiedeva dove stesse sbagliando,

e chissà, forse l'errore era stato proprio di farlo quel figlio: diciassette

anni lui, diciassette anni Greta. Finale:un cazzo di incidente di percorso.
Ormoni in libera uscita. Adesso, a 31 anni, Mazzi era pieno di merda,
con un lavoro stabile che detestava, la camicia bianca con righine magenta,
la cravatta beige, il taglio a spazzola, una moglie che non trombava
da un mese, e QUEL pargolo.


Bussò alla porta, ma tanto valeva abbatterla a spallate. Poi, a sorpresa,
il frastuono era cessato e Bobby s'era strascicato alla porta, girando la chiave.
Ciao vecchio, gli aveva biascicato con una canna fra indice medio.
"Perché non la pianti con il casino? Il tuo vecchio ha avuto una giornata
impegnativa, ha bisogno di incollare un po' i pensieri."
Bobby gli aveva rimpallato che anche lui aveva avuto una giornata
del cazzo a scuola, e che quello era il suo unico modo di sfogarsi,
prendere o lasciare. Mazzi disse che preferiva prendere, e si era
allungato verso la batteria.


Il primo colpo fu per i piatti, che volarono a terra in un bordello di echi,
poi prese a sfasciare metodicamente tutto il set: sfondò la grancassa a calci,
fece volare uno dei rullanti dalla finestra spalancata, poi con la mazza da baseball
frantumò, in un crescendo spasmodico, seggiolino, charleston, tom tom, crash,
ride e timpani. Quando ebbe terminato, dopo un intenso quarto d'ora, Bobby
stava accendendosi, assorto ma rilassatissimo, un altro joint mentre polizia,
vicini e quant'altro, salivano rapidamente le scale e tempestavano di pugni
e scampanellate il suo appartamento.
Mazzi prima di aprire, con calma, aveva trovato il tempo di fregare la vodka
smirnoff al figlio, e se n'era tracannato due sorsate. Per i vicini rompicoglioni
e divise varie ed eventuali avrebbe avuto tutto il tempo del mondo.
Si sedette in mezzo ai rottami della gloria rock e chiuse le palpebre
sorridendo, finalmente utile a qualcosa. Magari a suo figlio.
Che, in fondo, gli assomigliava un casino.



Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×